"Stretti al vento - Storie di navigazioni in solitario", diretto da Daniele Guarnera e Francesco Del Grosso, prodotto da Audio Foto System, continua il suo viaggio nel circuito festivaliero. Domani, 4 giugno, sarà proiettato ad Ostia alle 20:45 al Multiplex Cineland in via dei Romagnoli nell'ambito dell'Ostia Film Fest nella sezione "Derive". Tra i velisti protagonisti del film sarà in sala Matteo Miceli, detentore del record di traversata atlantica su un multiscafo non abitabile di soli 6 metri, Biondina Nera. "Stretti al vento - Storie di navigazioni in solitario" non è un documentario sulla vela, né tanto meno sulle tecniche di navigazione, ma una raccolta di testimonianze dirette sulla solitudine da parte di coloro che hanno voluto sfidare l'Oceano e soprattutto se stessi.
Il film si pone come obiettivo principale quello di mostrare ai suoi fruitori, persone comuni e non esclusivamente addetti ai lavori, la vita marinaresca in solitario ripresa in tutte le sue sfaccettature, dalle regate agonistiche al cosiddetto vagabonding, cercando di esaltare al massimo le scelte e la forza dei soggetti intervistati. Giorni e notti intere trascorse al timone, razionando cibo, acqua, energie e sonno, per portare a termine un'attraversata, magari intorno al mondo fino a toccare il tanto desiderato grande Sud, ossia Capo Horn.
Il documentario cerca di affrontare principalmente tutti gli aspetti della navigazione effettuata in solitario, ma solo come punto di partenza per un discorso più vasto e metaforico, il "viaggio" nell'accezione più nobile e filosofica del termine: viaggio come libertà, come contatto universale Uomo-Natura, come sfida interiore, come forma di ribellione nei confronti della società.
Piccole-grandi odissee umane raccontate dai più importanti velisti in solitario italiani, protagonisti della scena marittima nazionale ed internazionale, con età, idee e fini di navigazione differenti: da Giovanni Soldini a Vittorio Malingri, passando per Pasquale De Gregorio, Silvio Dell'Accio, Ettore Dottori, Andrea Gancia, Franco Manzoli, Matteo Miceli, Andrea Pendibene e Piero Pieroni, per chiudere con Simone Bianchetti, al quale il film rende un sincero e dovuto omaggio attraverso immagini, testimonianze e ricordi di colleghi e della moglie Inbar Meytsar. Personalità eclettiche, fuori da qualsiasi schema, che attraverso i propri racconti rievocano sensazioni, gioie, dolori, avventure e disavventure in alto mare a bordo delle loro imbarcazioni, in una lotta continua con se stessi e contro ciò che li circonda, l'Oceano infinito, potendo contare solo sulle proprie forze e sulla clemenza della natura.
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