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mercoledí 10 marzo 2010, ore 12.01
Spiega Pambianchi:"C'è bisogno di strutture complete in grado di anticipare i bisogni dei turisti"
pambianchi assonautica porti come quot cittadelle della nautica quot
Pambianchi (Assonautica): i porti come "Cittadelle della nautica"
Red

Le nuove infrastrutture portuali che stanno vedendo la luce devono diventare delle vere e proprie cittadelle della nautica, perché oggi più che mai la frontiera di questo settore è rappresentata dal turismo nautico".

E' quanto ha dichiarato il presidente di Assonautica Romana, Cesare Pambianchi, nel corso del convegno "Turismo nautico: opportunità di sviluppo e nuove professionalità", nell'ambito del Big Blu presso la Nuova Fiera di Roma lo scorso 27 febbraio.

"Per cittadelle della nautica - spiega Pambianchi - intendo delle strutture complete in grado di anticipare i bisogni dei turisti, costituite da aree sportive, spazi dedicati allo shopping, ristoranti e quant'altro sia fattore di attrazione. In una concezione moderna ed innovativa infatti il porto non va più inteso unicamente come offerta di servizi di base ma come struttura polifunzionale, in grado di offrire un prodotto commerciale e turistico di alto livello".

"Per realizzare tutto questo e stare al passo con altri paesi competitors del Mediterraneo  - aggiunge il presidente di Assonautica Romana - sono convinto che oggi sia indispensabile innalzare il livello qualitativo e quantitativo della formazione professionale. Dal direttore del porto, allo skipper manager, dall'addetto all'accoglienza alle hostess da diporto fino ad arrivare a figure innovative del settore come il valutatore degli eventi marittimi o il pianificatore delle risorse finanziarie: ebbene tutti coloro che operano a diverso titolo all'interno del sistema portuale devono passare

necessariamente per specifici corsi di formazione e aggiornamento, soprattutto oggi che il ventaglio dei profili professionali si va sempre più allargando".

"Purtroppo - conclude Pambianchi - la legislazione che regola il settore è ancora arretrata e per questo il sistema di utilizzo dei porti è inadeguato, con grave danno per il turismo nautico: si pensi che solo il 10% dei posti barca è riservato agli ormeggi di transito. Una carenza dunque che va sanata.

A ben guardare avviene nei porti ciò che avviene nelle nostre città: un proliferare di box e parcheggi stanziali a discapito di un numero ridotto di parcheggi a rotazione. Insomma è arrivato il momento di mettere a sistema il

rapporto mare - territorio, condicio sine qua non perché i turisti del mare scendano a terra e visitino le bellezze naturali e culturali di cui il nostro territorio è ricco".

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