mercoledí, 9 settembre 2026

AMERICA'S CUP

America's Cup: il nuovo AC75 dei neozelandesi. Come cambia Taihoro 2.0

america cup il nuovo ac75 dei neozelandesi come cambia taihoro
redazione

Con il ritorno in acqua ad Auckland del suo AC75, Emirates Team New Zealand ha dato ufficialmente il via alla fase di sviluppo verso la America’s Cup 2027. La barca si chiama ancora Taihoro (AC75 yacht), la stessa che ha vinto la Coppa a Barcellona nel 2024, ma è stata profondamente evoluta per adattarsi al nuovo regolamento e per cercare ulteriori guadagni di prestazione.

A prima vista il monoscafo sembra quasi identico alla versione precedente. In realtà le modifiche sono numerose e riguardano soprattutto coperta, aerodinamica, struttura e sistemi di controllo, le aree dove oggi si gioca la vera partita tecnologica degli AC75.

Una barca “nuova” ma con la stessa piattaforma

Le regole della prossima Coppa impongono ai team di utilizzare lo scafo già impiegato nella precedente edizione, una misura pensata per contenere i costi.

Per questo motivo Taihoro non è uno scafo completamente nuovo: il team neozelandese ha lavorato su una evoluzione della piattaforma esistente, intervenendo su zone specifiche consentite dal regolamento e su tutte le componenti non strettamente vincolate.

 


Le principali novità tecniche

1. Nuova configurazione del cockpit

La modifica più evidente riguarda la disposizione dell’equipaggio.

Completamente ripensato il layout della coperta alla luce del nuovo regolamento e alla diversa gestione dei sistemi di bordo, con postazioni completamente ridisegnate per migliorare visibilità e flussi aerodinamici.

Tra le novità più curiose compare anche una “guest racer pod”, una piccola postazione che permette a un ospite di navigare sulla barca durante alcune sessioni di allenamento.

2. Addio ai “cyclors”

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda il sistema energetico.

Nel ciclo precedente gli AC75 utilizzavano i cyclors, atleti che producevano energia idraulica pedalando. Con il nuovo protocollo questi sistemi sono stati eliminati e sostituiti da batterie standardizzate, utilizzate da tutti i team per alimentare i sistemi di controllo e i foil.

Questo ha richiesto una revisione completa della distribuzione degli spazi e dei ruoli a bordo.

3. Modifiche strutturali allo scafo

Anche se la forma dello scafo deve restare la stessa, il regolamento consente interventi limitati.

Il peso è stato ottimizzato ricostruendo piccole sezioni della struttura (circa 4 m²) con materiali diversi che aumentano anche la rigidità in alcunipunti critici.

Questo tipo di intervento è fondamentale per migliorare la risposta della barca alle enormi sollecitazioni generate dai foil.

4. Miglioramenti aerodinamici

La riduzione della resistenza aerodinamica è stata una parte importante del lavoro, con modifiche pensate per rendere il flusso d’aria più pulito attorno allo scafo e all’equipaggio. Sono solo piccoli dettagli che però, su barche capaci di superare i 50 nodi, possono fare una grande differenza.

5. Foil e appendici più raffinati

Anche le appendici sono state riviste.

Le carenature dei bracci dei foil appaiono più sottili e con volumi ridotti rispetto alla versione di Barcellona, segno di un lavoro mirato a migliorare l’efficienza idrodinamica e aerodinamica della barca.

In una classe dove lo scafo vola sull’acqua per gran parte della regata, proprio foil e sistemi di controllo rappresentano il principale terreno di sviluppo.

Un laboratorio galleggiante verso Napoli

Il ritorno in acqua di Taihoro segna l’inizio della fase più intensa della campagna neozelandese.

Il team avrà solo poche decine di giorni di navigazione consentiti dal regolamento prima del 2027, quindi ogni uscita sarà utilizzata come un vero e proprio laboratorio per raccogliere dati e perfezionare il progetto.

L’obiettivo è chiaro: arrivare alla America’s Cup 2027 con una versione ancora più evoluta della barca che ha dominato l’ultima edizione e tentare uno storico quarto successo consecutivo per il team neozelandese.

 

Cinque dettagli da osservare sul nuovo AC75 dei kiwi

Quando una nuova barca della America’s Cup viene varata, progettisti e appassionati analizzano ogni dettaglio delle prime fotografie. Anche nel caso del nuovo AC75 di Emirates Team New Zealand, alcuni particolari rivelano già la direzione dello sviluppo.

1. Il nuovo layout del cockpit

Uno dei cambiamenti più evidenti è la disposizione dell’equipaggio.
La coperta appare più pulita e compatta, con postazioni ridisegnate per migliorare l’aerodinamica e la visibilità del timoniere e dei trimmer.

2. Le carenature aerodinamiche

Le superfici attorno alle postazioni dell’equipaggio sono state ulteriormente carenate.
Questi elementi servono a ridurre la resistenza dell’aria, un fattore sempre più determinante su barche che navigano stabilmente oltre i 45-50 nodi.

3. I bracci dei foil

Le carenature dei bracci che sostengono i foil sembrano più sottili e con volumi ridotti.
Questo tipo di modifica mira a diminuire il drag aerodinamico e migliorare l’efficienza complessiva quando la barca è in foiling.

4. L’assenza dei cyclors

Rispetto alla precedente Coppa, non ci sono più gli atleti che pedalano per produrre energia idraulica.
Il nuovo regolamento introduce sistemi energetici standardizzati, con batterie che alimentano i sistemi di controllo delle appendici.

5. Le piccole modifiche allo scafo

Lo scafo di Taihoro (AC75 yacht) è lo stesso utilizzato nell’ultima edizione della Coppa, ma alcune piccole sezioni sono state ricostruite per migliorare peso e rigidità strutturale.

 

 


15/03/2026 17:02:00 © riproduzione riservata






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