Vela, Route du Rhum - La giornata di ieri è iniziata come una delle più belle di tutta la mia Route du Rhum, passato il fronte uscito dai venti leggeri ho finalmente trovato aria e lanciato UniCredit a velocità mozzafiato con un nuovo personal best in s solitaria di 22 nodi, quando con lo spinnaker piccolo ancora su mi ha raggiunto un groppo con 35 nodi, sono riuscito perfino a filmare una surfata spettacolare, se riesco invierò il video nei prossimi giorni.
Al finire del giorno il vento è girato e quando ho provato ad issare il fiocco piccolo si è incattivita la drizza in una maniera assurda, ero già pronto all'idea di dovermi arrampicare ma il mare era troppo agitato, ho dovuto brigare per ore in cui ero lento e fuori rotta finche alla fine con un po’di fortuna sono riuscito a sbloccare la drizza, vela in acqua, tanta fatica... da li son ripartito, vento calato nel frattempo ed è arrivata una pioggia torrenziale senza vento, solo molti anni fa proprio ai caraibi avevo visto così tant'acqua tutta insieme, all'orizzonte lampi, per fortuna abbastanza lontani.
Con il continuo cambiare delle condizioni ci è voluto tanto sforzo dopo la briga del fiocco, e ad un certo punto ero letteralmente esausto, avevo dato tutto quello che avevo ed ho dovuto a tutti i costi cercare di dormire visto che stavo iniziando a fare errori e cavolate segno che non pensavo più correttamente, ho fatto un capitombolo in pozzetto ma per fortuna non mi sono fatto male, ho perso una drizza di spi per pura disattenzione... man mano nella notte e questa mattina ho fatto molti brevi sonni sino a ritornare in me, peccato in uno di questi il pilota si è disinserito e ho passato mezz'ora alla cappa fermo, ma io troppo esausto non me ne sono accorto e non mi sono svegliato.
A parte questo low point tutto procede bene, mancano ancora 1200 miglia quindi non esattamente una scampagnata. Il caldo qui è asfissiante, sono a torso nudo in mutante e non saprei cosa darei per uno di quei gelati al limone di cui canta Paolo Conte. Ho fatto un pò di belle foto e un video durante una planata incredibile, cercherò di inviarlo ma si fa fatica coi file grossi. Finalmente posso dirlo, un saluto dai tropici.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro