Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova ha aperto ufficialmente i battenti con una giornata inaugurale dal forte carattere istituzionale e con un messaggio preciso: la nautica italiana vuole continuare a crescere sui mercati internazionali, ma per farlo ha bisogno di condizioni più favorevoli alla competitività delle imprese. Dopo l’Alzabandiera curato dal Corpo delle Capitanerie di Porto e il defilamento di Nave Margottini della Marina Militare, il taglio del nastro è stato affidato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla sua seconda visita ufficiale al Salone dopo quella del 2023.
L'edizione 2026 conferma le dimensioni internazionali della manifestazione: oltre 1.000 imbarcazioni, 215 novità, espositori e operatori da 45 Paesi e un layout in acqua cresciuto del 4%. Numeri che per Confindustria Nautica rappresentano non soltanto la fotografia di un mercato, ma la conferma del ruolo del Salone come vetrina mondiale dell’industria italiana.
A sottolinearlo è stato il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, che ha definito il Salone una finestra attraverso la quale l’Italia si presenta al mondo e, allo stesso tempo, il mondo guarda alla nautica italiana. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis hanno invece insistito sul rapporto tra la manifestazione e il territorio, con l’obiettivo di estendere l’energia del Salone alla città attraverso il Fuori Salone e le nuove iniziative aperte al pubblico.
Il cuore della giornata è stato però il confronto “Industria, Innovazione, Istituzioni: le rotte comuni della nautica”, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e Piero Formenti. Sul tavolo la competitività dell’intera filiera, dalla grande cantieristica alla piccola nautica, passando per componentistica, energia, innovazione, fiscalità e semplificazione normativa.
Il tema della competitività europea è emerso con particolare forza. Orsini ha richiamato la necessità di creare condizioni che permettano alle imprese del continente di competere con sistemi industriali sottoposti a regole differenti, indicando nell’energia e negli investimenti alcuni dei nodi principali. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, rappresenterà una delle grandi trasformazioni della nuova rivoluzione industriale, con una particolare attenzione da dedicare alle piccole imprese.
Dal mondo della nautica è arrivata invece la richiesta di interventi concreti per sostenere soprattutto la fascia più piccola del comparto, che attraversa una fase di attesa legata anche all’incertezza geopolitica. Leasing nautico, Iva turistica e regolamentazione sono tra i temi indicati da Confindustria Nautica come prioritari per rafforzare la posizione delle aziende italiane nei confronti dei concorrenti europei.
La dimensione internazionale resta comunque uno dei punti di forza dell’industria italiana. Secondo i dati presentati nel corso della cerimonia, il settore nautico italiano genera oltre 10 miliardi di euro di giro d’affari annuo; ICE-Agenzia ha inoltre raddoppiato il numero di buyer esteri e giornalisti invitati al Salone, arrivando a 185 presenze.
Non è mancato infine il momento dedicato alla memoria di Carlo Borlenghi, il fotografo recentemente scomparso, ricordato durante la cerimonia attraverso un video realizzato con alcune delle immagini che hanno raccontato per decenni la vela e la nautica internazionale. La giornata si è conclusa anche con l’emissione del francobollo della serie “Le Eccellenze del Sistema produttivo e del Made in Italy” dedicato proprio al Salone Nautico.
Genova apre così i sei giorni della manifestazione con una doppia sfida: consolidare il ruolo del Salone come grande appuntamento internazionale e, nello stesso tempo, creare le condizioni perché la nautica italiana possa mantenere la propria posizione sui mercati mondiali. Una sfida che passa dalle grandi barche esposte in banchina, ma anche – e soprattutto – dalle scelte industriali e istituzionali che accompagneranno il settore nei prossimi anni.
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