Sabato 16 novembre, mentre si appresta a iniziare il suo sesto giorno in mare nel Vendée Globe, a 500 miglia dalle coste del Sahara Occidentale, Giancarlo Pedote è nelle prime posizioni della flotta dopo un’importante rimonta avvenuta nella tarda serata di ieri.
Lo skipper di Prysmian, che all'inizio della regata aveva scelto di mantenere un’andatura protettiva per l’imbarcazione, in particolare nella forte burrasca che ha colto lui e i suoi avversari al largo di Capo Finisterre, è riuscito sfruttare la variabilità dell'ampia zona di calma che sta attualmente bloccando le imbarcazioni, trovando un passaggio che lo ha portato in testa alla flotta. Pur soddisfatto di questa rimonta, il fiorentino rimane centrato e oggettivo di fronte a una situazione atipica e incerta.
“Nelle ultime 24 ore, l’obiettivo è stato quello di far avanzare la barca, cosa non facile in una situazione meteo così instabile”, ha spiegato Giancarlo Pedote. “La situazione generale è complessa. Un grossa depressione di 998 ettopascal si trova a nord dell'arcipelago di Madeira e sta interrompendo completamente l'anticiclone delle Azzorre e il regime degli alisei. Ora è il protagonista principale in questa parte dell'Atlantico e sta stravolgendo completamente le cose”, ha spiegato lo skipper di Prysmian. In questo contesto non è facile tracciare la rotta che, contro ogni logica, a volte è determinata dalle nuvole. “I ragazzi del gruppo di testa si sono trovati costretti a dirigersi verso ovest, a volte addirittura verso nord-ovest, nonostante fino a quel momento la loro traiettoria fosse stata quasi perfetta”, spiega il velista italiano, che ha potuto approfittare di un piccolo corridoio di vento, un po' più a est.
Guadagnare terreno a sud e a ovest
“Dopo un inizio di regata in cui ho navigato “da buon marinaio” per non ritrovarmi a Capo Finisterre con la barca piegata in due, ho passato pochissimo tempo all’interno della barca e sto regatando a tutta velocità. Ieri ho colto l'opportunità di massimizzare i miei guadagni a sud, ma resto lucido perché prima o poi si intaserà un po' dappertutto e il flusso potrebbe tornare da ovest”, osserva il velista che cerca di riagganciare il più velocemente possibile il vento, tenendo comunque d'occhio l'audace opzione di Jean Le Cam, chiaramente deciso a smentire tutte le statistiche e i pronostici. “La sua è una scelta interessante. Dopo aver doppiato Madeira, ho pensato anch'io di prendere quella rotta. Tuttavia, c'è un problema: l'ingresso nei Doldrum”, spiega Giancarlo, che vede chiaramente la salvezza di questa regata a ovest, anche se con alcune incognite.
Slalom gigante tra le buche del vento
“Ci sono molte zone senza vento e non siamo immuni da sorprese. Quando è così complicato, è difficile fare delle buoni previsioni. Tuttavia, è necessario investire nella speranza che la scelta fatta possa dare i suoi frutti”, sottolinea lo skipper, che da ieri sera naviga nelle posizioni di testa alla flotta con una classifica basata sulle miglia restanti che ieri sera lo dava primo e da questa notte secondo. “Il flusso d'aria da NW con cui abbiamo a che fare al momento è un po' complesso e non ci rende la vita facile. Nelle prossime ore rimarrà leggero, con alcune zone veramente calme. Per evitarle occorre velocità, ma al momento nessuno ne ha! In realtà, non c'è molto da fare in attesa che gli alisei, che di solito ci accompagnano a queste latitudini, tornino a crescere. Continuo a fare il mio lavoro al meglio e a sfruttare la possibilità di trovare un piccolo corridoio di vento interessante”, conclude Giancarlo Pedote.
L’obiettivo del progetto è accendere i riflettori sulle principali emergenze che minacciano gli ecosistemi marini, promuovendo una nuova cultura della sostenibilità capace di coinvolgere aziende, istituzioni, comunità scientifica e cittadini
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