Se i primi non ci offrono notizie che non siano il consolidamento delle posizioni dei tre leader, con Charlie Dalin sempre in testa e Yoann Richomme nella sua scia, un'occhiata in fondo alla classifica va data, perché la lotta per la sopravvivenza in Oceano non guarda certo le posizioni in corsa.
A oltre 6.800 miglia di distanza dal leader, nell'Atlantico meridionale, Szabolcs Weores (New Europe) deve scavare a fondo in tutte le sue risorse, fisiche e mentali. L'ungherese, 38° classificato e unico ancora in Atlantco, ha informato la direzione di gara che la sua sartia di sinistra (D2, un cavo intermedio che sostiene l'albero centrale) è rotta. Sta navigando lungo il bordo di una depressione che genera raffiche fino a 40 nodi a 450 miglia da Città del Capo. Il suo team rassicura: “Szabolcs non è ferito e la barca non è danneggiata, sta lavorando per mantenere il sartiame al sicuro”. Vedremo se avrà la forza di proseguire. Al momento, senza alcun riscontro da parte del suo Team, sembra dirigersi verso Cap Town.
Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025
"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni