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È la terza vittoria per il Multi50 franco-italiano FenêtréA-Prysmian su tre partecipazioni. Erwan Le Roux, Giancarlo Pedote e il resto dell’equipaggio composto da Thomas Coville e Adam Currier, hanno tagliato il traguardo alle 09:29:14. Come previsto, alle 08:50 di venerdì 15 FenêtréA-Prysmian e le altre grandi imbarcazioni iscritte alla 5° edizione dell'ArMen Race hanno preso il largo dal porto de la Trinité-sur-Mer per affrontare il circuito di 320 miglia che prevedeva una risalita verso la punta della Bretagna (boa Occidentale de Sein, situata vicino al faro Ar-Men) e il ritorno alla Trinité-sur-mer dopo un passaggio verso sud, all'isola di Yeu.
Questione di tattica, e di team
Una regata in cui la tattica, affidata a Giancarlo Pedote, è risultata fondamentale. Partiti spinti da un vento di Nord-Ovest di una decina di nodi, è dunque di bolina che sono risaliti fino a La Plate, di fronte alla pointe du Raz. E se Lalou Roucayrol (Arkema) ha condotto la regata per un tratto, Erwan Roux, Giancarlo Pedote e il loro equipaggio hanno ripreso il comando nella Raz de Sein grazie alla scelta di restare più vicini alla costa. Il loro distacco è via via aumentato, FenêtréA-Prysmian ha passato la Basse de Lis con più di due miglia di vantaggio rispetto ad Arkema, ed il suo equipaggio ha continuato la navigazione restando estremamente concentrato, per affrontare al meglio il resto del percorso, a cominciare dal sempre delicato approccio all'Occidentale di Sein.
Ogni scelta è risultata corretta, il vantaggio si è consolidato durante la notte, e FenêtréA-Prysmian è arrivato con circa 26 minuti di anticipo rispetto al team diretto avversario.
«Ho subito accolto con serietà ed entusiasmo la richiesta di occuparmi della tattica, una grande responsabilità, viste le condizioni di navigazione della barca, cosi diverse da quelle a cui sono abituato» ha dichiarato Giancarlo Pedote al suo arrivo.
«Il multiscafo va veloce ed è quindi necessario mantenersi sempre in fase con la rotazione del vento per non perdere terreno. Significa osservare sempre l’orizzonte, il cielo. Il tempo per pensare è veramente ridotto e le condizioni in cui si lavora davanti al computer non sono affatto simili a quelle di casa. La barca in termini di condotta è molto esigente: trovare i buoni angoli di vmg sia in andatura di bolina sia in quella di poppa, manovrare in modo corretto… sono tutti degli automatismi che richiedono un po’ di tempo, e una metodologia di lavoro specifica e coordinata tra i membri dell’equipaggio».
Erano in quattro a navigare sul trimarano franco-italiano in questa regata: Erwan Le Roux, Giancarlo Pedote, Adam Currier e Thomas Coville, che ha così commentato l’esperienza: «Abbiamo formato un quartetto ben riuscito, abbiamo navigato bene».
Metodo: presente e futuro
Il metodo è da sempre un cardine del lavoro dello skipper italiano, qualcosa che cura con continua attenzione: «Sicuramente navigare insieme a Thomas Coville e Erwan è stata un’ottima scuola, che mi ha permesso di vedere molte cose e avere tante risposte a quei dubbi che normalmente possono venire quando si inizia a navigare su questi supporti, che sono molto diversi dai monoscafi», ha proseguito Pedote, felice del risultato come il resto dell’equipaggio.
«Terza regata terza vittoria: sono contentissimo per il progetto FenêtréA-Prysmian, che sta andando bene. Adesso ci concentreremo a continuare a preparare la barca. Poi, a partire dai primi di giugno, ci metteremo in stand by per partire per la qualifica della Jacques Vabre», l’obiettivo più grande del progetto.
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