Vela, Mini Transat - Buona partenza per la flotta della Transat Charente Maritime - Bahia avvenuta come di consuetudine (un po’ di scaramanzia non guasta nella vela) alle 17:17. Un vento leggero di 6 nodi da ovest, ha accompagnato la partenza dei 79 skipper, insieme a una moltitudine di imbarcazioni venute a salutarli. Solo per la cronaca il primo alla boa di disimpegno è stato Sébastien Rogues "Eole Génération-GDF Suez" (n° 716) seguito da Sébastien Picault "Kickers" (n°198) da Antoine Rioux "Festival des Pins" (n°800), da Aymeric Chappelier "La Tortue de l'Aquarium-La Rochelle" (n°788), da Thomas Normand "Financière de l'Echiquier" (n°787) e da Etienne David "Teamwork" (n° 679). Gli italiani sono lì con il gruppo e sono 8: in classe Proto Andrea Caracci, Maurizio Gallo, Tiziano Rossetti, in classe Serie, Andrea Pendibene, Simone Gesi, Sergio Frattaruolo, Susanne Beyer, e il giovanissimo Giacomo Sabbatini.
La Transat 650 è nata nel 1977 da un'idea dell'inglese Bob Salomon ed era conosciuta fino a pochi anni fa con il nome di Mini Transat. Alla prima edizione della transatlantica parteciparono 23 imbarcazioni.
La regata nel corso degli anni ha cambiato nome, ha modificato il percorso, ma la filosofia è rimasta la stessa: una sfida dell’uomo contro la natura a bordo di una piccola imbarcazione di soli 6 metri e mezzo. L'evento raduna da sempre i migliori velisti oceanici e rappresenta un trampolino di lancio per le classi oceaniche più grandi.
Personaggi del calibro di Michel Desjoyeaux, Ellen MacArthur, Loick e Bruno Peyron hanno mosso i primi passi in Oceano a bordo dei Mini 650. La traversata, in solitario e senza assistenza, si corre ogni due anni si disputa su un percorso di 4.200 miglia ( 7.800 Km) che da La Rochelle (Francia) porta fino a Salvador de Bahia, in Brasile, con una sola tappa a Funchal (Madeira).
La competizione ha una durata variabile tra i 30 e 40 giorni, da ricordare che, durante la navigazione, è vietato per regolamento qualsiasi tipo di comunicazione con la terraferma... banditi quindi telefoni satellitari e qualsiasi altro ritrovato tecnologico a parte un VHF, per rimanere in contatto con le barche assistenza (in media una ogni 10 imbarcazioni n.d.r.)
Il percorso - Prima tappa, 1.100 miglia
Golfo di Guascogna
dopo aver lasciato lo stretto di Pertuis d’Antioche, nel Dipartimento francese di Charente-Maritime, la flotta naviga le prime 400 miglia attraverso il Golfo di Guascogna anche conosciuto come Golfo di Biscaglia. Sebbene i venti forti che caratterizzano queste acque, siano più frequenti nel periodo invernale, non si può escludere che condizioni proibitive si presentino anche a fine settembre.
In genere questa parte di percorso è quella che rivela le maggiori sorprese e i distacchi, spesso definitivi, tra la flotta. Senza dubbio, Capo Finisterre (il punto più a Ovest della Spagna) rappresenta un passaggio critico, sia per le condizioni meteo marine, sia per il traffico delle navi.
Portogallo, Madeira:
Superato capo Finisterre, inizia la discesa verso Sud lungo le coste del Portogallo. Su questo tratto del percorso, le andature sono prevalentemente portanti e si sfrutta l'Aliseo portoghese. Spesso tuttavia questo flusso di venti da Nord viene disturbato da perturbazioni temporalesche molto frequenti a partire della latitudine di Lisbona fino all’Arcipelago di Madeira.
Il percorso - Seconda tappa 3.100 miglia
La seconda tappa prende il via in un periodo in cui teoricamente gli Alisei sono già stabili sull'Atlantico.
La prima parte del percorso è, in genere, un bordeggio al lasco fino all'Arcipelago di Capo Verde, dove viene posizionata l’unica boa di disimpegno della seconda tappa.
La rotta diretta tra Madeira e Capo Verde passa attraverso le Canarie dove, le alte montagne vulcaniche delle isole, provocano grandi coni di ombra, zone di bonaccia in cui è difficile destreggiarsi.
Dopo Capo Verde, proseguendo verso Sud, la flotta è costretta ad attraversare la Zona di Convergenza Inter Tropicale (ZCIT). Questa zona, chiamata anche "Pot au Noir" in francese o Horse Latitudes in inglese, corrisponde all'Equatore meteorologico dove si incontrano gli Alisei da Nord-Est dell'emisfero settentrionale e quelli da Sud-Est dell'emisfero meridionale.
La posizione e l’ampiezza dello ZCIT possono variare notevolmente, in genere si localizza tra 7° e 3° di latitudine Nord ed è una zona caratterizzata da calme persistenti intercalati a violenti temporali.
Una volta superata la ZCIT, la flotta incontra di nuovo gli Alisei da Sud -Est.
Il lungo bordo di avvicinamento al Brasile è mure a sinistra con una rotta più o meno poggiata secondo la direzione degli Alisei e alla longitudine in cui ci si trova all'uscita della ZCIT. Avvicinandosi poi alle coste del Brasile e fino all'arrivo a Salvador, possono subentrare perturbazioni che determinano cattivo tempo.
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