domenica, 23 febbraio 2020

VELA OCEANICA

Dan Lenard ha raggiunto Antigua

dan lenard ha raggiunto antigua
redazione

Dan Lenard, partito il 20 gennaio da Cadice per una traversata atlantica in solitario su SCIA, una barca di 10 metri, senza motore, senza strumenti elettronici ne autopilota, ha raggiunto nei giorni scorsi Antigua dove si è fermato per alcune ore prima di ripartire per Miami, meta finale della sua navigazione. 

--------------------

La traversata di Dan Lenard è stata lenta soprattutto per la mancanza di vento, la bonaccia che lo ha imprigionato alcuni giorni non gli ha consentito  di procedere spedito per la sua meta in tempo sulle ragionevoli previsioni di arrivare durante il Miami Yacht Show dove erano esposte molte delle barche che ha disegnato con lo studio Nuvolari Lenard. 
Dan si è concesso una breve sosta presso 
all’Antigua Yacht Club Marina Resort Falmouth Harbour, assistito da Carlo Falcone che ne è l’artefice, prima di rimettersi in rotta.Dan è ripartito navigando tra le isole caraibiche con direzione Florida, per raggiungere Miami potrebbero bastare otto giorni, le miglia da percorrere sono poco meno di 1200. 

 

 

Dan, quale è stata la parte più difficile della navigazione? 

“Navigare senza pilota automatico così a lungo con una barca così leggera è stata la cosa più difficile di queste giornate. Ti rendi conto di essere davvero l’artefice del tuo destino, ogni manovra costa fatica perché tutto si muove, devi programmare tutto, soprattutto quando sei alle portanti sotto gennaker. Devi prevedere anche quando dovrai mollare la barra per mangiare o fare pipì. Per dormire, bloccavo la barra con due elastici, fissavo la randa con la ritenuta e mettevo il fiocco a collo. Un vantaggio in questo modo di navigare c’è: il fatto di dover timonare senza sosta ti rende conscio della navigazione al 100%, capisci quanto stia andando la barca, come scivola sulle onde, se c’è qualche regolazione di fino da eseguire”. 

 

Le provviste sono state sufficienti? Saresti arrivato anche a Miami?

“Le provviste e l’acqua che ho scelto di portare a bordo erano giuste e ad Antigua non è stato necessario fare ulteriore rifornimento abbondante. Sarei arrivato anche a Miami con quello che ho. Comunque sono dimagrito: non si dorme molto. Ho avuto freddo, ho quasi sempre indossato la cerata più pesante”. 

 

Come ti sei trovato navigando senza strumenti elettronici? 

“Pensavo che lo scoglio più difficile fosse proprio la navigazione senza strumenti ma devo dire che quelli che dicono che anche un pezzo di legno lanciato in acqua in Oceano, prima o poi arriva ai Caraibi, hanno ragione. Il vento ti spinge dalla parte giusta.  Ho fissato il mio orologio sull’orario dell’isola di Saint John’s . Sapevo esattamente gli orari di alba e tramonto dell’isola, quindi mi è sempre stato chiaro dove puntare la prua. Negli ultimi giorni ho visto passare una aereo privato che certamente era diretto ad Antigua per portare l’armatore alla sua barca iscritta alla Rorc Carribiean 600, questo mi ha confermato che ero in rotta. Anche prima, gli aerei che passano sono stati un aiuto per seguire la rotta”.


Dan, le previsioni erano quelle di una traversata più rapida. 
Ho avuto poco vento. Sono rimasto a ciondolare otto giorni nella calma piatta più totale. E’ stato un miracolo se sono riuscito a percorrere una cinquantina di miglia verso ovest. Ho issato a turno tutte le vele di prua, più leggere: Code 0, Code 2 e Gennaker. Anche nelle giornate in cui si alzava un po’ di brezza, non l’ha mai fatto per più di 8-10 ore, perché al tramonto calava”.

 

Soddisfatto della barca. Momenti difficili? 

 “Il barchino fila, lo garantisco, soprattutto in condizioni di mare poco mosso. Con vento leggero però soffre molto la fase di salita sulle onde oceaniche, ampie e lunghe. Sembra un cubetto di polistirolo, che si muove un po’ troppo. Quando dormi o tenti di dormire basta poco per finire sull’altra cuccetta. Il movimento di costringe a vere acrobazie. Ho dovuto smontare il tamburo del rollafiocco e fissare lo strallo in prua prima di iniziare la riparazione che, eseguita in solitario, mi ha richiesto tantissimo tempo”.

 

Da sapere

Chi è  Dan Lenard
Dan Lenard e Carlo Nuvolari hanno fondato Nuvolari – Lenard nel 1992. Lo studio, che ha sede vicino a Venezia, è specializzato nel progetto di yacht, sia per clienti privati che per cantieri compresi i gruppi Ferretti e Beneteau. Nuvolari – Lenard hanno anche un dipartimento dedicato all’interior design per gli yacht e al real estate. Lo studio ha realizzato alcuni dei superyacht più iconici e acclamati, vincendo tutti i premi più importanti e diventando molto prolifici e riconosciuti al punto da essere uno degli studi più premiati. 

La barca
La barca si chiama Scia, come l’impronta di schiuma che le barche lasciano in acqua ed è un 33 piedi (10 metri) con bompresso. E’ un natante molto lontano da essere uno yacht nuovo: è stato assemblato mettendo assieme le parti di cinque barche diverse. La carena e la coperta hanno più di dieci anni e sono costruite di carbonio, la tuga è stata ricostruita, timone a albero sono riciclati e l’albero arriva da una barca abbandonata. 

L’obbiettivo
L’obbiettivo di questa iniziativa è semplice e rivolto al futuro, vuole essere “un segnale di pericolo per le condizioni dell’oceano” e Scia con Vela Code è un pulsante di reset della tecnologia della vela per sottolineare che noi dobbiamo cambiare modalità di approccio con l’ambiente. Si devono cercare iniziative sia per la prevenzione che per la cura, con la prevenzione  attraverso un design intelligente delle barche e in seconda battuta attraverso l’educazione verso le iniziative e gli atteggiamenti che provocano danni.

La rotta  
Su Scia è stato installato un tracker/beacon che durante la traversata ha segnalato la posizione di Dan ogni ora. Mentre Dan non poteva conoscere la sua posizione precisa il pubblico poteva farlo. Dan è rimasto isolatoe senza contatti  quasi un mese. 
Per il pubblico sono disponibili due account media, la pagina Vela su Facebook e su Istagram il profilo @vela.code . Sul sito velacode.com sono disponibili altre informazioni sull’impresa con nuove fotografie realizzate in navigazione e ai Caraibi. 


21/02/2019 17:00:00 © riproduzione riservata








I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

La Carnival Race torna allo Yacht Club Sanremo

Dopo un anno, a Marina degli Aregai, torna la Carnival Race per le classi 420 e 470. Diventato ormai un appuntamento tradizionale, ha quest’anno raggiunto un numero di iscritti record, più di 170 equipaggi da 9 Nazioni

Caorle: aperte le iscrizioni alle regate offshore del CNSM

Sono aperte le iscrizioni alle regate offshore del CNSM che compongono il Trofeo Caorle X2 XTutti: La Ottanta (4-5 aprile), La Duecento (1-3 maggio), La Cinquecento Trofeo Pellegrini (31 maggio-6 giugno) e La Cinquanta (24-25 ottobre)

Riva di Traiano: un anticipo d'estate ferma l'Invernale

Giornata estiva perfetta per prendere il sole ma non per regatare. Il 1° marzo si ritorna in acqua

Il Velista dell’Anno FIV in programma il 24 marzo a Villa Miani - Roma

Il 24 marzo a Villa Miani – Roma, 5 finalisti d’eccezione si contenderanno il titolo di Velista dell’Anno FIV 2019. Saranno assegnati anche il premio per il miglior Timoniere - Armatore dell’anno e quello di Barca dell’Anno

Route du The: Joyon sta per battere il record di Soldini

Dopo 32 giorni di navigazione e dopo aver navigato per 16.000 miglia in acqua con una media di quasi 21 nodi, Joyon e il suo equipaggio sono pronti a battere di circa 4 giorni il record

Garda: Autunno-Inverno in rosa grazie a Lorenza Mariani

Un golfo salodiano in versione quasi primaverile, vento costante attorno ai 6-7 nodi, e la Autunno-Inverno della Canottieri Garda del presidente Marco Maroni, manda in scena tre belle regate

Rotta del The, Francis Joyon fa il record

IDEC ha battuto il record precedentemente detenuto da Giovanni Soldini (Maserati) di 4 giorni, 3 ore, 0 minuti e 26 secondi

Caribbean Multihull Challenge: un 2° posto finale per Soldini e Maserati

Giovanni Soldini e Maserati Multi 70 secondi nella classifica finale della Caribbean Multihull Challenge. Il Team italiano si prepara per la RORC Caribbean 600, con partenza il 24 febbraio

Caribbean Multihull Challenge: per Soldini buona la terza

Maserati vince la terza prova della Caribbean Multihull Challenge con soli 26" di vantaggio su Argo

Garmin al Pescare Show di Vicenza

Garmin Italia presenta il format 4 chiacchiere con Garmin durante il Pescare Show 2020, il Salone internazionale della pesca sportiva e della nautica da diporto

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci