Vela, Global Ocean Race - Oceano Indiano, 44 gradi Sud, 93 gradi Est. L'Africa ormai nello specchietto retrovisore dista ben 3500 miglia mentre l'Australia, che sembrava lontanissima e irraggiungibile, sta ora a poco più di mille miglia al nostro Nord Est. Il traguardo a Wellington ancora a 3500 miglia, ancora 2-3 settimane di navigazione. I giorni passano, una successione di albe e tramonti, notti gelide e giornate sotto cieli di piombo e rari raggi di sole. Viviamo in questo micro mondo avendo perso il senso del tempo. Enormi onde con vivaci creste bianche sollevate da un vento potente, intorno a noi. Grandi albatros in continuo volo. Inevitabile un senso assoluto di solitudine e distanza. Ci rimane solamente una finestra sul mondo tramite email e telefono satellitare. Come nei grandi libri che abbiamo letto da ragazzi, viviamo di prima mano quelle condizioni meteo e quelle emozioni che ci hanno ispirato a venire a vedere di cosa si trattasse. Pochi minuti fa’ una raffica di 54 nodi ci ha quasi coricato nonostante la vela ridottissima. Infatti l'anemometro non segna meno di 30 nodi da 4-5 giorni e spesso sta sui 40. E’ un bell'andare. Oltre al vento, la velocità è data anche dalle onde grandi come colline che ci sollevano e ci lanciano in grandi planate. Forse l'emozione più vicina a cui riesco a pensare è quella di una grande corsa con la slitta giù da una collina innevata. E anche qui al fondo facciamo un gran ruzzolone piantandoci nell'onda davanti, che ci rallenta sollevando una fontana di spruzzi. La prua della barca semisommersa poi si rialza, il vento forte spinge ancora, e pochi istanti dopo una nuova onda ci rilancia in un gioco infinito con questa slitta oceanica. Enorme vantaggio: non bisogna risalire sulla collina dopo ogni corsa, sono le colline che ci passano sotto la barca una dopo l'altra. Stiamo bene di testa e di corpo e se da un lato mi godo questa situazione surreale di totale distacco dal mondo, dall'altro è inevitabile pensare agli affetti lasciati a terra. Immagino una serata in compagnia della mia ragazza, o una cena fra amici. Piaceri semplici che visti da qui diventano tanto più importanti. Si dimentica lo stress della vita di città, del lavoro, tante emozioni che solitamente ci preoccupano giorno e notte, come arrivare in ritardo in ufficio, la carriera, le cene di lavoro, a cui spesso non si vuole andare, che sembrano questione di vita o di morte. Viste da qui fanno quasi sorridere. Forse prendiamo troppe cose troppo seriamente e dedichiamo troppo poco tempo agli amici e chi ci sta veramente vicino. Boh chissà, non voglio fare il filosofo... anzi è quasi se avessi fatto passi indietro nella scala evolutiva e fossi tornato scimmia. Mi devo preoccupare di mangiare dormire e tenere cara la pelle. Al resto ci penseremo poi!
Intorno alle 3:10 di oggi Farraway è stata la prima imbarcazione a lasciarsi alle spalle Sansego; poi una violenta buriana con raffiche fino a 40 nodi ha causato gravi danni all’attrezzatura di bordo costringendo l’equipaggio al ritiro
In un primo momento lo skipper ha tentato autonomamente di liberare la barca, ma il progressivo abbassamento della marea ha reso l'operazione impossibile. Con il passare delle ore è intervenuta la squadra di soccorso della SNSM
La scelta di Farraway di Alberto Piz, che nel pomeriggio di ieri aveva puntato verso la costa italiana per l’atterraggio alle Isole Tremiti, si è rivelata corretta, facendo passare il Farr 40 al comando della flotta e della categoria Xtutti
L'incidente si è verificato nelle prime ore di martedì 2 giugno, intorno alle 5:30 del mattino, mentre la skipper stava navigando al largo dell'Île de Ré. La randa si è strappata compromettendo la capacità dell'imbarcazione di proseguire la regata
La regata inaugurale, costiera, si è disputata con un Maestrale leggero tra i 10 e i 14 nodi lungo un percorso che ha portato la flotta attraverso il canale di La Maddalena fino all'isola di Spargi
Presentati il Campionato Italiano Assoluto d’Altura Edison Next (23-27 giugno) e la Coppa Primavela Kinder Joy of moving (1-4 luglio)
La 57ª edizione della La Solitaire du Figaro Paprec si è conclusa con il successo di Paul Morvan (Foricher – French Touch) nell'ultima e decisiva tappa tra Pornichet e Le Havre
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Per Nicolas Lunven (PRB) una bella vittoria (la terza) a 9 anni dalla sua ultima partecipazione. Secondo posto per Alexis Thomas e terzo gradino del podio per il vincitore dell'ultima tappa Pornichet-Le Havre, Paul Morvan
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive