martedí, 25 agosto 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

52 super series    regate    vela paralimpica    j24    palermo-montecarlo    sailgp    america's cup    turismo    star    the ocean race    les voiles de saint-tropez   

PESCA

Moscioli in pericolo: Slow Food decide il fermo pesca

moscioli in pericolo slow food decide il fermo pesca
redazione

La presenza di moscioli in questi mari è testimoniata già dall’inizio del Novecento. Un mollusco identitario persino i tifosi della squadra di calcio, quando vanno in trasferta, cantano ‘C’avemo i moscioli’». Presidi Slow Food decidono fermo pesca. Drammatica anche la pesca nell’area protetta di Torre Guaceto. I piatti tipici in cucina

------------------

Ci sono le cozze poi ci sono – ad Ancona – i Moscioli selvatici, ovvero mitili (Mytilus galloprovincialis), “selvaggi” che sprigionano un intenso profumo e sapore di alghe e di mare, e che nella cucina locale sono veramente memorabili aperti su una lastra posata sul fuoco, senza alcun condimento, oppure alla marinara, aperti in pentola con aglio, prezzemolo, olio e pepe. Ma sono eccellenti anche come sugo nei primi piatti, oppure alla tarantina, o ancora ripieni con carne macinata e parmigiano, se non arrosto. Perché selvatici? Perché queste cozze si riproducono naturalmente e vivono attaccate agli scogli sommersi della costa del Conero.

Un piatti identitario della cucina di mare anconetana rischia di scomparire

La presenza di moscioli in questi mari è testimoniata in maniera precisa già dall’inizio del Novecento; la pesca, però, era molto limitata e le colonie di molluschi erano concentrate sullo scoglio del Trave e su pochi altri scogli e secche tra Pietralacroce e Sirolo. Fino al secondo dopoguerra la pesca era effettuata con barche a remi, le batane, e rappresentava un’integrazione al reddito per i contadini delle frazioni di Poggio, Varano, Massignano e Pietralacroce e del Comune di Sirolo, e per le maestranze del porto di Ancona.

L’attrezzo che serviva per strappare i moscioli dagli scogli, simile a un forcone, non era particolarmente dannoso: più dannosa fu, col passare del tempo, l’adozione della “moscioliniera”, una lunga pertica con in fondo dei denti di ferro ricurvi con la quale si raschiano gli scogli dalla barca. In questo modo venivano strappati sia i moscioli grandi sia quelli piccolissimi: paradossalmente però tale tipo di pesca ha contribuito alla proliferazione dei moscioli in quasi tutti gli altri scogli sommersi del Conero. Infatti, alcuni dei moscioli più piccoli, ributtati in mare, riuscivano a sopravvivere e a colonizzare nuove zone.

I presidi Slow Food ritardano di un mese la pesca dopo aver anticipato di due mesi la chiusura della stagione 2023

Tradizionalmente il periodo di pesca del mosciolo va da metà maggio a metà ottobre. Ma ahimè ora rischiamo di dover dire addio a questa prelibatezza identitaria di un territorio marino e di una tradizione culinaria centenaria.

La pesca illegale e gli effetti di siccità e riscaldamento del mare hanno infatti messo in crisi i Presìdi Slow Food del mosciolo selvatico di Portonovo. Così, responsabilmente per salvare questa preziosa risorsa di biodiversità i presidi hanno deciso quest’anno di rinviare di un mese la raccolta dei molluschi e se questo non basterà si profila addirittura un fermo pesca di un anno.

«Il mosciolo per Ancona, racconta Roberto Rubegni, responsabile Slow Food del Presidio del Mosciolo selvatico di Portonovo, non è soltanto un’economia importante e una tradizione in cucina: è una questione identitaria. Non c’è anconetano che non si sia immerso almeno una volta nella vita a pescare il mosciolo selvatico… E persino i tifosi della squadra di calcio, quando vanno in trasferta, cantando ricordano a tutti che noi ‘C’avemo i moscioli’».

«Da due anni i pescatori denunciano la presenza di pochi moscioli – prosegue Rubegni –. Nel 2022 hanno chiuso la stagione a fine agosto, anziché a fine ottobre come previsto dal disciplinare, e la scorsa estate ancora prima. L’hanno fatto per cercare di salvare la stagione successiva, cioè quella che si sarebbe dovuta aprire il 15 maggio». Ma la misura adottata non è stata sufficiente: i molluschi sono pochi anche quest’anno, e così le due principali cooperative di pescatori attive nella zona (tra cui le tre barche di chi aderisce al Presidio Slow Food) hanno scelto di rinviare l’inizio della raccolta al 15 giugno. «Siamo preoccupati e per questo motivo già nei mesi scorsi, come Condotta Slow Food, abbiamo esortato il sindaco di Ancona ad aprire un tavolo, con partner scientifici come l’Università Politecnica delle Marche, l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, il Cnr e Arpa, per indagare le cause del declino della popolazione di moscioli. Ma oltre agli aspetti scientifici – conclude Rubegni – pesa la pesca illegale, ovvero chi si immerge nelle acque del promontorio, preleva decine di chili se non quintali di molluschi, e li rivende attraverso canali poco limpidi.

Anche a Torre Guaceto in Puglia i Presidi Slow Food hanno deciso un fermo pesca di un anno

«Il mosciolo per Ancona, racconta Roberto Rubegni, responsabile Slow Food del Presidio del Mosciolo selvatico di Portonovo, non è soltanto un’economia importante e una tradizione in cucina: è una questione identitaria. Non c’è anconetano che non si sia immerso almeno una volta nella vita a pescare il mosciolo selvatico… E persino i tifosi della squadra di calcio, quando vanno in trasferta, cantando ricordano a tutti che noi ‘C’avemo i moscioli’».

«Da due anni i pescatori denunciano la presenza di pochi moscioli – prosegue Rubegni –. Nel 2022 hanno chiuso la stagione a fine agosto, anziché a fine ottobre come previsto dal disciplinare, e la scorsa estate ancora prima. L’hanno fatto per cercare di salvare la stagione successiva, cioè quella che si sarebbe dovuta aprire il 15 maggio». Ma la misura adottata non è stata sufficiente: i molluschi sono pochi anche quest’anno, e così le due principali cooperative di pescatori attive nella zona (tra cui le tre barche di chi aderisce al Presidio Slow Food) hanno scelto di rinviare l’inizio della raccolta al 15 giugno. «Siamo preoccupati e per questo motivo già nei mesi scorsi, come Condotta Slow Food, abbiamo esortato il sindaco di Ancona ad aprire un tavolo, con partner scientifici come l’Università Politecnica delle Marche, l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, il Cnr e Arpa, per indagare le cause del declino della popolazione di moscioli. Ma oltre agli aspetti scientifici – conclude Rubegni – pesa la pesca illegale, ovvero chi si immerge nelle acque del promontorio, preleva decine di chili se non quintali di molluschi, e li rivende attraverso canali poco limpidi.

Anche a Torre Guaceto in Puglia i Presidi Slow Food hanno deciso un fermo pesca di un anno

Pesca illegale e effetti di siccità e riscaldamento delle acque hanno messo in crisi cinquecento chilometri più a sud i pescatori di Torre Guaceto che stanno vivendo la stessa drammatica situazione dei Presidi del Mosciolo: il mare, fino a pochi anni fa ricco di risorse, sta presentando il conto. Non ci sono più pesci né molluschi e così, per provare a salvare il loro mare e il loro lavoro, hanno deciso di fermarsi ma all’interno dell’area marina protetta pugliese la misura è stata molto più drastica lo stop durerà un intero anno.

Uno spettro dalle gravi conseguenze economiche per il settore della pesca si ripresenta a Torre Guaceto a distanza di quasi venti anni, quando la pesca venne sospesa per ben cinque: «Successe tra il 2000 e il 2005 – ricorda Marcello Longo, presidente di Slow Food Puglia –, periodo nel quale osservammo un incremento della popolazione ittica del 400%», un dato che si sarebbe poi attestato intorno al 250% con la ripresa dell’attività dei pescatori. Una pesca normata in maniera rigorosa: Torre Guaceto è un’area marina protetta, all’interno della quale possono operare soltanto un numero ristretto di barche autorizzate (sette, cioè quelle che aderiscono al Presidio Slow Food della piccola pesca di Torre Guaceto), un solo giorno alla settimana e soltanto nell’area più esterna. Eppure, la situazione è tornata critica. Il motivo lo ha messo nero su bianco il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, l’ente che gestisce l’area protetta: la pesca illegale. “I pescatori di frodo hanno danneggiato l’importante lavoro condotto dall’ente di gestione e dai pescatori professionali” si legge sul sito della Riserva. Così, studi scientifici alla mano, si è deciso di fermare l’attività per un anno, fino a maggio 2025.

Installato un servizio di videosorveglianza per combattere nell’area protetta i pescatori di frodo 

«Sono stati gli stessi pescatori del Presidio Slow Food, con un atto di responsabilità, a voler fermare la pesca» conclude Longo. Nel frattempo, per combattere la piaga della pesca di frodo, il Consorzio di gestione di Torre Guaceto ha installato un sistema di videosorveglianza che consentirà di allertare velocemente le forze dell’ordine nel caso in cui, nell’area protetta, dovessero entrare imbarcazioni non autorizzate. I pescatori artigianali, che per dodici mesi non potranno pescare, saranno invece coinvolti in un progetto (retribuito) di monitoraggio, per verificare l’efficacia del fermo pesca.

L’area protetta del brindisino non è soltanto un bacino di pesca da tutelare, ma anche un territorio interessante per la natura, la storia, l’architettura e la cultura, dove risuona la cultura pugliese dell’accoglienza. E per chi ha voglia di sperimentare il turismo lento, Torre Guaceto è uno degli itinerari di Slow Food Travel, dove incontrare comunità di cuochi, osti, guide esperte, contadini, pescatori, pastori, casari e artigiani che ogni giorno lavorano salvaguardando la biodiversità locale e offrendo ospitalità nelle botteghe, nei laboratori, nei campi e nei luoghi della loro vita quotidiana.


by First&Food 

https://www.firstonline.info/innalzamento-temperature-marine-dovremo-dire-addio-al-saporito-mosciolo-selvatico-di-portonovo/ 

di Rita Cavalli 

  

 


09/07/2024 12:07:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

A Lignano Dinner Show di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori

Martedì 8 settembre Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori porterà per la prima volta a Lignano il suo Dinner Show,trasformando la spiaggia accanto alla Terrazza a Mare in un grande salotto gastronomico a cielo aperto

Palermo-Montecarlo 2026, partita la 21ª edizione: 39 barche verso il Principato

Partenza spettacolare da Mondello con 10-15 nodi da Ovest. La flotta ha scelto la rotta verso Ovest, ma la prima notte potrebbe già essere decisiva. Prime barche attese a Montecarlo giovedì 20 agosto

Palermo-Montecarlo, prime 24 ore: Black Jack 100 detta il ritmo, Arkas Blue Moon sogna il colpaccio

Al comando in tempo reale c'è il maxi Black Jack 100. Il grande 100 piedi ha coperto 202 miglia nelle prime 24 ore e nel tardo pomeriggio di martedì 19 agosto è arrivato al passaggio della boa di Porto Cervo

Palermo-Montecarlo: après Black Jack ...le déluge!

Vince (come sempre) Black Jack in tempo reale ma la novità è che dalle 5:00 alle 13:00 di domani venerdì 21 agosto la regata verrà sospesa e le barche dovranno trovare un riparo per il passaggio di una forte perturbazione

Tre azzurri al Mondiale Juniores Formula Kite

Julio e Luis Houze e Maddalena Spanu al via in Turchia dal 17 al 23 agosto per il Campionato del Mondo Youth della classe olimpica del kiteboarding

I Dragoni tornano a Cowes: 49 barche per l'Edinburgh Cup

Il Solent torna a essere il teatro della grande vela dei Dragoni. Da oggi al 21 agosto, 49 equipaggi di 11 nazioni si sfidano per l'Edinburgh Cup e per l'UK Dragon Grand Prix, in una delle edizioni più importanti degli ultimi trent'anni

Les Voiles de Saint-Tropez 2026, una flotta da record tra Maxi, J Class e grandi classiche

I numeri annunciati dalla Société Nautique de Saint-Tropez promettono una settimana di vela di altissimo livello: oltre 260 imbarcazioni, quasi 50 Maxi e tre J Class

Elba d’autunno: cosa fare quando si scende dalla barca

Il filo conduttore degli appuntamenti di settembre e ottobre è proprio questo: l'Elba non finisce sulla linea di costa. Anzi, quando il ritmo estivo rallenta, diventa più facile entrare nel suo paesaggio e nelle sue storie

Chi naviga alle Eolie non perda "Insolito Marsala"

Ormeggiare la barca e godersi l'isola, dal 30 settembre al 4 ottobre, con 5 giornate dedicate al vino e all’ospitalità che diventano, un invito a conoscere la Sicilia occidentale con occhi diversi

The Ocean Race Atlantic premia l'impegno per l'oceano

Il "Racing For The Ocean Teams Challenge" si amplia e introduce nuovi premi dedicati all'impatto sull'oceano

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci