Polemica tra la protezione Civile e il settimanale l'Espresso che sarà domani in edicola. L'ufficio stampa di Bertolaso ha diffuso questa sera una nota nelle quale si contesta quanto scritto nell'articolo.
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Leggiamo con stupore l’anticipazione del settimanale L’Espresso che annuncia con grande enfasi che la bonifica dello specchio d’acqua interno all’ex Arsenale della Maddalena non è stata completata.
Per comprendere quanto il problema fosse già noto, e niente affatto tenuto segreto, è sufficiente consultare La Nuova Sardegna (quotidiano del gruppo L’Espresso) dello scorso 24 aprile, che a pagina 6 titolava: “La Maddalena, sì ad altri dragaggi – Dossier conferma: bonifiche a metà, inquinamento ancora da eliminare”. Il servizio, firmato dal giornalista Pier Giorgio Pinna, specificava poi: “la conferma è arrivata nell’arcipelago da Roma, dopo un vertice tra specialisti tenuto al Ministero dell’Ambiente”. L’articolo si chiude con un’altra interessante precisazione, in cui si cita il Dott. Nicola Dell’Acqua in quanto “promotore dell’incontro” in cui sono state illustrate le analisi del fondale eseguite dall’Ispra. Il dottor Dell’Acqua è il dirigente generale del Dipartimento della Protezione Civile che si occupa dei rischi naturali e ambientali. È quindi evidente che il Dipartimento, come risulta evidente dalla lettura del quotidiano sardo, era al corrente della vicenda e, come sempre, si era già attivato per risolvere il problema.
Il presunto scoop dell’Espresso si sgonfia ulteriormente se si va a consultare un altro articolo, anche questo pubblicato dalla Nuova Sardegna a firma di Pinna, che riporta una dichiarazione del dott. Dell’Acqua che sgombra il campo da qualsiasi ipotesi di presunto insabbiamento: “i fondi per completare il risanamento saranno messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, così come avviene sempre per i parchi nazionali”.
Le ulteriori opere di bonifica, che completeranno quelle già realizzate che hanno consentito la rimozione di 62.000 tonnellate di rifiuti e il dragaggio di 70.000 metri cubi di sedimenti, saranno realizzate al termine della stagione estiva, scelta che ha consentito il regolare svolgimento della manifestazione velica Louis Vuitton Cup all’interno dell’ex Arsenale dell’isola sarda. Tale scelta è stata possibile in quanto è palese che non ci sono rischi per la qualità delle acque che viene monitorata dall’Arpa Sardegna proprio su richiesta della Provincia di Olbia-Tempio, che già dall’ottobre 2009 durante la certificazione dell’avvenuta bonifica dei suoli a terra sosteneva: “essendo in corso di completamento le attività di bonifica dell’area marina antistante l’Arsenale”.
Infine, per dovere di precisazione, è utile sottolineare che per le bonifiche sono stati spesi circa 24 milioni di euro e non 72 come sostenuto dall’Espresso. Spiace constatare che, come purtroppo spesso accade, si cerchi “lo scoop” a tutti i costi, e lo si faccia senza tener conto né delle attività già avviate nella massima trasparenza - tanto da essere state già riportate sui quotidiani -, né della bontà di una struttura che, giusto sullo scorso numero del magazine del Corriere della Sera, era stata definita “un non resort d’autore. Trama di vetro sospesa tra acqua e vento”, mentre ne era descritta come “spettacolare” la hall.
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