È ormai un punto di non ritorno. Dopo aver subito per anni, se non per decenni, gli extra costi derivanti dalla congestione dei Terminal e del sistema portuale nel suo complesso, e nella prospettiva di ulteriore aggravamento derivante dai cantieri aperti per le nuove infrastrutture, l’autotrasporto che opera nel porto di Genova impone un vero e proprio aut-aut: o l’intera filiera della merce (terminal, spedizionieri, società di logistica, autostrade, e caricatori) si fa carico degli extra costi che gravano solo sull’autotrasporto, oppure sarà l’autotrasporto a reagire con forza e imporre la misurazione dei costi eccedenti per consentirne la copertura.
La quotidiana congestione del porto di Genova generata da Terminal ingiustificatamente inadeguati a livello strutturale nel servire il traffico camionistico, le lunghe attese al carico e scarico nelle aree buffer dei Terminal, i black out del PCS portuale e dei processi documentali e autorizzativi, hanno provocato e stanno generando da molte settimane enormi perdite di produttività ed extra costi insostenibili per le già limitate capacità di marginazione economica delle nostre imprese di autotrasporto.
Gli enormi disagi e conseguenti diseconomie subiti dall’autotrasporto purtroppo rischiano di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi a causa dei cantieri delle opere infrastrutturali importanti ma impattanti sulla viabilità portuale, dei programmati cantieri ferroviari che, limitando il traffico su ferro genereranno traffico camionistico che, insisteranno insieme ai traghetti turistici sul già congestionato bacino portuale.
Questi costi aggiuntivi sono insostenibili per l’autotrasporto perché, a differenza di altri soggetti della filiera che possono introdurre incrementi tariffari o aumento dei noli, gli autotrasportatori non possono aumentare i prezzi delle commesse perché si troverebbero automaticamente estromessi dal mercato per la esasperata concorrenza nel settore.
Per queste ragioni, le Associazioni di rappresentanza di categoria Trasportounito, Aliai, Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Lega Cooperative, dopo un lungo e approfondito confronto con le imprese associate che svolgono servizi di trasporto nel porto di Genova, hanno deciso, a tutela della continuità economica dei trasporti nel porto di Genova, dell’occupazione e dei livelli di sicurezza stradale, nel quale l’autotrasporto ha investito importanti risorse, di chiedere alle imprese della filiera committente, una responsabile compartecipazione agli extracosti nella forma di “Congestion Fee”.
Dal 3 Giugno p.v., nel rispetto della libera contrattazione tra le parti prevista dalle norme di settore, per ogni trasporto di merce effettuato sulle tratte le cui origini/destinazioni comprendono il bacino portuale di Genova, applicheranno alle imprese committenti dei trasporti e per ogni livello di subvezione, una “Congestion Fee” che verrà evidenziata in fattura con la voce: “Congestion Fee carico e/o scarico porto di Genova”.
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