Alinghi svela l'imbarcazione con la quale affronterà Oracle nella sfida a due per la 33ma America's Cup. Si tratta di un catamarano, "Alinghi 5", composto da due scafi di 27,4 metri, ovvero 90 piedi. Non un trimarano, quindi, come il "Mostro" di Oracle. e, visto che hanno avuto tutto il tempo di pensarci, si tratterà certamente di una scelta ponderata e considerata vincente dal team di Ernesto Bertarelli. Sulla stampa svizzera le prime foto dell'imbarcazione, ancora chiusa in cantiere, in attesa dei primi test sul lago Lemano. A vedere le foto, che potrete trovare sul Corriere del Ticino, sembra, quella di Alinghi, una scelta ancor più innovativa di quella effettuata da Oracle. La forma rovesciata degli scafi da l'idea di una "presa" potente sull'acqua, quasi come se lo scafo fosse nato per artigliare la superficie liquida. Un mostro tecnologico, dalle prime indiscrezioni, completamente percorso da fibra ottica per monitorare costantemente da terra tutti i carichi e le tensioni in ogni centimetro quadrato della superficie. Si schernisce però l'architetto del progetto, l'olandese Rolf Vrolijk: "Ciò che si guadagnerà in termini di velocità a livello di scafo, alla fine conterà sempre meno rispetto al vantaggio del prodotto derivante dall'attrezzatura e dalle vele". I primi commenti parlano di un'imbarcazione adatta ai venti leggeri. La sfida però, al momento, è ancora fissata per il febbraio del 2010 in una sede da precisare. Aspettiamo le prime prove in acqua, intanto questi i primi commenti ufficiali del Team:
Grant Simmer, coordinatore dei progettisti: "Prima di tutto devo dire che questa barca esiste grazie al fatto che Ernesto Bertarelli ha dedicato il 100% al team con il suo supporto e il suo entusiasmo per questo progetto. La barca è la miglior prova del talento e della creatività dei nostri progettisti, delle capacità e della dedizione dei nostri uomini incaricati della costruzione e di tutto lo staff tecnico, che si è misurato nella costruzione di una barca la cui complessità è data dalle diverse sfide incontrate lungo il cammino, manifestando l'abilità necessaria per risolvere tutti i problemi incontrati, ed arrivare così al progetto finale.
Non dimentichiamo, peraltro, il più recente coinvolgimento del sailing team che ha contribuito a definire molti dei sistemi di bordo. Loro hanno lavorato al fianco dei progettisti per trovare le soluzioni più semplici possibili per quella che, già di per se, è una barca decisamente complessa".
Rolf Vrolijk, capo progettista: "Le persone che hanno visto la barca per la prima volta sembrano essere sorprese dalla sua apparente leggerezza e fragilità, ma questa è davvero la prima impressione. Realizzarla ha rappresentato un impegno di squadra davvero notevole, sia per quanto riguarda il lavoro dei progettisti che per quello di coloro che l'hanno costruita. È stato uno sforzo fenomenale per tutto il team partire dal concetto di base e arrivare dove siamo ora: questo dimostra la forza di tutta la squadra. Per il momento siamo dove volevamo e nel momento in cui lo volevamo: questa imbarcazione rappresenta la base di prossimi e successivi sviluppi. Nel corso delle prossime settimane raccoglieremo più informazioni possibili, e confronteremo con i nostri calcoli teorici. Questo ci aiuterà a capire a che livello di preparazione siamo e subito dopo a cominciare con la fase di ottimizzazione. Abbiamo diverse possibilità di cambiare o di modificare in corso d'opera anche i concetti di base, ma prima ci serve di una solida base di partenza".
Murray Jones, stratega e responsabile del programma alberi: "Questo multiscafo rappresenta qualcosa di mai visto in precedenza in una barca di queste dimensioni. È come una imbarcazione di piccole dimensioni che però viene realizzata in grande. È pensata molto leggera da un punto di vista ingegnieristico ed è un manufatto realizzato allo stato dell'arte. Alinghi 5 rappresenta l'evoluzione di barche svizzere come il 41' ‘Le Black'. Il concetto tecnico di base è ripreso da ‘Le Black' ma tutto il resto è frutto del lavoro del team di progettisti di Alinghi che sono partiti da un foglio bianco senza preconcetti sui multiscafi. Abbiamo cominciato a progettarla e a costruirla, abbiamo navigato e fatto molti test su ‘Le Black' e sul Décision 35, sviluppando determinati concetti mutuati proprio da questa tipologia di imbarcazioni.
L'obiettivo era focalizzato sul concetto di progettare e costruire una barca per partecipare a un Deed of Gift Match: un bastone di 20 miglia, senza tenere in alcuna considerazione quello che stavano facendo gli altri. Eravamo concentrati a rendere la nostra barca il più veloce possibile. È stato un lavoro impegnativo per un gruppo di progettisti così piccolo come il nostro: vedremo presto quali saranno i risultati".
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