Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (YC Italiano) hanno vinto la medaglia di bronzo dei 470F a Enoshima (Giappone) campo di regata sul quale si disputeranno le olimpiadi di Tokio 2020. In pratica Benedetta e Alessandra non hanno nemmeno potuto provare a fare meglio, perché il vento non si è fatto sentire in acqua. Confermata, quindi, la terza posizione di ieri che si trasforma oggi in una splendida medaglia di bronzo, senza poter purtroppo disputare la Medal Race.
Termina oggi con un'altra medaglia azzurra la Japan World Cup Series, primo evento di World Cup del 2019: Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (YC Italiano) confermano la terza posizione di ieri nel 470 femminile che si trasforma in una splendida medaglia di Bronzo oggi, nel momento stesso in cui il Comitato ha issato Intelligenza su A - che indica che non ci saranno altre prove per la giornata - e chiuso definitivamente la prima regata ufficiale sul campo olimpico di Tokyo 2020.
Sono quindi tre gli equipaggi italiani sul podio in Giappone: Ruggero Tita e Caterina Banti (SV Guardia di Finanza/CC Aniene) e Vittorio Bissaro e Maelle Frascari (GS Fiamme Azzurre/CC Aniene), rispettivamente Argento e Bronzo nel Nacra 17, e le giovani Di Salle - Dubbini, Bronzo oggi nel 470 femminile.
Una bella conquista per le atlete dello Yacht Club Italiano, al termine di una stagione che le ha viste vincere il Campionato Mondiale giovanile della classe 470 che si è tenuto in Italia, sul lago di Bracciano, qualche settimana fa, dopo aver conquistato al Campionato del Mondo di Aarhus la qualifica per la Nazione alle prossime Olimpiadi. E anche in questa settimana di strane condizioni meteo, hanno dimostrato il loro valore, restando sempre nelle prime tre, conducendo la classifica per un paio di giorni, ed infine chiudendo in terza posizione ad un solo punto dalle seconde, le giapponesi Yoshida/Yoshioka, e a cinque dalle vincitrici, le olandesi Kyranakou/van Veen.
Benedetta Di Salle:
"Siamo molto felici, è la nostra prima medaglia a livello assoluto. Siamo molto soddisfatte per come abbiamo regatato, abbiamo fatto degli ottimi recuperi quando ci siamo trovate in difficoltà, e siamo state molto costanti quando eravamo in buona posizione. Le condizioni che abbiamo incontrato erano molto diverse rispetto all'anno scorso, ma ci siamo trovate a nostro agio, ora lavoreremo per continuare a confermare questo livello".
L’altro equipaggio italiano di 470 femminile, composto da Elena Berta e Bianca Caruso (GS Aeronautica Militare/YC Italiano) aveva già chiuso ieri la trasferta giapponese in 11esima posizione, così come Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare) che hanno terminato 24esimi. Chiusa ieri anche la regata per i laseristi italiani, sia per i ragazzi dello Standard che per le ragazze del Radial: Silvia Zennaro (SV Guardia di Finanza) è 21esima, Francesca Frazza (FV Peschiera del Garda) è 49esima, Giovanni Coccoluto (SV Guardia di Finanza) termina in 22esima posizione e Nicolò Villa (CV Tivano) in 34esima.
Francesco Ettorre, Presidente FIV:
"La spedizione è stata sicuramente positiva e i risultati sono in linea con quelli che abbiamo ottenuto ad Aarhus. Peccato per Mattia Camboni (GS Fiamme Azzurre) nell'RS:X maschile che si sarebbe meritato una medaglia, ma sono esperienze che ci serviranno per il futuro. Il lavoro che stiamo facendo ci indica che la strada è quella giusta. Faccio i miei complimenti a tutto lo staff tecnico, ai gruppi militari e alle società di appartenenza degli atleti per l'ottimo lavoro che stanno svolgendo".
Michele Marchesini, Direttore Tecnico FIV:
"E' stata una trasfera impegnativa, nei primi giorni il tifone, poi si sono sommate le scosse di terremoto e la presenza di qualche squalo in mare, oltre al confronto continuo con strutture e organizzazione con un'impostazione precisa e alquanto particolare. E' stato tutto molto interessante, comunque. Al di là di questo abbiamo acquisito parecchie nuove informazioni su cui lavorare nel prossimo periodo: dal punto di vista tecnico si è verificato quello che ci aspettavamo con condizioni meteo molto all round e come unica costante lo swell (onda lunga) oceanico sempre presente in tutto il range anche con venti leggerissimi. Questo è un punto su cui porremo molta attenzione nella preparazione dei prossimi anni. Il campo di regata è molto bello quanto impegnativo, la solidità nei fondamentali è assolutamente un imperativo, non ci si possono concedere errori, ogni sbavatura può costare cara. Torniamo a casa soddisfatti e soprattutto siamo in linea con il nostro progetto Tokyo 2020".
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