E’ passato poco più di un mese dal naufragio. Il rientro doloroso, il confronto con la vita di tutti i giorni, i problemi, le ansie, le difficoltà che in mezzo al mare ti scordi. Vorresti battere i pugni contro qualcosa di solido che non sia la stupida acqua del mare che ha inghiottito il tuo sogno. Non puoi farlo. Benvenuto nel mondo reale, dove la barba o la fai o non la fai e dove la vita ti perdona poco, ancor meno del mare. Tra i progetti e la realtà, Matteo ha anche ripreso il suo lavoro. E' anche sempre in giro a tenere corsi o a spiegare la sua avventura. La routine lavorativa ha il pregio di darti certezze. Necessarie. E’ dimagrito, ha la barba fatta e i capelli in ordine. E’ anche ritornato in regata, per una breve corsetta sottocosta con l’amico Mario Girelli. Ride, scherza, invita gli amici a casa con un’ospitalità che non gli è mai mancata. L’uomo quadrato di sempre ha preso il sopravvento. Quasi in tutto. Non negli occhi. Sono acquosi. Quasi da vecchio. Aggiungiamoci marinaio, così non si offende. Lo sguardo a volte lo abbassa. Non è da Matteo. Ma la strada per tornare a vincere nella vita la conosce. La percorrerà presto e bene in compagnia di tanti amici e di tante persone che gli vogliono bene. Ma da solo. Il suo essere “solitario” non si vede in mare.
Si è fatto da solo le domande che seguono e si è anche dato le risposte. Questo suo “essere Marzullo” (Matteo non avendo la tv non sa nemmeno chi sia - ndr) un po’ sorprende, ma forse ha necessità di chiarire qualcosa. Comunque sono domande che un po’ tutti gli fanno e questa volta hanno il pregio di avere risposte ponderate. A quelle vere non risponde e non risponderà mai. Anzi, come fosse da Marzullo, se le è fatte e si è dato la risposta da solo. Forse è l'unico modo per rimettere le cose al proprio posto.
CHI E' MATTEO MICELI DOPO L'ESPERIENZA DELLA ROMA OCEAN WORLD?
Un uomo sereno, sempre più innamorato del mare, motivato a proseguire nell’azione di sensibilizzazione, soprattutto dei giovani, sui temi dell’ambiente e dello sviluppo eco-sostenibile.
Non deve trarre in inganno il cartello A’MARE’GGIATO che ho esposto al mio rientro a Fiumicino.
Forse non tutti hanno colto il particolare che ‘MARE’ era scritto tra virgolette a significare che resta per me un elemento centrale.
Molti mi chiedono :”Lo rifaresti?”. La mia risposta è secca, senza dubbi: ”Si!”.
Eco40 è stata la mia casa per quasi 5 mesi: dalle giornate tiepide e limpide dell’Atlantico a quelle gelide e burrascose dell’Indiano e del Pacifico con raffiche fino a 70 nodi ed onde alte fino a 10 metri.
Non ho mai perso la voglia di farcela, nonostante i tanti problemi incontrati, perché ero psicologicamente predisposto ad affrontarli in una impresa così lunga e così estrema.
Gli oltre 7.000 followers che mi hanno seguito ed incoraggiato sul web sono stati una incredibile iniezione di energia ed ottimismo…
Eco 40 è stata per me la metafora del pianeta in cui viviamo dove giornalmente mi sono confrontato con il fatto che le risorse imbarcate, alimentari ed energetiche, sono destinate ad esaurirsi se non vengono utilizzate e rinnovate con criterio.
Mi sono messo in gioco non solo come navigatore ma anche come cittadino del mondo: non è possibile continuare a restare inerti sapendo che gli Oceani rappresentano oltre il 70% della superficie terrestre e sono le prime vittime dell’inquinamento, quasi fossero spazi che non appartengono a nessuno…
Ed anche se il mio rientro è stato all’Aeroporto di Fiumicino e non al Porto di Riva di Traiano, non completando l’impresa sportiva, le 25.000 miglia percorse circumnavigando il globo in condizioni estreme hanno dimostrato che, puntando sull’energia alternativa, è possibile fondere la tecnologia avanzata con il rispetto per l’ambiente.
LA PERDITA DELLA CHIGLIA: COSA RIFARESTI COL "SENNO DI POI"?
Chiariamo subito che i vincoli a livello progettuale e strutturale per una barca destinata ad una impresa come la ROW devono tener conto di esigenze contrastanti:
• Affidabilità per far fronte a condizioni estreme che si protraggono per tempi lunghi;
• Leggerezza e performance dato che si mira ad un record certificato.
(Volendo fare un parallelo con le auto, un sasso può non provocare danni significativi ad una normale automobile, mentre sicuramente causa rotture determinanti ad un’auto di Formula 1)
Il coefficiente di sicurezza utilizzato per la chiglia è stato scelto come ottimale sulla base delle caratteristiche previste per l’impresa.
Sicuramente ci sono state concause che hanno determinato uno stress superiore a quello previsto: un grosso cavo impigliato alla vigilia di Natale, un urto avvertito poco prima del rovesciamento (non sono in grado di determinarne la causa) unitamente alle tante miglia condotte in condizioni estreme (preventivate).
Nelle ultime regate d’altura (Vendee Globe, Barcellona Word Race, Volvo Ocean Race) si sono verificati diversi ritiri dovuti a problemi e danni strutturali.
“Con il senno del poi” probabilmente si potrebbe giungere alla determinazione di aumentare i coefficienti di sicurezza strutturale incrementando il peso della barca a scapito delle performance.
A conquistare il titolo della 40ª Trans Benaco Cruise Race è stato Wilma (GER 193), Melges 32 armato dal Circolo Vela Torri e timonato da Carlo Cavagna, capace di completare le due prove con un tempo complessivo di 7 ore, 30 minuti e 22 secondi
Tra i 166 registrati diversi protagonisti delle ultime edizioni iridate. Grande attesa per la squadra italiana, oltre che per gli atleti della Lega Navale Italiana Sezione Sulcis, organizzatore dell'evento
Il vento detta i tempi di questa ultima giornata e la terza tappa si chiude con un totale di sei prove svolte
Marina Rubicón Lanzarote 52 SUPER SERIES Sailing: Sled apre, Paprec firma il capolavoro e si prende la la testa della classifica
Nella Divisione A il primo leader della classifica è Massimo Pasquini (LNI Ostia), autore di una serie molto regolare (8-5-1); nella Divisione B Valerio Pucci (Circolo Nautico Marina di Carrara) ha preso il comando grazie ai parziali di 1-1-5
Il comitato di regata ha sfruttato una breve finestra meteorologica per far disputare una regata intensa, nella quale Trinity Racing ha conquistato il primo successo stagionale, mentre Sled ha consolidato la leadership dell'evento
La seconda giornata alla Marina Rubicón di Lanzarote conferma l’altissimo livello della flotta: Paprec mantiene la leadership grazie a una prova magistrale nella prima manche, mentre Sled risponde con una vittoria di forza nella seconda
A 47 giorni dal via del 6/9, ben sei skipper hanno rinunciato al sogno di prendere parte alla regata più estrema della vela oceanica, mentre altri sei stanno attraversando l'Atlantico cercando di completare in tempo la qualificazione obbligatoria
Trofeo Optimist Italia Kinder Joy of Moving: Tabacco conquista il primato nella Divisione A e Valerio Pucci resta in testa nella Divisione B
La terza tappa delle 52 SUPER SERIES si decide tra Ocs, manovre millimetriche, penalità e vento forte: Platoon domina tutte e due le prove, Alkedo brilla e poi paga per la falsa partenza, Sled perde contatto, Paprec vince per la costanza di risultati