Salita in testa d’albero per Alessandro Di Benedetto. Appena sceso da quell’altezza, pari a un palazzo di 7 piani, ha comunicato che tutto era andato bene e che, dopo due ore di intenso lavoro, aveva rimesso a posto le drizze che si erano incattivite.
“Una volta che avevo cambiato mura questa mattina, il vento è calato e non c'era molta onda. Però faceva freddo, circa 4 gradi. Ma a parte questo, c’erano buone condizioni per scalare l'albero. Ho preparato tutte le attrezzature, le corde, le drizze, gli strumenti, tè caldo con i sali minerali in un piccolo zaino, poi dell’uva passa in tasca, una cintura, un casco e sono salito. Ho prima messo a posto la drizza intermedia, fissando una nuova puleggia all'albero, poi mi sono messo al lavoro per la drizza in testa. Salendo ho potuto controllare il sartiame e ho risistemato un po’ tutto. Mentre ero in testa d'albero ho avuto anche un po’ di neve. Era bellissima la vista dalla navigazione dall’alto.”
Dopo la scalata Alessandro ha ripreso rotta e velocità. “E’ stata dura e a bordo ho ancora tutto in disordine. Ma comunque è sempre meno faticoso che recuperare il gennaker dall’acqua”
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record
Due gli equipaggi italiani in Gold Fleet. Il risultato più bello di giornata porta la firma di Elena Berta e Giulio Calabrò, che hanno chiuso la qualificazione vincendo l’ultima regata
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Argento a Istanbul per l’atleta dello Yacht Club Costa Smeralda, protagonista di una grande rimonta. Il titolo va alla francese Vaïna Picot dopo una finale combattuta con vento fino a 30 nodi di raffica
Il Volvo 70 di Johnny Vincent completa in 6 giorni, 14 ore, 47 minuti e 31 secondi la 50ª edizione della grande classica offshore