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AMERICA'S CUP

I Barcopardi dell'America's Cup

barcopardi dell america cup
Roberto Imbastaro

Peggio del Gattopardo, dove tutto cambia perché niente cambi. Per i Barcopardi dell’America’s Cup niente è cambiato e niente deve cambiare. “Gli organizzatori della 34ma America’s Cup hanno confermato che l’evento seguirà il programma previsto”. Inizia così il comunicato ufficiale rilasciato dal board dell’America’s Cup dopo le riunioni seguite al tragico incidente di Artemis. Non è che si aspettassero sconvolgimenti, ma la calma piatta dopo un evento traumatico (e non il primo) che ha colpito il circus e messo in discussione in un attimo quasi tutte le scelte effettuate dai responsabili di Acea e soprattutto da Russel Coutts lascia perplessi. Ci sarà un gruppo di lavoro che esaminerà le modalità di impiego degli AC72 durante gli allenamenti e in gara. Questo mentre il programma  dell’America’s Cup 2013 andrà avanti senta interruzioni. La commissione d’inchiesta, alla fine, avanzerà le sue raccomandazioni “in seguito al decesso di Andrew “Bart” Simpson, avvenuto la scorsa settimana in seguito a un sinistro che, nella baia di San Francisco, ha coinvolto Artemis Racing”.
I saggi saranno Iain Murray, il Regatta Director, che presiederà e guiderà la Commissione d’Inchiesta e
Iain Murray (AUS, Presidente), Sally Lindsay Honey (USA, Vice presidente), John Craig (USA), Chuck Hawley (USA), Vincent Lauriot-Prévost (FRA), Jim Farmer QC (NZL).

C’è chi ha già chiesto una commissione indipendente ma non è stato ascoltato. Ma negli states non c’era una ferrea legge sul conflitto d’interessi? Qui forse si chiudono almeno un paio di occhi ma per sdrammatizzare mettiamola così in spirito Disney: si stanno consegnando le chiavi del deposito di Zio Paperone alla Banda Bassotti!

La Guardia Costiera degli Stati Uniti  - così recita il comunicato - concorda su questo genere di approccio e assisterà il gruppo con un ufficiale di collegamento, il Lt. Jon Lane, da oltre ventisei anni in Marina e da oltre dieci “specializzato su questo genere di sinistri”(???  e quale sarebbe questo genere di sinistri???). La commissione d’inchiesta cercherà di fare presto perché all’inizio delle regate mancano solo sette settimane e Tom Ehman, il vice commodoro del Golden Gate Yacht Club, fiduciario dell’America’s Cup, conclude affermando che “la prossima estate, l’America’s Cup andrà avanti come previsto. Vedremo i migliori velisti sfidarsi su uno dei campi di regata più affascinanti”.  Già conosce le conclusioni della commissione d’inchiesta? Le dica allora anche ai parenti di Simpson che forse desiderano sapere se il loro caro è deceduto per una tragica fatalità, o se invece c’è qualche difetto nel progetto del team Artemis, delle incongruenze strutturali a magari un’incompatibilità degli Ac 72 con alcuni scenari meteo. Se la commissione di esperti decidesse di depotenziare gli scafi o imponesse dei limiti di vento e di onda, oltre i quali non sarebbe possibile regatare, siamo proprio sicuri che tutti coloro che hanno alzato l’asticella del rischio si potranno guardare allo specchio la mattina successiva? E che non ci siano poi conseguenze legali? Non accadrà nulla ed il business andrà avanti… bene. Meglio di prima. Perché l’attenzione della gente sarà d’ora in poi morbosa per le regate degli AC 72. Come in F1 o in Moto GP, l’incidente pericoloso è sempre in agguato. Sale la suspence, quindi sale l’audience televisiva. Perché cambiare? Però il Team tedesco ha ritirato il suo Team dalla Coppa America dei giovani. Non è un bel segnale…. c’è ancora qualcuno che antepone i valori dello sport e della vita ad altri “$valori”. Il business ne soffrirà!    


15/05/2013 21:32:00 © riproduzione riservata






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