Nella sana (o insana) tradizione dell’America’s Cup gridare al “complotto” non è mai l’eccezione, bensì quasi la regola. I precedenti hanno riempito i tribunali ma, per il momento, questa edizione si limita a diatribe interne finora risolte, seppur con poca soddisfazione dei ricorrenti.
Ci è cascato anche Sir Ben Ainslie che, dopo la deludente prova di ieri, ha contestato la gestione accentrata delle specifiche e dell’aggiornamento del sistema dei foil, sostenendo di aver ricevuto l’aggiornamento dei software solo ieri alle 12:00 (ora NZ) ed accusando il Defender di aver così boicottato il team britannico.
ETNZ ha risposto, per iscritto, dicendo che il sistema FCS (Foil Cant System) è un componente fornito in un unico progetto, progettato e sviluppato da ACE per tutti i concorrenti. È stato utilizzato fin dall'inizio di questa classe e il team neozelandese non ha alcun accesso se non quello condiviso e che, nell'esperienza di Emirates Team New Zealand, se tutte le procedure di manutenzione e di avvio sono seguite correttamente, il sistema funziona come previsto.
E in risposta alla denuncia di INEOS TEAM UK di aver ricevuto un aggiornamento del software solo ieri alle 12:00 ha “diplomaticamente” risposto che questa affermazione è falsa, perché l'ultimo aggiornamento del software è stato consegnato a tutti i team lo scorso venerdì, dopo un'ampia consultazione con tutti i team.
Tornando alle regate, oggi si sono svolti quattro match race nella seconda giornata della PRADA ACWS Auckland sul campo di gara C, il campo preferito in quanto porta la corsa proprio nel cuore del porto di Waitematā. C'era una soffice brezza da nord-ovest tra i 10 e i 14 nodi. Per Luna Rossa una vittoria e una sconfitta contro American Magic e per ETNZ due vittorie contro INEOS.
La nuova classifica vede il New York Yacht Club American Magic ed Emirates Team New Zealand in parità con tre vittorie a testa. Il Challenger of Record Luna Rossa Prada Pirelli (2 punti) e l'INEOS TEAM UK (0 punti) seguono rispettivamente in terza e quarta posizione.
Per Luna Rossa una vittoria nel primo dei due match race contro American Magic, propiziata da un errore marchiano degli statunitensi in virata che, per poco, non hanno scuffiato con la loro barca. Al primo cancello di bolina Luna Rossa aveva mantenuto un buon vantaggio, ma due strambate in fondo al lato sottovento sono costate loro molti metri e gli americani si sono portati a solo 9 secondi.
Da lì, la regata è rimasta serrata, ma Luna Rossa Prada Pirelli ha regatato in maniera sicura e pulita, conquistando la vittoria con 12 secondi.
Il match di ritorno tra American Magic e Luna Rossa Prada Pirelli è stata la terza regata della giornata. La brezza si è spostata ulteriormente a sinistra e il percorso è stato adattato a quattro giri. All'entrata in area di partenza, Luna Rossa è arrivata in anticipo e le è stata inflitta una penalità. Poi una classica azione di match race, con le barche che si sono affrontate a destra nella zona di partenza, che ha visto Luna Rossa Prada Pirelli infliggere una penalità ad American Magic. Ma nella foga del momento gli italiani non sono riusciti ad accelerare e gli americani hanno inflitto anche loro una penalità a Luna Rossa.
Alla fine American Magic partiva in testa, dirigendosi verso il lato sinistro del campo che si è rivelato il migliore, come è stato chiaro al cancello di bolina, dove sono arrivati con 21 secondi di vantaggio sugli italiani. Poi è iniziato un vero match race con le due barche abbastanza vicine e American Magic in assoluto controllo su Luna Rossa senza rischiare nulla. Qualcosa da questa regata si è capita: Luna Rossa di bolina va più veloce di American Magic, che riprende qualcosa sui lati di poppa. Ma le due barche se la giocano e questa è una buona notizia dopo la sconfitta di ieri contro ETNZ che aveva lasciato tutti un po’ perplessi.
Per quanto riguarda le due regate di ETNZ contro INEOS si è visto che tra le due barche non c’è storia, anche se per Ainslie la buona notizia è di essere riuscito a concludere due regate su due. Gli unici momenti di suspance li ha dati New Zealand stessa, quando è arrivata pericolosamente vicina a colpire la boa di bolina (900 kg di fibra di vetro) per un'errata comunicazione tra il timoniere Peter Burling e il tattico Glenn Ashby, e quando il timone è andato in stallo e la barca ha effettuato una impennata ad alta velocità. L'equipaggio ha buttato giù il fiocco rapidamente e Burling si è messo sottovento per evitare un capovolgimento.
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