Le piattaforme petrolifere italiane non pagano nemmeno l’Imu! Pur essendo situate entro le dodici miglia dalla costa, ovvero in territorio nazionale, questi lembi aggiunti d'Italia erano stati in pratica “dimenticati” dai legislatori. Glielo ha ricordato un piccolo comune abruzzese, Pineto degli Abruzzi, che ha vinto nei giorni scorsi la battaglia contro il gigante Eni. Quelle quattro piattaforme petrolifere davanti alla spiaggia devono pagare, come qualsiasi immobile industriale che insiste sul territorio comunale. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha accolto il ricorso del comune abruzzese contro le sentenze delle commissioni tributarie (sic!) che avevano esentato l'Eni per "Fratello Nord", "Fratello Est 2", "Fratello Cluster" e Squalo, i nomi dati agli impianti per l'estrazione degli idrocarburi. L’Imu da pagare sulle piattaforme sancisce che, forse, il “Grande Fratello” ha ricevuto un bel colpo e che si è riconosciuta la sua effettiva qualifica di Squalo a meno di due mesi dal referendum anti-trivelle. La sentenza è un precedente che fa giurisprudenza, ed è in grado di orientare i ricorsi che decine di Comuni hanno depositato contro i giganti energetici, come nel caso della piattaforma Vega nel mare siciliano, dove la Guardia di Finanza aveva contestato ai gestori Eni e Edison un'evasione da 30 milioni di euro. Sono 106 le piattaforme censite dal ministero dello Sviluppo economico in acque italiane: un tesoro fiscale per gli enti locali, tra imposte e interessi. La battaglia di Pineto è iniziata nel 1999 ma non si è ancora veramente conclusa. Ora che si è stabilito che anche gli immobili non accatastabili sono imponibili, bisognerà accertare la misura dell’imposizione. La Cassazione rimanda ai .valori contabili e non alle stime di mercato. Dipenderà quindi dai bilanci l'ammontare dell’imposta da pagare. E le cifre contestate potrebbero subire drastiche riduzioni. Magari dalle scritture contabili si evincerà che le piattaforme sono un business quasi in perdita. Pertanto perché trivellare ancora?
Grande protagonista per l'Italia è stato l'impeccabile Mattia Saoncella, che conquista il titolo mondiale Under 19 al termine di un campionato dominato praticamente dall'inizio alla fine
La Cork Week 2026 è partita nel segno delle condizioni meteo variabili, offrendo fin dalla prima giornata tutto ciò che ha reso celebre la regata irlandese: nebbia, mare formato, vento in aumento e regate combattute
L'Italia si presenta all'appuntamento conclusivo con grandi ambizioni grazie a Mattia Saoncella e Luca Pacchiotti, che chiudono al comando le rispettive classifiche e conquistano l'accesso diretto alla Grand Final con un prezioso match point di vantaggio
A brillare ancora una volta è stato l'azzurro Mattia Saoncella, sempre più protagonista nella categoria Under 19 maschile. Il giovane italiano ha disputato cinque prove di Upwind Sprint confermandosi il punto di riferimento della flotta Gold
L'italiano Claudio Demartis è stato il grande protagonista della regata grazie alla vittoria assoluta sul traguardo, confermando l'ottimo momento del suo equipaggio dopo il recente record stabilito nella Brindisi-Corfù.
Si chiude la III Regata Nazionale RS Feva, ospitata dal Club Nautico Marina di Carrara dal 25 al 27 giugno 2026, tappa chiave per l’area Tirrenica e ultimo appuntamento prima della definizione finale della ranking nazionale
Mille miglia nautiche da Cherbourg-en-Cotentin a Lorien da affrontare in solitario, lungo una rotta che attraversa alcuni dei passaggi più iconici e impegnativi della vela offshore europea
Mondiale iQFOiL Youth & Junior, Saoncella resta al comando. Il caldo rallenta le regate in Costa Brava
A Gizzeria sono state nove le prove disputate in totale nella prime due giornate di regata nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento Hang Loose Beach
Gli azzurri guidano due delle classifiche più prestigiose: Mattia Saoncella è leader tra gli Under 19, mentre Luca Pacchiotti comanda la graduatoria degli Under 17