giovedí, 10 settembre 2026

MIDDLE SEA RACE

Balthasar, l’arte della pazienza: la Rolex Middle Sea Race parla belga

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redazione

C’è un momento, nella vela oceanica, in cui tutto si ferma. Il mare si distende, il vento muore, e ciò che resta è solo il silenzio, la fiducia e la determinazione. È in quell’istante che nascono le vittorie più grandi.

Alla 46ª Rolex Middle Sea Race, questo momento ha un nome: Balthasar.

Il Mills 72 di Louis Balcaen ha scritto una delle pagine più intense della storia recente della classica maltese, conquistando la vittoria assoluta in IRC dopo una regata lunga, snervante e tatticamente complessa. Per l’armatore belga, veterano di due giri del mondo, si tratta di “un sogno che diventa realtà, la perfetta fusione di lavoro di squadra, precisione e un pizzico di fortuna”.


Dal via a Marsamxett Harbour, Balthasar ha dovuto affrontare piogge torrenziali, continui salti di vento e lunghi periodi di bonaccia. “Sapevamo che sarebbe stata una regata di nervi,” racconta Balcaen. “In quei momenti, l’unica cosa che conta è restare calmi, tenere la barca in movimento e fidarsi del gruppo.”

La mossa decisiva è arrivata dopo Favignana, quando l’equipaggio ha scelto di spingersi fino alla costa tunisina per cercare aria nuova. Una decisione rischiosa, che si è rivelata geniale. “È stato un azzardo calcolato,” spiega il tattico Bouwe Bekking, leggenda olandese della vela oceanica, con otto giri del mondo e una vittoria alla Middle Sea Race già nel 2006. “Il meteo cambiava idea ogni mezz’ora. Bisognava pensare due mosse avanti, come in una partita a scacchi sull’acqua.”


Il successo di Balthasar non è solo il frutto di una scelta strategica, ma di un’intesa costruita in anni di navigazione condivisa. Bekking e Balcaen regatano insieme da oltre vent’anni. A bordo, un equipaggio internazionale di altissimo livello — tra cui Bouwe Bekking, Dirk de Ridder, Pablo Arrarte e Jens Dolmer — ha mostrato una sincronia impeccabile.

“Quando serve cambiare vela o rotta, succede in un attimo,” racconta Bekking. “È questa fluidità che ti permette di restare costante su 600 miglia di condizioni imprevedibili. È lì che si vince, non solo sulla velocità pura, ma sulla coerenza e la fiducia reciproca.”


Alla fine, Balthasar ha tagliato il traguardo nel sole dorato di La Valletta, con l’equipaggio consapevole di aver compiuto qualcosa di speciale. Django Deer ha tentato l’assalto, ma si è fermato a soli cinque minuti. Le barche più piccole, penalizzate dalle calme intorno a Lampedusa, hanno dovuto cedere.

Sabato 25 ottobre, Balthasar riceverà il Rolex Middle Sea Race Trophy al Royal Malta Yacht Club, davanti a un parterre internazionale di velisti e appassionati.
“Vincere qui, in queste acque leggendarie, è un’emozione unica,” conclude Balcaen. “Non è solo una questione di velocità, ma di resistenza, armonia e fiducia. È per momenti come questo che navighiamo.”

 


23/10/2025 12:15:00 © riproduzione riservata






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