giovedí, 16 aprile 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

circoli velici    francesca clapcich    rs feva    team    hobie cat16    dragoni    wwf    j24    hansa    campionati invernali    regate    america's cup    sailgp    yacht club italiano    wing foil    cnsm    manifestazioni   

AMBIENTE

Mare: allarme plastica

mare allarme plastica
redazione

Quante micro e nano plastiche ci sono in mare? E quali effetti hanno sulla catena alimentare? Da dove provengono e quali sono le soluzioni applicabili? Un gruppo di scienziati ha cercato di rispondere a queste domande durante Slow Fish in un ciclo di conferenze dedicato ai nuovi contaminanti dei mari.  

-----------------------------------------------------------

I numeri sono impressionanti. Secondo Legambiente il 96% dei rifiuti galleggianti in mare è composto da plastica (di cui il 16% sono buste) e l'89% della fauna marina rischia di ingerirla. Non stiamo parlando solo di tartarughe che scambiano borse di plastica per meduse, ma soprattutto di detriti che con il passare del tempo e per effetto del calore diventano frammenti microscopici ed entrano a far parte della catena alimentare dei pesci. Le microplastiche hanno dimensioni inferiori ai 5 mm e a loro volta si frammentano in nanoplastiche, addirittura invisibili all’occhio umano, rilasciando in mare composti chimici tossici quali ftalati, perfluorurati, ritardanti di fiamma, per citarne solo alcuni.

Marco Faimali, responsabile dell'Istituto di Scienze Marine del Cnr, è netto: «La media di microplastiche nei mari è troppo alta: in alcune zone del mondo si arriva ad averne 100 chili in un solo chilometro cubo». Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica entrano in contatto con l'ambiente marino. Le microplastiche penetrano nel plancton che è alla base dell'intera catena alimentare marina. Un fatto preoccupante perché l'accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi aumenta man mano che si risale la piramide alimentare.

Il 60% della letteratura scientifica sull'argomento è stato prodotto negli ultimi 15 anni, segno che la ricerca si sta focalizzando sempre di più sull'analisi dei contaminanti marini ma che ancora c'è molto da fare. Tra le evidenze scientifiche, sottolinea, Alberta Mandich, endocrinologa ambientale del Dipartimento di scienze della terra di UniGe: «Abbiamo alimentato due batterie di spigole con mangimi differenti: uno convenzionale e l'altro con aggiunta di microplastiche». Risultato? Nel primo caso la percentuale di mortalità è rimasta ferma intorno al 3%; nel secondo è schizzata al 63%. Infertilità, intersessualità, indebolimento delle barriere protettive dell'organismo sono effetti degli inquinanti che interferiscono con il sistema di produzione ormonale.

Ma allora, quali sono gli effetti sull'uomo quando mangia pesce? Claudia Bolognesi, responsabile dell'Unità carcinogenesi ambientale dell'Ospedale San Martino di Genova, prova a rassicurare: «Gli studi non confermano l'assorbimento di microplastiche da parte dei tessuti umani», ma allo stesso tempo ammette che «i dati tossicologici sono ancora pochi». Il fatto è che il rischio da parte dell'uomo di assorbire microplastiche non proviene solo dall'ingerimento di pesce. Le microplastiche sono contenute in oggetti di uso comune: nei cosmetici, per esempio, quali esfolianti facciali, dentifrici, shampoo, trucchi e creme solari. Prima di finire in acqua, queste sostanze entrano in contatto con l'uomo. Tracce di microplastiche sono state rinvenute anche nel miele e nella birra. E nei farmaci. Per questo la scienza si sta concentrando anche sugli effetti degli interferenti endocrini sull'organismo umano, sugli effetti che tali sostanze hanno sul sistema riproduttivo e sul latte materno.

Insomma, i contaminanti nelle acque marine sono un segnale allarmante. Ciò nonostante non esistono ancora leggi che fissino dei limiti di microplastiche nell'ambiente e nei prodotti alimentari. È a questo proposito che viene chiamata in causa Renata Briano, deputata europea vicepresidente della Commissione pesca. «Per emanare una legge è necessario far convergere tutti i settori, non solo quello ambientale. L'inquinamento dei mari ci costa 8 miliardi di dollari l'anno e le prime vittime sono i pescatori. Sono loro che dobbiamo incentivare e coinvolgere maggiormente nella pulizia dei mari». A chi chiama in causa la mancanza di fondi destinati alla ricerca scientifica Briano risponde: «I soldi ci sono. Con i finanziamenti diretti abbiamo attivato linee di progetto che stanno avanzando e dando i primi risultati. Invece abbiamo urgentemente bisogno di investire quelle risorse in educazione e ricerca, incentivando chi mette in pratica attività di prevenzione».

La conclusione dei cicli di Slow Fish è affidata a Franco Andaloro, dirigente Ispra e membro del comitato scientifico della manifestazione: «Non vogliamo allarmare e basta. Vogliamo che queste ricerche servano per accrescere la consapevolezza del consumatore. Perché un consumatore informato è anche un consumatore più sicuro».


21/05/2017 19:09:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

America's Cup: un porto "antico" per New Zealand

Secondo quanto emerso da fonti italiane, ETNZ avrebbe avviato contatti per insediarsi a Pozzuoli nell’area del Molo Caligoliano, con l’obiettivo di iniziare le attività già nei prossimi mesi utilizzando le imbarcazioni della classe AC40

Antigua Racing Cup, Day 1

Al largo di Nelson’s Dockyard, i team hanno trovato condizioni ideali: alisei tesi tra i 15 e i 20 nodi, con raffiche oltre i 20, perfetti per un debutto ad alta intensità

America's Cup: IMG Licensing è l'agenzia esclusiva per il programma licensing

Gli organizzatori della Louis Vuitton 38ª America’s Cup annunciano la nomina di IMG Licensing come agenzia globale esclusiva per lo sviluppo del programma licensing dell’evento, in vista della 38ª edizione che si terrà a Napoli

Porto Turistico di Roma: oltre 350 studenti per la Giornata del Mare

Stand ed esibizioni presso il Villaggio allestito alla spiaggia centrale. Alle 11.00 il convegno promosso da Confindustria Nautica sul patentino D1

YCCS: aperte le iscrizioni alla 36ª edizione della Maxi Yacht Rolex Cup

Organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda in collaborazione con l’International Maxi Association e con il supporto di Rolex, la regata si svolgerà dal 6 al 12 settembre 2026 nelle acque di Porto Cervo

Antigua Racing Cup: al ritmo degli Alisei, spettacolo e duelli serrati

Rispetto all’esordio, il vento ha ruotato a ESE, introducendo sottili variazioni tattiche, ma con un’intensità sostenuta fino a 20 nodi. Sul lato sud dell’isola, il campo di regata si è trasformato in un’arena perfetta per sfide ad alto livello

Antigua Racing Cup: spettacolo tra groppi, sole e strategia

Nel cuore dei Caraibi, a Nelson’s Dockyard, la terza giornata dell’Antigua Racing Cup ha regalato condizioni meteo instabili ma altamente spettacolari cui i team hanno dovuto adattarsi rapidamente, trasformando ogni scelta tattica in un fattore decisivo

Il Rolex SailGP Championship arriva a Rio de Janeiro

Il Red Bull Italy SailGP Team arriva all’appuntamento forte della crescita mostrata nelle tappe oceaniche e di un quarto posto a Sydney che conferma il percorso positivo intrapreso

52 Super Series: tre nuovi team nel 2026

Quando tra meno di un mese inizierà la stagione 2026 delle 52 SUPER SERIES ci saranno tre nuovi team tra le 14 barche che competeranno durante la Puerto Portals 52 SUPER SERIES Sailing Week

Classe Mini: parte la Roma 650

Sono 13 i Mini 6.50 iscritti, divisi tra 11 nella categoria Serie e 2 tra i Prototipi. Aprile è un mese ancora particolare sotto il profilo meteo, con l’alta pressione instabile che rende questa regata complessa

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci