Le regate veliche delle Paralimpiadi di Rio de Janeiro si avviano verso l’epilogo, con la disputa ieri della quinta e penultima giornata di regate, di scena sempre nelle acque della Baia di Guanabara. Una giornata molto importante, che ha assegnato le prime medaglie in due delle tre classi del programma, grazie alle performance di due equipaggi australiani, Daniel Fitzgibbon e Liesl Tesch nello Skud 18 e Colin Harrison, Russell Boaden e Jonathan Harris nel Sonar.
In entrambi i casi, la conquista matematica della medaglia d’oro è arrivata dopo un’altra ottima giornata che li ha visti primeggiare nettamente: nello Skud 18, Fitzgibbon-Tesch hanno ottenuto altre due vittorie e alla vigilia dell’ultima prova in programma domani, hanno portato a 21 i punti di vantaggio sul secondo, agguantando un oro più che meritato. Stesso discorso per il Sonar, con Harrison-Boaden-Harris che hanno ottenuto un 2-1 che gli ha permesso di chiudere la giornata con un ampio margine sugli altri e di vincere quindi matematicamente il titolo olimpico.
Buona comunque la giornata ieri per gli azzurri, la migliore della serie sia per Marco Gualandris e Marta Zanetti, che per Gianluca Raggi, Fabrizio Solazzo e Gian Bachisio Pira. Gualandris-Zanetti, nello Skud 18, hanno ottenuto due terzi posti e sono ancora sesti nella classifica generale, purtroppo matematicamente fuori dal podio, mentre Raggi-Solazzo-Pira grazie a un 9-6 hanno proseguito nella loro rimonta e hanno agguantato il 12mo posto della classifica dei Sonar. Nel Singolo 2.4 mR, infine, Antonio Squizzato ieri ha ottenuto un 6-10 e continua ad essere settimo nella graduatoria generale che ha nell’inglese Helena Lucas la leader, seguita a un punto dal francese Damien Seguin e a dieci dall’australiano Matthew Bugg, ieri in giornata decisamente negativa.
Oggi, giornata finale delle Paralimpiadi di Rio 2016, il programma prevede l’ultima prova per tutte le classi, con inizio delle regate per le ore 12 (le 17 in Italia), su un campo che sarà allestito vicino alla Spiaggia di Flamenco.
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In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
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