martedí, 29 settembre 2026

ROLEX MIDDLE SEA RACE

Rolex Middle Sea Race: l'entusiasmante regata degli ultimi

rolex middle sea race entusiasmante regata degli ultimi
red

Vela, Rolex Middle Sea Race - Nelle prime ore di venerdì mattina si sono concluse a Marsamxett Harbour due ammirevoli imprese marinaresche. Gli ultimi due yacht in gara nella 30esima Rolex Middle Sea Race hanno finalmente completato il percorso di 606 miglia nautiche. Con equipaggi composti di due soli velisti. Entrambi hanno fronteggiato le avversità di una regata che ventitré yacht con equipaggi completi non sono stati in grado di sostenere. Il terzo yacht con equipaggio a due ad aver preso il via della regata sabato scorso, si è ritirato il secondo giorno di gara. I resoconti dei due yacht coinvolti in queste imprese sono simili. Entrambi gli equipaggi sanno di essere riusciti nell'opera; entrambi ritornano a casa carichi di orgoglio. Una delle due avventure ha avuto un finale più lieto dell'altra, ma il successo nell'impresa conta molto più di qualsiasi delusione.

I due yacht si trovano agli estremi opposti dello spettro. Cymba è condotta dal 51enne Isidoro Santececca e dal 41enne Francesco Piva. I due regatano insieme da parecchi anni e hanno al loro attivo tre Rolex Middle Sea Race, di cui una vinta nella divisione con equipaggio a due nel 2002. I cugini Steven e Michael Clough, co-skipper di Cambo III, hanno rispettivamente 63 e 60 anni d'età. Non hanno grande esperienza in regate con equipaggi ridotti e nessuna pratica sul percorso di questa regata. Santececca e Piva hanno regatato a bordo di un Sunfast 3200, yacht di concezione moderna progettato per navigare con equipaggi ridotti. I cugini Clough erano a bordo di un Hunter Mystery 35, che la stampa nautica descrive come "yacht elegante che suggerisce maniere dolci." Cambo III è una barca carina, con linee classiche. La sua una lunghezza overall è due piedi più lunga rispetto a Cymba, ma al galleggiamento è più corta di quattro piedi. È' inoltre 2.500 kg più pesante. Pertanto non è proprio uno yacht da regata.

Nelle competizioni con equipaggi ridotti, la preparazione e l'approccio psicologico sono importanti tanto quanto l'esecuzione stessa della regata. Prima della gara entrambi gli equipaggi hanno mostrato di possedere ampia fiducia in sé stessi, la volontà di accettare tutto quello che si sarebbe presentato sul loro cammino e andare avanti. Una caratteristica particolarmente amata dai maltesi. Santececca e Piva hanno partecipato a questa regata pensando alla futura Transquadra 2011, una gara di 2.700 miglia nautiche da Madeira alla Martinique. I Clough speravano semplicemente di completare il percorso e preferibilmente finire entro il tempo limite. Le condizioni meteorologiche che gli yacht più piccoli della flotta hanno dovuto affrontare sono già state ampiamente descritte. Il fatto che un terzo della flotta non sia riuscito a finire la regata, ritirandosi per lo più nelle prime trentasei ore, offre una luce migliore sull'impresa compiuta da questo equipaggio italiano e inglese.

Per la maggior parte della regata i due yacht hanno navigato affiancati, combattendo un duello in stile tradizionale, 'mano-a-mano'. Cymba ha doppiato per prima Capo Passero con un vantaggio di 25 minuti. A Messina Cambo III aveva ribaltato il deficit a suo favore, consolidando poi il vantaggio e doppiando Stromboli con un margine di oltre un'ora. A Favignana il distacco tra i due era calato nuovamente a 25 minuti a favore degli inglesi. Nessuno dei due equipaggi sapeva, a questo punto, che la loro lotta nella Rolex Middle Sea Race era di fatto terminata. L'equipaggio di Cymba ci ha raccontato: "la bolina è stata molto ardua tra Stromboli e Favignana. Questa barca si comporta meglio di poppa e lasco che non di bolina. Abbiamo avuto dei grossi problemi con la randa. Per parte della regata abbiamo navigato con tre mani di terzaroli o addirittura senza randa. Abbiamo cercato di ripararla ma è stato molto difficile." L'errore di Cymba, che date le circostanze e la loro situazione sembra del tutto comprensibile, è stato passare all'interno di una delle isole Eolie, infrangendo le Istruzioni di Regata. "Abbiamo commesso un errore in tutta onestà e ci siamo ufficialmente ritirati dalla regata perché non volevamo essere squalificati." L'equipaggio tiene testa alta: "per noi non fa nessuna differenza; l'importante era finire la regata. Non rimaniamo con l'amaro in bocca. Siamo qui, questo è l'importante, e ci sentiamo vincitori."

Anche i Clough sono quasi incappati nello stesso errore. Cercare riparo sotto Alicudi era sembrata una buona opzione, ma un ultimo controllo del percorso li ha riportati sulla giusta rotta.

Procedendo nella navigazione, ignari del fatale errore commesso da Cymba, i due equipaggi hanno raggiunto Pantelleria a 10 minuti di distanza l'uno dall'altro, con gli italiani nuovamente al comando. Entrambi i piloti automatici di Cambo III a questo punto hanno smesso di funzionare, aggiungendo ulteriore stress alla situazione dell'equipaggio. "Stavamo faticando molto. Il timone è pesante e con vento forte è pesantissimo. Dopo Pantelleria ho cercato di tenere la barca il più possibile sul vento per ridurre il carico sul timone e alleggerire la randa nel tentativo di bilanciarla al meglio, ma ero sfinito, totalmente distrutto." Steve ha assunto il comando, completando il turno di notte per consentire a Michael di riprendersi.

A Lampedusa i Clough avevano apparentemente compiuto un miracolo, risolvendo il problema con i piloti automatici e ritrovandosi nuovamente davanti agli avversari con un vantaggio di oltre un'ora, come ci ha spiegato Michael: "pensavamo che Cymba sarebbe stata molto avanti, poiché l'ultima volta che l'avevamo vista procedeva veloce. Non credevamo fosse possibile. Durante la notte Steve ha fatto un ottimo lavoro." Tristemente la loro gioia ha avuto vita breve.

Poco dopo mezzanotte, nelle prime ore del mattino del 22 ottobre, i Clough hanno raggiunto la parte più cupa della loro regata, come raccontato da Steven: "c'è stato un terribile frastuono, era notte e ci è voluto un po' per capire che uno dei jumper [che sostiene l'albero] se n'era andato. Abbiamo pensato alle possibili alternative e abbiamo deciso di proseguire la regata il più tranquillamente possibile. Avevamo tempo ed eravamo decisi a finire questa regata. Siamo fortunati di non essere mai stati su mure a dritta."

"Eravamo solo in due, timonavano a mano e l'albero era in pericolo. Dopo aver scartato l'idea di ritirarci abbiamo iniziato a pensare al piano velico giusto. Per un po' abbiamo messo tre mani di terzaroli sulla randa e issato lo storm jib."

Secondo Michael, se fossero riusciti a limitare la pressione sull'albero alla zona inferiore alle crocette più basse, il rig sarebbe sopravvissuto. Navigare sotto quattro nodi di velocità era un'assurdità per un equipaggio di regata, ma si trattava di proteggere il rig e completare le restanti 100 miglia nautiche della regata. Il de-potenziamento ha raggiunto il massimo nell'ultima tratta dopo il canale di Comino. "Abbiamo navigato a secco di vele a più di cinque nodi per più di tre quarti d'ora. Non mi era mai capitato prima d'ora!" ha scherzato Steven. "La chiave per il successo nell'impresa era accorciare le redini. Eravamo entrambi pronti alla regata e dovevamo costantemente frenarci a vicenda."

Entrambi gli equipaggi sono stati felici di aver raggiunto il traguardo. Cymba l'ha raggiunto dodici ore prima di Cambo III. Per gli spettatori a terra questa regata tra i due è stata appassionante, certamente fino a Lampedusa, tanto quanto le battaglie che si sono consumate in testa alla flotta. Steven Clough, che nella vita sta affrontando delle lotte molto più difficili, ha riassunto così la sua avventura: "è stata emozionante, difficile, ma appagante." I cugini Clough sono stati premiati con un trofeo, come vincitori della divisione degli equipaggi a due. Il fatto che loro abbiano avuto un po' di fortuna e gli altri un po' meno è indiscutibile. Senza dubbio, tuttavia, questo duo si merita il premio.


24/10/2009 13:16:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

America's Cup, collisione tra GB1 e il gommone Alinghi: danni al foil, Fletcher ferito

Protagonisti l’AC40 di GB1 e una chase boat di Tudor Team Alinghi, entrati in collisione mentre sul campo di regata si stavano preparando le prime partenze di prova

A Scarlino l'Act 5 conclusivo della RS21 Cup

Un appuntamento, quello dal 24 al 27 settembre, dalla duplice valenza: infatti verranno assegnati anche gli scudetti tricolore sia della Open che della Corinthian

Route du Rhum: al via ci saranno Francesca Clapcich e Ambrogio Beccaria

Il 1° novembre, da Saint-Malo, saranno 118 gli skipper che prenderanno il via della tredicesima edizione della grande transatlantica in solitario, destinata a concludersi dopo 3.542 miglia a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa

ARC Team USA, a Napoli il debutto della nuova sfida americana

La 38ª America’s Cup entra nel vivo anche per ARC Team USA. A Napoli, dal 24 al 27 settembre, il nuovo challenger americano farà infatti il suo debutto agonistico nella Preliminary Regatta, prima occasione per vedere in gara l’equipaggio e l’AC40 del team

Alinghi: in Vespa per adeguarsi all'Italian Style

Pietro Sibello guida i magnifici quattro di Alinghi: con lui il britannico Paul Goodison, skipper e timoniere di dritta, il neozelandese Phil Robertson, timoniere di sinistra, e lo svizzero Nicolas Rolaz, trimmer di dritta

America's Cup: Luna Rossa sfida "’o maluocchio" e ne vince tre su tre

Le regate di prova nella vela sono piene di superstizioni e molti velisti fanno di tutto per non vincerle. Tuttavia, il team principale di Luna Rossa non ha seguito il copione superstizioso e ha dominato la flotta con margini enormi

ILCA Master Europei, Cerretelli e Grassi in corsa per il titolo

A La Baule si decide tutto nell’ultima giornata. Lorenzo Cerretelli è secondo negli Apprentice Master ILCA 7, Alice Grassi guida le donne negli ILCA 6

Les Voiles de Saint-Tropez: oltre 250 barche per nove giorni di vela e spettacolo

Sabato 26 settembre alle ore 9 aprirà ufficialmente al pubblico e ai concorrenti il villaggio di Les Voiles de Saint-Tropez, uno degli appuntamenti più attesi della stagione velica internazionale

America's Cup, Luna Rossa parte forte a Napoli: è in testa dopo la prima giornata

L'ARC Team USA vince la regata d'apertura, ma il team italiano si prende la seconda prova e chiude al comando della classifica. Giornata difficile per GB1, mentre i francesi di La Roche-Posay si ribaltano nella seconda partenza

America's Cup: Luna Rossa conquista Napoli

Luna Rossa chiude con una giornata praticamente perfetta la Preliminary Regatta della Louis Vuitton 38th America’s Cup a Napoli. Due vittorie nelle regate di flotta e poi il successo netto nella finale di match race contro Emirates Team New Zealand

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci