martedí, 5 maggio 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

mini 6.50    manifestazioni    ambrogio beccaria    j24    52 super series    solidarietà    campionati invernali    compagnia della vela    29er    mostre    maxi    swan    protagonist    regate    open skiff    ran 630    yacht club italiano    cnsm   

AMBIENTE

WWF: in Italia distrutto il 64% di tutte le Zone Umide

wwf in italia distrutto il 64 di tutte le zone umide
redazione

Alcune sono scenografiche lagune a pochi metri dal mare. Altre a prima vista potrebbero sembrare acquitrini abbandonati, pieni di zanzare e acque dai colori poco invitanti. Eppure le zone umide hanno una funzione fondamentale perché ci riforniscono di acqua potabile, catturano sostanze tossiche, ci difendono da alluvioni e inondazioni e contrastano il cambiamento climatico, catturando ingenti quantità di carbonio. Nonostante questo, sono tra gli ecosistemi più a rischio del Pianeta. Per questo motivo, il 2 febbraio 1971 è stata firmata nell’omonima città dell’Iran la Convenzione di Ramsar, che è il primo accordo globale tra 168 Paesi finalizzato alla tutela delle zone umide, attraverso azioni di conservazione e protezione, il cui scopo è anche quello di promuoverne l’uso sostenibile e di incoraggiare le ricerche, gli scambi di dati e le pubblicazioni relativi alla loro flora e fauna. 

 

Oggi la Convenzione di Ramsar compie 50 anni: un traguardo importante, che l’ha portata a proteggere più di 2000 zone umide in tutto il mondo, per una superficie di oltre 2 milioni e mezzo di chilometri quadrati, un’area grande quanto il Messico.

Le zone umide sono ambienti naturali caratterizzati dalla presenza di acqua: da paludi ad acquitrini, da laghi a fiumi, da delta a lagune, torbiere e bacini anche artificiali. Queste aree rappresentano ecosistemi importantissimi e custodiscono habitat fondamentali per tantissime specie di pesci, anfibi e uccelli acquatici, molti dei quali si fermano in questi spazi nel corso delle loro attività migratorie. 

 

RAMSAR IN ITALIA

L’Italia ha recepito la Convenzione di Ramsar nel 1976 attraverso il DPR 13 marzo 1976 n.448 e con un altro decreto successivo, il DPR 11 febbraio 1987 n.184. Al momento nel nostro paese sono stati riconosciuti 53 siti e fra questi ci sono anche le Oasi WWF di Orbetello, Burano, Le Cesine, Bolgheri, Torre Guaceto e Lago di Angitola.  Nonostante questo, nell’ultimo secolo il 64% delle zone umide del nostro Paese è stato distrutto, il 41% dei fiumi italiani presentano uno stato di conservazione inadeguato e l’80% dei nostri laghi non presenta un buono stato ecologico come previsto dalle norme Europee: segno che c’è ancora tantissima strada da fare per difendere il nostro capitale naturale. 

 

Oasi WWF Le Cesine 

Estesa 620 ettari, la zona umida di interesse internazionale Le Cesine in Puglia, si compone di un ricco mosaico di habitat, molti dei quali prioritari a livello europeo, che la rendono un’area dalle sorprendenti risorse naturalistiche. Studi sulla vegetazione, monitoraggi dell’avifauna, analisi delle acque, piani di conservazione e salvaguardia della biodiversità rappresentano il quotidiano lavoro di approfondimento della conoscenza e tutela di un luogo che ha ancora tanto da raccontare. Il cuore della zona umida è la Riserva Naturale, 350 ettari di massima protezione ed attenzione a cura del WWF. L’area include circa 150 ettari di paludi costiere salmastre, veri scrigni di biodiversità, miniere di informazioni naturalistiche e meta di diverse specie di uccelli migratori, alcuni dei quali particolarmente interessanti e protetti e di uccelli stanziali e nidificanti. Le paludi interne d’acqua dolce ospitano un’importante popolazione di testuggine di palude. Di notevole pregio gli stagni temporanei che disseminano l’area e rappresentano un sito strategico per la riproduzione di anfibi quali la raganella, il rospo smeraldino ed il tritone crestato. Grazie alla Convenzione di Ramsar è stato possibile conservare anche l’ultimo tratto di paludi costiere che un tempo caratterizzavano il tratto di costa che si estendeva da Brindisi a santa Maria di Leuca, favorendo il mantenimento delle condizioni necessarie affinché specie animali e vegetali potessero trovare rifugio.

 


02/02/2021 15:56:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Alessandro Maria Rinaldi eletto Presidente dello Yacht Club Santo Stefano

Professionista di primo piano nel mondo della finanza e velista di lunga data, Rinaldi assume la guida dello storico sodalizio dell’Argentario nel segno della continuità familiare e del rilancio internazionale

America's Cup, Bagnoli: 1° Maggio tra sogno e realtà

In mare si disegna un campo di regata perfetto. A terra, invece, si gioca una partita molto più complessa, dove il vento conta meno delle aspettative – e delle diffidenze – di chi quel tratto di costa lo vive ogni giorno

Approvato il DDL "Risorsa Mare", ma la tutela resta debole

WWF: passo avanti parziale, senza una vera visione di sostenibilità il mare rischia di pagare il conto

Palma de Mallorca: boom di partecipanti alla Superyacht Cup

La 30ª edizione della Superyacht Cup Palma Richard Mille registra il tutto esaurito con la flotta più numerosa degli ultimi vent'anni

Tudor Team Alinghi: primi test verso la 38ª America’s Cup

Le sessioni di allenamento in Catalogna hanno fornito indicazioni positive sia sul piano tecnico sia su quello umano, con il gruppo impegnato a costruire coesione e fiducia in vista dei primi confronti ufficiali

La Duecento: Forever K primo a Sansego

La Duecento: Forever K, Oryx, Lightness e Brunilda in testa alla flotta a Sansego. Nella serata di oggi previsti i primi arrivi a Caorle

Paul Cayard, leggenda senza tempo: a lui il Magnus Olsson Prize 2026

La vela celebra uno dei suoi protagonisti più autorevoli: Paul Cayard è stato insignito del prestigioso Magnus Olsson Prize, riconoscimento che premia non solo i risultati sportivi, ma anche l’impatto umano e il contributo allo sviluppo della disciplina

Portofino, le Regate di Primavera 2026

Condizioni ideali nel Golfo del Tigullio per la prima giornata. Mistral Gagnant guida tra gli IRC, ARCA SGR si impone tra gli Open. Domani si torna in mare

Caorle: partita la "Duecento" n. 32

Al via 74 team, con quasi 350 velisti provenienti da 7 nazioni suddivisi nelle categorie X2, X2 Mixed e XTutti, che gareggiano con i sistemi compensati ORC, IRC e Mocra, moltissimi alla loro prima partecipazione

Prima da "solista" per Francesca Clapcich

Francesca Clapcich al via domenica per la sua prima regata IMOCA in solitario, la 1000 Race, da Port-la-Forêt, in Bretagna (Francia), al Fastnet e ritorno

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci