La Barcolana 2025 ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, di essere qualcosa di unico nel panorama velico mondiale. Oltre millesettecento barche al via, migliaia di velisti da tutto il mondo e una città intera trasformata in un teatro naturale: Trieste ha vissuto giorni di pura energia.
Sulle rive, turisti, triestini e appassionati hanno condiviso lo stesso orizzonte, quello del Golfo che da oltre mezzo secolo si riempie di vele come nessun altro luogo sulla Terra. Ma dietro la bellezza di questo spettacolo, Barcolana 57 ha messo in evidenza anche i limiti strutturali di un evento diventato enorme: problemi di traffico, sovraffollamento, difficoltà logistiche e la sfida ancora aperta della sostenibilità ambientale.
Il fascino della Barcolana resta intatto. L’emozione di vedere partire, allo stesso colpo di cannone, barche d’altura e piccole derive, professionisti e famiglie, è qualcosa che nessun’altra regata può offrire.
Quest’anno il vento si è fatto desiderare: dopo un sabato frizzante, la domenica ha visto poche raffiche e partenze lente, ma l’atmosfera è rimasta quella delle grandi occasioni. Chi era in mare ha raccontato di un silenzio quasi irreale, rotto solo dal fruscio delle vele in attesa del soffio buono.
Un momento sospeso, che ha ricordato a tutti che la vela non si comanda: si attende, si interpreta, si rispetta.
Sulle rive triestine si è respirata un’aria di festa continua. Musica, mercatini del mare, street food e mostre fotografiche hanno reso la Barcolana una settimana di eventi diffusi. L’indotto turistico è stato notevole, con alberghi e ristoranti sold out già da giorni prima.
Molti equipaggi stranieri hanno elogiato la cordialità dei volontari e la capacità organizzativa dei circoli velici triestini, da sempre il cuore pulsante dell’evento.
L’altra faccia, però, è quella della complessità crescente. Con un afflusso stimato di oltre 250.000 persone, la città ha sofferto un traffico congestionato e una mobilità interna difficoltosa. Le navette potenziate e i divieti di circolazione hanno alleviato solo in parte i disagi, mentre per i residenti le giornate clou sono state una prova di pazienza.
Anche sul fronte della sicurezza, sebbene l’organizzazione e le autorità abbiano messo in campo un piano imponente di presidi a terra e in mare, il coordinamento in momenti di massima affluenza rimane una sfida delicata.
Le comunicazioni al pubblico, soprattutto per quanto riguarda aggiornamenti meteo e modifiche di programma, sono state giudicate da molti poco tempestive o poco chiare.
Il tema ambientale è stato uno dei cardini dell’edizione 2025. Il Barcolana Sea Summit ha ospitato dibattiti di alto livello su economia blu e tutela del mare, e diverse regate giovanili e inclusive hanno promosso valori di responsabilità e rispetto.
Tuttavia, l’impatto complessivo dell’evento resta importante: rifiuti lungo le rive, mezzi di supporto a motore e difficoltà nel gestire flussi così imponenti mostrano che la strada verso una Barcolana davvero “green” è ancora lunga.
Gli organizzatori, però, hanno annunciato progetti pilota per il 2026, come punti di raccolta differenziata automatizzati e un incentivo all’uso di combustibili bio nei mezzi di assistenza.
Non sono mancati i segnali positivi anche sul fronte sociale. Le iniziative “Women in Sailing” e “Barcolana per Tutti” hanno portato in mare equipaggi misti, atleti paralimpici e giovani provenienti da scuole vela di tutta Italia.
È questo, forse, il cuore vero della Barcolana: una regata dove l’agonismo incontra la condivisione, e dove la vela torna ad essere non solo sport, ma linguaggio comune.
La Barcolana 2025 ha confermato di essere molto più di una competizione: è un’esperienza collettiva, un rito laico che unisce sport e identità.
Ma per restare sostenibile — economicamente, ambientalmente e socialmente — dovrà imparare a gestire meglio il suo stesso successo.
Trieste ha regalato ancora una volta uno spettacolo straordinario. Ora serve che la sua regata più amata diventi anche un modello di equilibrio tra passione, sicurezza e rispetto per il mare.
Perché solo così la magia della Barcolana potrà continuare a soffiare… come una Bora gentile, ma costante.
I numeri della Barcolana 2025
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi
C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto
Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita
Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record