C’è qualcosa di profondamente simbolico nelle rotte oceaniche: non sono mai soltanto linee tracciate su una carta nautica, ma connessioni tra culture, tradizioni e visioni del mare. È esattamente in questa dimensione che si inserisce la novità annunciata da The Ocean Race per l’edizione 2027: una nuova tappa transatlantica destinata a lasciare il segno, da St. Pete-Clearwater a Cascais.
Una tratta di circa 4.500 miglia nautiche che non rappresenta solo una sfida tecnica per la flotta IMOCA, ma anche un passaggio ideale tra due mondi accomunati da una forte identità marittima. Per la prima volta nei 54 anni di storia della regata – nata nel 1973 come Whitbread Round the World Race – la costa del Golfo della Florida diventa porto di partenza, aprendo un nuovo capitolo nella presenza americana della corsa intorno al mondo.
La scelta di St. Pete-Clearwater segna infatti un’evoluzione significativa. Se in passato la Florida aveva già ospitato la regata, con tappe a Fort Lauderdale e Miami, questa volta lo sguardo si sposta verso ovest, in un’area che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita importante nella vela e negli sport marini. Qui, tra spiagge iconiche e una scena culturale vivace dominata dal celebre Dalí Museum, la regata farà tappa dal 4 al 16 maggio 2027, prima di lanciarsi verso l’Atlantico.
Dall’altra parte dell’oceano, l’arrivo a Cascais riporta invece la regata in uno dei cuori storici della vela europea. A pochi chilometri da Lisbona, questa località affacciata sull’Atlantico rappresenta un punto di riferimento internazionale per condizioni meteo-marine e tradizione velica. Non è un caso che il Portogallo abbia costruito negli anni un rapporto privilegiato con la regata, ospitando più volte tappe di grande successo. L’approdo della flotta, previsto a partire dal 26 maggio, promette di essere uno dei momenti più spettacolari dell’intera edizione.
A sottolineare il valore di questa nuova rotta è stato anche Richard Brisius, chairman della regata, che ha evidenziato come il DNA di The Ocean Race sia profondamente legato alle città che la accolgono: due comunità diverse ma unite da una forte passione per il mare, capaci di trasformare una tappa in un evento globale.
Dal punto di vista sportivo, la tratta si preannuncia tanto affascinante quanto impegnativa. Partire dalle acque relativamente calde e stabili del Golfo del Messico per poi affrontare la complessità dell’Atlantico settentrionale significherà attraversare sistemi meteorologici variabili, correnti insidiose e lunghi tratti di navigazione ad alta velocità. Un terreno ideale per esaltare le prestazioni dei moderni IMOCA foiling, barche sempre più veloci e sofisticate, protagoniste di una nuova era della vela oceanica.
L’edizione 2027 sarà infatti la seconda a vedere queste imbarcazioni impegnate in equipaggio completo, con l’obbligo – ormai consolidato – di avere a bordo almeno una velista donna, segno di un’evoluzione non solo tecnologica ma anche culturale della regata. Una competizione che continua a essere considerata “la prova più dura per un team nello sport”, ma che oggi affianca alla sfida agonistica un impegno concreto sui temi della sostenibilità e della salute degli oceani.
Il nuovo collegamento tra Stati Uniti e Portogallo si inserisce in un percorso più ampio che porterà la flotta da Alicante ad Auckland, passando per il Sud America e tornando poi verso nord prima del gran finale nel Mar Rosso. Un itinerario globale che conferma la vocazione della regata a esplorare nuove rotte, senza perdere il legame con la propria storia.
E proprio la storia, in fondo, è il filo conduttore di questa scelta: da un lato una Florida che rinnova il proprio ruolo nella vela internazionale aprendosi a nuovi scenari, dall’altro un Portogallo che ritrova nel mare la propria identità più profonda. In mezzo, l’Atlantico. E una flotta pronta a scrivere un altro capitolo di una leggenda che, da oltre mezzo secolo, continua a spingersi oltre l’orizzonte.
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