domenica, 1 novembre 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

route du rhum    open skiff    vela oceanica    j24    confitarma    interlaghi    regate    swan    america's cup    alinghi    giovanni soldini    optimist    cico 2026   

THE OCEAN RACE

The Ocean Race: l'Oceano ci parla attraverso il suo Dna

the ocean race oceano ci parla attraverso il suo dna
redazione

Il DNA ambientale, noto come eDNA, uno dei metodi più evoluti per misurare la salute e la biodiversità degli oceani, è stato raccolto durante The Ocean Race 2022-23 per la prima volta al mondo su barche da regata.

11th Hour Racing Team, vincitore della regata della durata di sei mesi, ha prelevato campioni durante la quarta tappa della regata, 5.550 miglia da Itajai, Brasile, a Newport, nel Rhode Island, USA, nell'ambito di un'iniziativa pionieristica del programma scientifico di The Ocean Race, che mira a favorire la comprensione dello stato dei mari.

Tra il 23 aprile 2023 e il 10 maggio 2023 sono stati raccolti 27 campioni d'acqua, successivamente analizzati dal Cawthron Institute, la più grande organizzazione scientifica indipendente della Nuova Zelanda. Ogni campione conteneva materiale genetico contenuto nei microbi o disperso da migliaia di specie marine attraverso i loro prodotti di scarto e le cellule epiteliali. L'analisi di questo eDNA fornisce un quadro completo della presenza e della diversità di queste specie con un'elevata precisione. Questi dati sono preziosi per una serie di ragioni, tra cui il monitoraggio delle specie in via di estinzione, il monitoraggio di malattie e agenti patogeni e, quando i campioni vengono confrontati nel tempo, l'eDNA può fornire indicazioni su come la crisi climatica stia influenzando la vita marina, ad esempio modificando il loro habitat geografico.

Tra i risultati principali della raccolta di eDNA di The Ocean Race è emersa una sorprendente correlazione tra l'abbondanza di batteri oceanici (Pseudomonas e Acidobacter) che decompongono la plastica e la latitudine, con un'analisi che ha mostrato i livelli più alti di questi batteri (che significano una maggiore degradazione della plastica) alle latitudini più basse, vicino alle coste del Brasile. Sebbene i dati provenienti da una singola imbarcazione non siano definitivi, questa scoperta evidenzia il ruolo potente di questo tipo di tecnologia eDNA e la necessità di ulteriori ricerche. Capire meglio la diffusione geografica di questi batteri potrebbe fornire indicazioni preziose per aiutare a combattere la crisi della plastica nell'ambiente marino.

Le analisi hanno inoltre rilevato che i batteri parassitari (parassiti eso o intracellulari), che possono costituire una minaccia per la salute di altre specie, tra cui l'uomo, sono fortemente legati all'aumento della temperatura superficiale del mare e alla longitudine, con una maggiore presenza in prossimità delle masse terrestri. Con le temperature oceaniche da record rilevate negli ultimi mesi, l'influenza dei cambiamenti di temperatura degli oceani sui microrganismi patogeni è un'altra area cruciale che richiede ulteriori ricerche.

Xavier Pochon, Team Leader, Molecular Surveillance, del Cawthron Institute e Professore Associato dell'Università di Auckland, ha dichiarato: "Siamo davvero entusiasti dei dati raccolti durante The Ocean Race, in particolare quelli legati agli agenti patogeni e ai degradatori della plastica. Si tratta di risultati interessanti perché si sa molto poco sulla loro distribuzione ed ecologia attraverso ampi gradienti latitudinali.

"Il nostro sistema di raccolta dell'eDNA sulle barche da regata offre vantaggi significativi rispetto ai metodi di ricerca tradizionali, in quanto consente agli scienziati di verificare la biodiversità di tutto il sistema di vita, in modo più rapido, economico e con un tempo minimo di lavoro per i velisti. Non vediamo l'ora di equipaggiare molte altre barche da regata in futuro e di espandere la nostra conoscenza della vita marina in acque inesplorate".

Nell'ambito del programma scientifico di The Ocean Race - uno dei pilastri del programma di sostenibilità Racing with Purpose, creato con il Premier Partner 11th Hour Racing - la raccolta dei dati è stata sperimentata in una tappa della regata di 32.000 miglia (60.000 km) (con una latitudine compresa tra i 27 e i 39 gradi) per testare la fattibilità della raccolta di eDNA sulle barche da regata.

L'11th Hour Racing Team ha raccolto i campioni attraverso un OceanPack di bordo, uno strumento specializzato che misura una serie di dati oceanici, tra cui salinità, temperatura, anidride carbonica, ossigeno e oligoelementi. L'apparecchiatura ha operato in modo automatico e continuo per tutta la durata della regata. L'eDNA è stato campionato attraverso l'OceanPack, il sistema di flusso dell'acqua di mare esistente a bordo dell'imbarcazione, che pompa due litri di acqua attraverso innovativi filtri per l'eDNA da analizzare successivamente in laboratorio. La sperimentazione del campionamento dell'eDNA tramite l'OceanPack ha avuto il vantaggio di fornire agli scienziati l'opportunità di effettuare controlli incrociati dei dati e di cercare collegamenti e correlazioni.

Stefan Raimund, Ocean Advisor di The Ocean Race, ha dichiarato:"Ogni campione raccolto conteneva milioni di pezzi di eDNA, da organismi unicellulari, fino al pesce lanterna e all'elusiva murena, fornendo un'affascinante istantanea della vita sotto le onde e di come cambia nelle acque dell'Oceano Atlantico. Il campionamento dell'eDNA è all'avanguardia nell'analisi della biodiversità ed è un potente strumento per capire lo stato di salute degli oceani e come le principali minacce del cambiamento climatico e dell'inquinamento lo influenzino. Quanto più conosciamo l'oceano, tanto più efficacemente possiamo proteggerlo.

"Dopo aver sperimentato con successo il campionamento durante The Ocean Race 2022-23, speriamo di ampliarlo per le future regate e di avere un maggior numero di imbarcazioni che raccolgano questi dati, anche in zone remote e vitali dell'oceano, per le quali gli scienziati hanno a disposizione ancora meno informazioni".

Il potenziale dell'analisi dell'eDNA per la comprensione della biodiversità marina è diventato sempre più evidente negli ultimi anni, in quanto fornisce una visione olistica della biodiversità senza gli svantaggi dei metodi di ricerca tradizionali, come la cattura delle specie e le indagini aeree, che possono essere dannosi, costosi e limitati. L'eDNA può anche fornire risultati rapidi, il che può essere vitale data l'urgenza dei problemi che hanno un impatto sui mari.

I dati sono stati prodotti utilizzando la tecnologia di sequenziamento di nuova generazione IlluminaTM. Il Cawthron Institute, specializzato nella scienza a sostegno dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, è stato supportato anche da Sequench ltd e Smith-Root.

 

 


14/09/2023 10:18:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

ClubSwan 50, il Mondiale arriva a Napoli: quattro barche italiane a caccia del titolo

Undici equipaggi di cinque nazioni si sfidano nel Golfo di Napoli per il titolo iridato e la Nations League 2026. Il campione in carica Earlybird cerca il bis, mentre Cuordileone, Giuliana, Marlin Cube e Ulika guidano la sfida italiana

America's Cup: Checco Bruni passa ad Alinghi

E' puro "calcio mercato": Bruni arriva da Luna Rossa e assumerà il ruolo di timoniere e skipper per il Team svizzero. Sette volte campione del mondo in diverse classi, nel 2024 è stato al timone di Luna Rossa a Barcellona

Interlaghi: la spunta "Kong Bambino Viziato" "

"Kong Bambino Viziato" di Richard Martini vince sul ramo di Lecco del Lario l'edizione numero 52 del Campionato Invernale Interlaghi Classico

Seline vince il 3° Scandia Silver Salmon Trophy per Classi Metriche alla Interlaghi di Mandello del Lario

All'interno di Interlaghi si è svolta la terza edizione dello Scandia Silver Salmon Trophy dedicato alle Classi Metriche, le affascinanti imbarcazioni da regata nate e sviluppatesi nei primi decenni del Novecento

Malcesine: cala il sipario sul Trofeo Optimist Italia

Beatrice Fornaro (Divisione A) e Valerio Pucci (Divisione B) i vincitori del circuito Optimist Kinder 2026; splendide condizioni e tre regate per tutte le flotte nella giornata conclusiva della quinta e ultima tappa a Malcesine

Route du Rhum 2026, Marco Guerra: «Un sogno da realizzare, attraversare l'Atlantico in solitario»

A 2 giorni dalla partenza, il velista pugliese di 53 anni si prepara alla sua prima partecipazione. Affronterà le 3.542 miglia fino a Pointe-à-Pitre, al timone di una barca che ha immaginato, progettato e costruito personalmente

J24: a Cervia prima prova dell'Invernale

Al comando i protagonisti delle prove disputate: Ninja del Capo Flotta Golfo dei Poeti Francesco Nucara seguito da Capitan Nemo e dall’equipaggio U25 di Jay Jay

Route du Rhum: e ora dateci dentro!

Mai tanti italiani sulla linea di partenza della classica transoceanica che parte da Saint Malò. I tempi eroici sono finiti e ora c'è tanta organizzazione ma ancora qualcuno che parte in puro spirito "Simone Bianchetti"

Kenichi Horie: il Moitessier del Sol Levante ci riprova a 88 anni

Nel marzo 2027 il navigatore giapponese partirà da San Francisco per raggiungere il Giappone in solitario e senza scali. A bordo della nuova Suntory Mermaid IV tenterà di migliorare il record mondiale che già gli appartiene, stabilito nel 2022 a 83 anni

Route du Rhum, partenza con il vento in poppa: rotta a nord verso l’Irlanda e le Azzorre

Domani alle 13:02 il via da Saint-Malo. Una meteo insolita promette una prima parte veloce, ma senza gli alisei per la traversata. Per Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich si prospetta una sfida tattica molto intensa

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci