L’unione fa la forza. Cosi devono avere pensato alla Mariotti Spa e alla San Giorgio del Porto Spa di Genova, leader l’uno nel segmento della costruzione di navi da crociera superlusso e l’altro riconosciuto player mondiale nella riparazione e refitting navale.
Cantieri storici, accomunati dallo stesso anno di nascita, l’ormai lontano 1928, vicini di casa nell’area delle riparazioni navali del porto di Genova, dal 21 aprile non più competitors, ma soci di una holding: la Genova Industrie Navali srl.
L’azionariato della holding nuova di zecca è composta da 24,75 % della holding alla famiglia Garrè, vale a dire San Giorgio del Porto e 75,27 % a Bisagno Zanetti, Cantieri Mariotti. Nata nel 1928 come officina di riparazioni navali, i Cantieri Mariotti si sono affermati nella costruzione di navi da crociera superlusso e dal 2006 anche di mega yachts di grande taglia fino a 80 metri in joint venture con AMY, Admiral Mariotti Yachts insieme a Cantieri di Lavagna.
Il primo Admiral 54 sarà consegnato nell’estate 2008. Per la costruzione degli scafi delle navi Mariotti, a causa della cronica penuria di spazi nel porto genovese dove fino ad ora sembrano prediligere le passeggiate sul waterfront piuttosto che la produttività, fa riferimento alla sua sede in provincia di Udine, in società con Cimolai. L’unione, anche qui ha dato luogo a una nuova società CI.MAR , con un’area, qui gli spazi non mancano, di 50 mila metri quadri.
T. Mariotti costruisce le navi del gruppo Carnival, Seabourne di 198 metri, e ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti per l’alto standard di comfort, stile e sicurezza. Tre navi Seabourn sono previste in consegna, una all’anno, per i prossimi tre anni.
San Giorgio del Porto, amministratore delegato Ferdinando Garrè, rappresentante dei riparatori navali in Confindustria, è un punto di riferimento a livello mondiale nel settore delle riparazioni e riconversioni delle navi mercantili. Con un volume di affari di 50 milioni di euro, 160 dipendenti e un indotto di 400 persone, 33 mila metri quadri di superficie, porta a termine circa cento interventi di riconversione all’anno. Attualmente ha in programma l’upgrading di una nave da crociera di grandi dimensioni e importanti commesse di riparazione.
Genova Industrie Navali, pur mantenendo l’autonomia delle aziende, si propone come obiettivi l’incremento del mercato e di conseguenza dell’occupazione. Certamente, come ha avuto occasione di sottolineare Ferdinando Garrè, senza le infrastrutture necessarie e il sesto bacino per accogliere a Genova le grandi navi, il settore può perdere la sua leadership.
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