Meno di 10 giorni al segnale di partenza della 22esima Regata del Conero, prevista domenica 26 settembre, con l'abituale e affollatissima partenza dal Passetto (ore 11) e percorso a vertici fissi lungo la Riviera del Conero.
Mentre fervono i preparativi all'interno del Comitato Organizzatore, sui pontili di Marina Dorica si infiamma la competizione. Fra gli oltre 200 scafi che, come ogni anno, "imbiancheranno" il mare di Ancona, spicca l'outsider "Stardust", Ice Yachts 52 di Letterio Morabito (LNI Ancona). Nel primo anno di vita, questa barca si è messa in luce in diverse competizioni locali, brillando alla Regata del Conero 2020, dove ha fatto registrare un terzo posto overall.
"Volevo una barca tutta italiana per andare forte in regata ma anche in crociera", spiega Morabito, che nella vita di tutti i giorni è Direttore del Reparto di Neurochirurgia all'Ospedale di Pesaro. "Fin da ragazzo vado con il windsurf e amo il mare, però la vela l'ho scoperta da adulto - prosegue - Ho preso parte alle ultime 10 edizioni di questa manifestazione, di cui apprezzo prima di tutto lo spirito: navigare insieme a moltissimi amici e vari professionisti. Il mio obiettivo? Divagarmi bissando il successo dell'anno scorso".
Al di là del risultato, la kermesse dorica è anche la veleggiata di tutti per eccellenza. Ne è convinto un veterano come il 77enne di Montemarciano, Gianni Bregallini, socio dell'Assonautica Ancona, presente a 21 edizioni, "saltandone soltanto una per via di un'improrogabile cerimonia nunziale", come lui stesso racconta.
"La mia barca si chiama Diavolone, è un EC37 molto conosciuto ad Ancona perché regata da oltre 40 anni in questo mare - spiega - Aspettiamo questa manifestazione tutto l'anno, cerchiamo di arrivarci sempre affiatati, in barca con me solo gli amici, a bordo siamo sempre gli stessi da molti anni".
Anche se datata, “Diavolone” è una imbarcazione che fa ancora la sua figura sui campi di regata: "40 anni fa si sarebbe giocata la vittoria ma anche oggi, se la batte per la top 50, che non è male visti la qualità e la quantità degli iscritti”, sorride Bregallini. A prescindere dal risultato, alla fine della regata il team di Diavolone osserverà la solita tradizione, il rituale pranzo da “Ivan sotto le logge”, per brindare ai legami che la vela sa creare e rafforzare.
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