Più di 160 controlli, 7 notizie di reato, 9 sequestri amministrativi, per un importo totale di sanzioni di oltre 39mila euro. È il bilancio della campagna di controlli in tutta Italia sul commercio delle anguille tutelate dalla Convenzione Internazionale di Washington per la salvaguardia delle specie animali e vegetali a rischio d’estinzione. Le violazioni accertate hanno riguardato il rispetto, oltre che della normativa sul commercio di specie minacciate, anche dell’etichettatura dei prodotti, della tracciabilità e della salubrità della loro conservazione.
I controlli sono scattati a seguito dell’invito della Commissione europea, rivolto a tutti gli Stati membri, ad effettuare le indagini necessarie per assicurare la legalità della filiera commerciale dell’Anguilla europea, inclusa nel 2009 nell’appendice II della Convenzione di Washington.
Le attività di controllo sono state condotte dal Corpo forestale dello Stato congiuntamente al Corpo delle Capitanerie di Porto e hanno previsto anche l’attivazione di verifiche a livello doganale, realizzate con l’Agenzia delle Dogane, al fine di assicurare il rispetto del blocco dell’import-export di Anguilla europea, deciso dalla Commissione europea.
È stata verificata la sostanziale legalità della filiera commerciale che è risultata alimentata da anguille provenienti, oltre che dalle regioni italiane munite di apposito piano di gestione, dalla Grecia, dall’Olanda e dalla Francia.
Numerosi sono i fattori che, negli ultimi 30 anni, hanno determinato il forte declino delle popolazioni selvatiche dell’anguilla, tra cui la pesca per il fiorente commercio locale ed internazionale della specie minacciata in tutti gli stadi della sua particolare esistenza. Tutte le specie di anguilla hanno un ciclo vitale catadromo, trascorrono tutta la loro vita nelle acque dolci dei fiumi, dei laghi o degli estuari, per poi ritornare verso l’oceano dove avviene la riproduzione.
I controlli hanno interessato tutte le regioni italiane e sono stati finalizzati ad accertare che il prodotto venduto fosse stato pescato in conformità al regolamento comunitario sulla ricostituzione degli stock d’Anguilla europea che prevede l’attuazione di appositi piani di gestione e l’adozione di diverse misure, tra le quali la riduzione del 50 per cento delle catture, il ripopolamento degli habitat con il 60 per cento delle anguille pescate in età giovanile (ceche) e l’uso di accorgimenti per facilitare il passaggio dei pesci attraverso gli ostacoli posti lungo i corsi d’acqua.
Le attività di controllo si estenderanno nei prossimi giorni alle attività di pesca che, ovviamente, non saranno consentite nelle regioni italiane che non hanno presentato piani di gestione conformi ai sensi della regolamentazione europea.
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