Salita in testa d’albero per Alessandro Di Benedetto. Appena sceso da quell’altezza, pari a un palazzo di 7 piani, ha comunicato che tutto era andato bene e che, dopo due ore di intenso lavoro, aveva rimesso a posto le drizze che si erano incattivite.
“Una volta che avevo cambiato mura questa mattina, il vento è calato e non c'era molta onda. Però faceva freddo, circa 4 gradi. Ma a parte questo, c’erano buone condizioni per scalare l'albero. Ho preparato tutte le attrezzature, le corde, le drizze, gli strumenti, tè caldo con i sali minerali in un piccolo zaino, poi dell’uva passa in tasca, una cintura, un casco e sono salito. Ho prima messo a posto la drizza intermedia, fissando una nuova puleggia all'albero, poi mi sono messo al lavoro per la drizza in testa. Salendo ho potuto controllare il sartiame e ho risistemato un po’ tutto. Mentre ero in testa d'albero ho avuto anche un po’ di neve. Era bellissima la vista dalla navigazione dall’alto.”
Dopo la scalata Alessandro ha ripreso rotta e velocità. “E’ stata dura e a bordo ho ancora tutto in disordine. Ma comunque è sempre meno faticoso che recuperare il gennaker dall’acqua”
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
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La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale
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