domenica, 5 luglio 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

primavela    regate    porti    fiv    alinghi    america's cup    ambiente    wwf    centomiglia    52 super series    libri    yacht club costa smeralda    protagonist    star    ryccs    j24    vele d'epoca   

AMBIENTE

L’impatto della concentrazione della CO2 al di sotto dei fondali marini

8217 impatto della concentrazione della co2 al di sotto dei fondali marini
redazione

Lo stoccaggio geologico della CO2 al di sotto dei fondali marini è una delle strategie che viene proposta per ridurre i livelli di questo gas nell’atmosfera. Sebbene sia altamente improbabile che un sito di stoccaggio scelto e gestito correttamente presenti delle perdite, cosa potrebbe accadere se questi siti dovessero rilasciare l'anidride carbonica intrappolata liberandola nelle acque del mare? Quali sarebbero gli effetti sull’ecosistema marino? Se lo sono chiesti alcuni ricercatori coinvolti in uno studio internazionale a cui ha partecipato anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS.  
Ogni giorno vengono rilasciati circa 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera. Tra i numerosi provvedimenti proposti per ridurre la concentrazione della CO2 in atmosfera, la cattura e lo stoccaggio geologico della CO2 (CCS - carbon capture and storage) potrebbero rappresentare un'opzione molto promettente in quanto si stima che possano contribuire per il 33% alla riduzione delle emissioni di CO2 richiesta per il 2050. Le tecnologie CCS prevedono la cattura della CO2 dalle centrali elettriche alimentate con combustibili fossili e dagli impianti industriali e, successivamente, il suo immagazzinamento nel sottosuolo in una formazione geologica adatta a contenerla. Tuttavia, sebbene le perdite di CO2 dai siti di stoccaggio siano improbabili, i processi e i potenziali effetti a esse associati devono essere attentamente valutati. Il progetto di ricerca ECO2 (Sub-seabed CO2 Storage: Impact on Marine Ecosystems), finanziato dalla comunità europea e coordinato da GEOMAR Centro Helmholtz per la ricerca oceanica di Kiel, si è occupato proprio di valutare i rischi associati allo stoccaggio della CO2 al disotto dei fondali marini, studiando, tra l'altro, il potenziale impatto di eventuali fuoriuscite sull'ecosistema. 
I ricercatori coinvolti in questo studio hanno pubblicato su Science Advances (una rivista scientifica internazionale) una ricerca relativa alle conseguenze ecologiche, dovute a una eventuale fuoriuscita di CO2 dai siti di stoccaggio, sull'ecosistema dei fondali marini.
Per fare questo, i ricercatori hanno eseguito uno studio multidisciplinare nell'area di Panarea (Arcipelago delle Isole Eolie), un sito caratterizzato da emissioni naturali di CO2 e considerato un laboratorio naturale unico per tali tipi di ricerche. Proprio a Panarea nel 2015 OGS ha inaugurato ECCSEL-NatLab Italy, una delle componenti italiane dell’European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure (ECCSEL): una rete europea finalizzata a realizzare un network di laboratori d’eccellenza per lo sviluppo di tecniche di stoccaggio geologico della CO2 per affrontare la lotta ai cambiamenti climatici attraverso la promozione delle tecnologie per il sequestro nel sottosuolo dell’anidride carbonica  in eccesso. “La presenza di emissioni naturali di CO2 e altri geogas dal fondo del mare rendono l’isola di Panarea un laboratorio naturale straordinario per studiare gli effetti legati ai cambiamenti climatici, per la messa a punto di tecniche di monitoraggio e per studi di impatto sull’ecosistema” spiega Cinzia De Vittor, ricercatrice OGS e responsabile del laboratorio ECCSEL-NatLab Italy a Panarea. “Grazie alla sua unicità quest’area è stata oggetto di studio in numerosi progetti nazionali e internazionali” precisa. 
“In prossimità dell'isola di Panarea, in aree con presenza di fuoriuscite naturali di CO2 e in aree prive di emissioni, abbiamo studiato i processi biogeochimici e gli organismi che vivono nei fondali sabbiosi” spiega Tamara Cibic, ricercatrice dell’OGS. Ma i ricercatori non si sono limitati a questo, perché hanno anche eseguito degli esperimenti di trapianto trasferendo la sabbia e gli organismi in essa contenuti tra i siti con e senza fuoriuscite di CO2 per osservare il grado di adattamento di questi ultimi al cambiamento delle condizioni ambientali. 
“La conclusione cui siamo giunti è che l'aumento dei livelli di CO2 può influenzare localmente la funzionalità dell'ecosistema marino, anche nel lungo termine” spiega Cibic. Gli organismi di più grandi dimensioni sembrano essere quelli maggiormente sensibili e la tipica comunità dei sedimenti sabbiosi pare non ristabilirsi neppure un anno dopo il trasferimento dei sedimenti in un sito non disturbato. 
“Questo studio riporta una visione "olistica" degli effetti dell'incremento della concentrazione della CO2 sull'ecosistema dei fondali marini: per la prima volta, infatti, sono stati valutati sia i processi biologici che biogeochimici e gli effetti su differenti livelli della catena alimentare” spiega Tamara Cibic, ricercatrice di OGS. 
 


16/02/2018 20:00:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Argentario Sailing Week: vincono Torben Grael su SCUD di Patrizio Bertelli e Mauro Pelaschier su LEONORE di Mark Faulkner

Nave Palinuro saluta l'Argentario, cinquanta yacht d'epoca concludono l’evento in una giornata memorabile

Naïf conquista il XIII Trofeo Principato di Monaco a Venezia

Si è conclusa con successo la tredicesima edizione del Trofeo Principato di Monaco - Le Vele d’Epoca in Laguna, appuntamento di primo piano per la vela classica dell'Adriatico

4Monkeys vince il XVII Rally della Laguna

4Monkeys, il Fat 26 di Giampietro Sforza, si è aggiudicato il XVII Rally della Laguna 2026, evento velico valido per il XVIII Trofeo “Il Briccolone” di Assonautica Venezia

Smeralda 888: Millennium Falcon concede il bis a Porto Cervo

Protagonisti della manifestazione anche altri equipaggi dello YCCS, Giada di Germano Scarpa e Mathilde di Nicolò Saidelli, oltre a Zarina by DAS di Marie Helene Polo, Ziva di Silvia De Longhi, Vamos Mi Amor di Charles De Bourbon e Paka'A di Martin Nweeia

FIV: a Gaeta è tempo di Primavela

In gara 421 atlete e atleti dai 9 ai 17 anni nelle derive Optimist, ILCA 4 e O’Pen Skiff e nel windsurf Techno 293

Salò Sail Meeting: per i Protagonist 7.50 sarà anche la prova generale Campionato Italiano

Le regate si disputano sullo stesso campo che ospiterà il Campionato Italiano, offrendo a equipaggi e comitato di regata un test in condizioni reali, dalle dinamiche di vento e corrente tipiche del basso Garda estivo alla logistica di partenze e percorsi

Giovani velisti fatevi avanti, lo YCCS cerca voi!!!

La Call for Young Sailors è finalizzata alla selezione di massimo quattro atleti che entreranno a far parte del programma Young Azzurra. Promossa dallo YCCS, l’iniziativa si rivolge a veliste e velisti di età compresa tra i 18 e i 25 anni

America's Cup: la Francia torna a crederci

Dalla prudenza all'ottimismo: cosa raccontano i media francesi sul French Challenge verso la 38ª America's Cup

America's Cup: Alinghi, la pazienza svizzera

Più progetto che risultati: così la stampa elvetica racconta il ritorno del Tudor Team Alinghi

52 Super Series 2027: debutto in Thailandia, doppio appuntamento in Italia

La 52 Super Series amplia i propri orizzonti e nel 2027 per la prima volta il circuito internazionale dei TP52 farà tappa in Asia, con due eventi in Thailandia, prima di tornare in Europa con due tappe italiane, Sorrento e Scarlino

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci