L’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino e Gaeta ed Enel, con il supporto tecnico di Fincantieri, hanno redatto il primo progetto che, conformemente agli standard tecnici internazionali, consentirà alle navi da crociera che sostano nel porto di Civitavecchia di spegnere i generatori elettrici di bordo e di utilizzare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (High Voltage Shore Connection Technology), in assenza di emissioni gassose.
Il progetto, relativo ad una banchina-pilota del terminal crociere del porto leader nel Mediterraneo (1.800.000 crocieristi stimati nel 2008), è stato presentato oggi in una conferenza stampa congiunta tenutasi al SeatradeMed Cruise&Superyacht Convention di Venezia.
L’intervento, che rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso marzo da Autorità portuale ed Enel, va ad integrarsi nel “modello energetico Porto di Civitavecchia” che prevede un ampio ricorso all’uso delle fonti rinnovabili, con impianti fotovoltaici ed eolici, e l’adozione di avanzati sistemi per favorire il risparmio energetico nella pubblica illuminazione e nella gestione/misura dei consumi.
La messa a punto del progetto ha richiesto studi specifici insieme alle Società armatoriali, per risolvere i problemi di esercizio delle navi, e con società leader nel settore dell’impiantistica elettrica, per l’individuazione delle più innovative tecnologie impiegabili.
Fincantieri ha apportato al progetto l’esperienza maturata nei sistemi di generazione e distribuzione elettrica, sia attraverso la costruzione di navi che con la partecipazione ai più importanti organismi internazionali di settore, quali l’IEC-International Electrotechnical Commission. In questo modo Enel ha potuto predisporre la rete di terra in accordo ai requisiti specifici di tensione, frequenza e potenza propri delle navi passeggeri, garantendo così i più alti livelli di sicurezza e affidabilità a bordo.
Nel porto di Civitavecchia ogni anno arrivano più di 4000 navi, un migliaio delle quali sono da crociera. Unità che impegnano, durante la sosta in banchina, potenze elevate, fino a 16 MW, prodotte attraverso la combustione di carburanti fossili. Il primo passo è stato quello di avviare un confronto con gli armatori per indurli ad utilizzare carburante con basso tenore di zolfo, anticipando anche l’entrata in vigore delle nuove norme ambientali.
“Civitavecchia – dichiara il presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani - diventa il primo scalo del Mediterraneo, ed uno dei pochissimi al mondo, a realizzare un progetto di elettrificazione delle banchine. Continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di coniugare sviluppo e massima attenzione all’ambiente, anche diversificando le fonti energetiche utilizzate nei tre porti di nostra competenza, privilegiando quelle rinnovabili”.
“Innovazione tecnologica, tutela dell’ambiente, valorizzazione del territorio. A questi valori – afferma Livio Gallo, Responsabile della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel spa - si ispira Enel nel progetto di elettrificazione delle banchine del Porto. L’alta tecnologia al servizio dell’ambiente si concretizzano in un progetto all’avanguardia mondiale. Dalla collaborazione con l’Autorità Portuale e Fincantieri è nato il futuro dei porti italiani”.
Emilio Palma, Direttore generale corporate di Fincantieri, ha commentato: “Siamo lieti di aver contribuito, insieme all’Autorità Portuale di Civitavecchia e ad Enel, alla definizione di un intervento in linea con gli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente, fermamente perseguiti anche dalle società armatrici nostre clienti. Confidiamo che la soluzione presentata oggi possa costituire un precedente importante per altri scali nazionali ed esteri”.
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