Vela, Record Dakar-Guadalupa - Era dal 2007 che Matteo Miceli aveva in testa due nomi, quelli di Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin, i due velisti francesi che erano riusciti a battere il record di traversata atlantica in doppio su un catamarano da 20’ sulla tratta Dakar-Guadalupa.
I due velisti transalpini avevano infatti coperto la distanza di circa 2.700 miglia, che separa le coste africane dall’isola caraibica, in soli 11 giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi.
50 ore in meno del precedente primato detenuto da Matteo Miceli e Andrea Gancia su Biondina Nera.
“Ho deciso di provare a riprendermi quel record”, ha comunicato oggi Matteo Miceli (Yacht Club Favignana)nel corso della conferenza stampa per la presentazione della 100 Vele di Ostia alla quale Matteo parteciperà domenica con il 35’ Whisky Echo.
“Ho ancora il record in solitario in questa traversata atlantica – ha proseguito - con un tempo di 14 giorni e 17 ore, imbattuto dal 2007. In doppio, con Andrea Gancia, avevamo registrato un record ufficializzato dal W.S.S.C.R. (World Sailing Speed Record Council), di 13 giorni, 13 ore, 58 minuti e 27 secondi. E’ evidente che proprio in doppio c’è ancora un ampio margine di miglioramento. Se io e Andrea avessimo avuto lo stesso meteo che ho trovato nel mio tentativo in solitario, i francesi non ci avrebbero mai battuto”.
Compagno d’avventura in questa nuova impresa sarà Tullio Picciolini (Lega Navale di Ostia) , velista di lungo corso che viene considerato tra i maggiori esperti italiani nella vela con piccoli catamarani: “E’ un’impresa che mi affascina e l’abbiamo decisa in cinque minuti, anche se sono consapevole che sarà fisicamente molto dura. D’altronde se questi record durano così tanto tempo un motivo dovrà pur esserci. I francesi hanno fatto un tempone, ma con un po’ di fortuna speriamo di portare a buon fine questo tentativo. Ci vorrà tanta programmazione, tanto allenamento ed anche il buon Eolo ci dia una generosa mano”.
“Trovare la finestra meteo ideale alla partenza da Dakar tra dicembre e gennaio sarà fondamentale – conclude Miceli – soprattutto per allontanarsi velocemente dall’Africa e trovare gli alisei. Della fatica fisica non mi preoccupo. Dopo averla fatta da solo so che in compagnia è tutto molto più gestibile, anche se la mancanza di un riparo rende quasi impossibile riposare”.
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