Dopo quasi tre giorni di navigazione a stretto contatto, e una nottata non semplice, la flotta si è finalmente liberata del problema della corrente di Agulhas, e si sta dirigendo offshore, in pieno oceano indiano, macinando miglia. La leadership è cambiata diverse volte nelle ultime ore, la testa del plotone è stata presa da Abu Dhabi Ocean Racing dell’olimpionico britannico Ian Walker, che insieme a Team Telefonica ha optato per una rotta più a nord e sottocosta mentre PUMA, CAMPER e Groupama si sono spinti più a sud, e Team Sanya ha tenuto una rotta intermedia.
Questo il racconto dello skipper di Azzam, Ian Walker: “E’ stata una notte di grande tensione, dopo aver guadagnato molto sul resto della flotta stando sotto costa, abbiamo camminato forte tutta la notte con 20/30 nodi con lo spinnaker grande. Non si riusciva quasi a navigare mure a dritta a causa delle onde. Il solo problema è che eravamo sempre più vicini alla costa e dovevamo strambare! Abbiamo scelto di passare il più velocemente possibile, anche se nella zona c'era più vento. C'erano 30/35 nodi ma siamo riusciti a passare con lo spi e randa piena. Sono zone che hanno una brutta fama e nessuno sa veramente quanto siano difficili, o meglio nessuno che abbia abbastanza buon senso da non venire qui!”
La difficoltà del passaggio della corrente è testimoniato anche dalle parole di Charles Caudrelier, timoniere a bordo di Groupama 4: “E’ stato piuttosto duro! Si passava di colpo da un’aria leggera a vento forte e con un mare incrociato. Abbiamo dovuto rallentare la barca, non potevamo spingere al 100% per salvaguardare barca e albero. Le persone a terra tendono a pensare che le onde più sono alte, più sono pericolose ma in effetti non è proprio così, è il mare incrociato e confuso che dà più problemi. Ieri c’era onda corta che veniva da ogni parte, causando notevole stress alla barca, alle strutture e all’albero.” Caudrelier, riguardo alle prossime ore ha detto: “Sembra che ci siano due opzioni, non sappiamo esattamente cosa fare, ma pensiamo che la nostra posizione vada bene. C’è un vecchio adagio che dice che se sei in atlantico e non sai dove andare, devi andare a ovest e se non sai dove andare nell’oceano del sud devi andare a sud. Nella prima tappa non l’abbiamo rispettato, ma in questa sì!”
Sebbene sia facile credere che i sei equipaggi siano felici di aver ormai passato l’insidiosissima zona della corrente di Agulhas, con le sue pericolose onde, altrettanto facile pensare che lo scenario che si prospetta loro è complesso e imprevedibile. Se a momenti, con venti di 30 nodi e più, infatti, le barche raggiungono velocità ben superiori ai venti nodi, in altri devono stare particolarmente attenti a non cadere in buchi di vento che li potrebbero fermare quasi completamente.
Le previsioni dicono che nelle prossime ore, le due basse pressioni dovrebbero fondersi in una e se ciò dovesse succedere si potrebbero presentare condizioni ideali perchè i sei team possano guadagnare velocemente miglia verso la meta finale di Abu Dhabi. Da vedere anche se, la scelta settentrionale di Walker e Martinez, consentirà loro di agganciare prima degli altri il fronte godendo di condizioni e di un angolo migliore.
Secondo le ultime posizioni, quando si è entrati nel quarto giorni di regata, la mossa di Abu Dhabi e Team Telefonica continua a dare suoi frutti. Il duo mantiene la leadership, con le due barche distanziate di meno di quattro miglia, e fa registrare un vantaggio di 28,3 miglia su PUMA, di 45,9 su CAMPER, di 47,5 su Team Sanya, mentre i francesi di Groupama 4 sono scivolati in ultima posizione e accusano un distacco di 58,4 miglia. La migliore velocità di punta è ad appannaggio di team Telefonica con 17,6 nodi, ottenuta con meno di 15 nodi di vento.
L’andamento della regata può essere seguito sul sito ufficiale, con lo strumento della cartografia e posizioni aggiornate ogni tre ore:
http://www.volvooceanrace.com/en/racetracker/rdc.html
Classifica provvisoria seconda tappa, 14 dicembre alle ore 13 GMT
1. Abu Dhabi Ocean Racing (Ian Walker),
2. Team Telefónica (Iker Martínez), +3,8
3. PUMA Ocean Racing powered by BERG (Ken Read), +28,3
4. CAMPER con Emirates Team New Zealand (Chris Nicholson), +45,9
5. Team Sanya (Mike Sanderson), +47,5
6. Groupama sailing team (Franck Cammas), +58,4
Voci dall’oceano:
Nick Dana, MCM di Abu Dhabi: “Sono cambiate molte cose dal mio ultimo blog. Tanto per cominciare la scorsa volta ero seduto comodo con uan tazza di caffè a fianco, ora mi sono dovuto cercare un posto fra le borse del cibo e la paratia stagna. Sono incastrato qui, in un punto piuttosto interessante, anche se sembra che stia in groppa a un cavallo imbizzarrito e determinato a disarcionarmi. Però bisogna dire che stiamo facendo 23 nodi di media in un mare orribile attraverso la corrente di Aguhlas. In effetti mi ricorda molto la Corrente del Golfo della costa occidentale degli Stati Uniti, una cosa larga circa 50 miglia che crea dei sistemi meteo praticamente impossibili da prevedere. Il nostro piano per passare la corrente si basava su una rotta che ci potesse portare fuori il più velocemente possibile, all’alba abbiamo virato e ci siamo riusciti. Adesso siamo entrati in un'altra alta, non è la situazione ideale... Comunque il team sta bene, la mancanza di sonno si fa sentire ma non è una cosa fuori dall’ordinario su queste barche. Jules (Salter) e Ian (Walker) continuano a fare chiamate ottime e i ragazzi sono stati perfetti in ogni cambio vela. Un gruppo abbastanza felice, se si considera il mare che c’è…”
Diego Fructuoso, MCM di Team Telefónica: “Ciao a tutti, stiamo navigando da qualche giorno ormai e la regata è già complicata. Cambiamo vele in continuazione e spostiamo le cose da prua a poppa, inclusi noi esseri umani. La flotta è molto vicina e, sebbene la nostra posizione non sia quella che vogliamo, siamo fiduciosi di poter recuperare. C’è ancora tanta strada da fare in questa tappa e non smetteremo di combattere, per il momento non sembra che la fortuna sia stata dalla nostra parte, ma useremo tutte le nostre armi per farla girare. Oggi Ñeti si è accorto che i pantaloni della sua certa fanno acqua, quindi Zane ne ha appeso un altro paio con un biglietto che dice “Buon Natale Ñeti”. Un regalo in anticipo, che è stato molto gradito, perché oggi pomeriggio ha piovuto moltissimo. Non sappiamo quasi niente di quello che succede nel mondo. Sono arrivate delle notizie dai mondiali di Perth, in Australia, dove ci sono tanti amici. Auguri di buona fortuna! Abbiamo cercato di non parlare di calcio, dato che il Real Madrid ha perso sabato e Jordi, Pepe e Xabi se la prendono con Ñeti e me…”
Yann Riou, MCM di Groupama 4: “Ciao! In un solo giorno abbiamo visto quattro o cinque avversari, in tutte le condizioni, dalla bonaccia al vento forte, dalla bolina alla poppa. Avevamo detto che volevamo stare nel gruppo… e’ stato un giorno molto interessante per imparare cose sulle vele, sulle regolazioni, sulle nostre forze e debolezze in rapporto agli altri. Difficile dire come sta andando, sembra che ci siano diverse opzioni. Le condizioni di vita a bordo stanno diventando un po’ più complicate, le onde sono confuse e la barca va veloce, si sbatte un sacco. Per me scrivere è facile come suonare il piano con un paio di guanti. Buona giornata a tutti.”
Andrés Soriano, MCM di Team Sanya: “Il secondo giorno è stato pieno di sorprese… abbiamo lavorato bene durante la notte ed eravamo nei primi tre e nel primo pomeriggio abbiamo fatto un gybing duel per trovare il salto giusto per approfittarne. Mike e Aksel sono stati bravissimi a riportare SANYA LAN nella lotta. Poi, in serata siamo finiti in una nuvola sfortunata, come dice David Rolfe, e ci siamo fermati, costretti a vedere ancora una volta i leader andarsene. Sapevamo che durante la notte le condizioni sarebbero diventate più difficili con le due basse che rendono tutto imprevedibile. Siamo passati da buchi di vento a temporali gelati. Ora navighiamo bene giù dalle onde al lasco e il sole è tornato, sembra che sarà un’altra bella giornata. Tiger, è molto paziente e cerca di insegnarci qualche parola di cinese, oggi vi lascio con quello che ho imparato fino adesso, Zai Jian, arrivederci!”
Hamish Hooper, MCM di CAMPER: “E’ stata una giornata piena di azione, quasi tutte le barche della Volvo si sono ritrovate in un fazzoletto di mare per un incontro di metà giornata. E’ stata una situazione piuttosto intensa, con tutte queste barche potenti che giocavano un gioco di tattica al rallentatore, cerando di unire i punti per capire dove stava il vento. Quando è diventato buio, il vento ha ripreso, mi son guardato alle spalle per vedere quanto indietro era PUMA, peccato che fosse un miglio avanti… Vado di sotto per lavorare un po’ e a un certo punto sento un’attività frenetica in coperta, prendo la macchina fotografica e corro per riprendere quello che sta succedendo. Mi guardo in giro e vedo PUMA che è 500 metri dietro… le posizioni, il vento, la corrente, persino le previsioni cambiano in continuazione. Se c’è qualcosa di sicuro è che niente è sicuro!”
Amory Ross, MCM di PUMA: “Cosa potrebbe succedere? E’ quello che ci chiediamo tutti a bordo. Oggi è stata una giornata intensa e varia, penso che non ci sia niente che non abbiamo provato o cambiato, e la sola costante è stata il nostro livello di attività. Che giornata! Sempre in vista delle altre barche. Adesso abbiamo due possibilità: continuare a stare in terra, sperando nella termica, ma rischiando che non entri e virare verso gli altri oppure ignorare i possibili guadagni, navigare di conserva, e virare al largo in anticipo. Alla fine abbiamo fatto una scelta di mezzo, e ha funzionato per quasi tutto il giorno. Poi è arrivato un peschereccio enorme e abbiamo anche preso una rete nella chiglia, che bel modo di cominciare la nottata… Adesso non c’è più vento, Groupama e Abu Dhabi sembrano essere dal lato opposto di una linea di nuvole e camminano veloci (un dejà vu della prima tappa con Telefonica). Potrebbero essersene andati… è solo in terzo giorno di regata della seconda tappa e proprio niente sembra semplice. Beh, almeno adesso siamo abituati alle avversità!”
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