Alain Delord, velista francese di 64 anni, aveva deciso di correre un suo personale Vendée Globe e aveva lasciato la Francia ad ottobre, con un po’ di anticipo sui suoi colleghi professionisti, a bordo di un 11 metri che aveva acquistato usato, un A35 battezzato Tchouk Tchouk Nougat, reduce dalla Transquadra.
Ma le cose non sono andate bene fino in fondo. Dopo Capo Leeuwin Alain ha perso l’albero durante una tempesta a 400 miglia dalla terra più vicina, il sud della Tasmania. Sono scattati i soccorsi della Marina Militare Australiana e un paio di aerei si sono levati in volo per localizzarlo. Una volta acquisita la sua posizione, sul posto è stata dirottata l’unica nave presente nel raggio di 100 miglia, la Orion, 103 metri di lunghezza e 75 uomini di equipaggio, impegnata nel trasporto di turisti in Antartide.
Delord era partito da Crouesty, nel sud della Bretagna, quindici giorni prima del Vendée Globe. Oggi, per lui, sarebbe stato l’85mo giorno di navigazione alla ricerca del suo personale sogno su una barca di serie che, seppur rinforzata e con un albero maggiorato, si è dimostrata inadatta ad affrontare le insidie del Pacifico.
Delord è uno dei tanti velisti che, senza squilli di tromba né grandi proclami, partono ogni anno alla conquista del loro sogno con mezzi modesti e a bordo di barche di serie. Tanti arrivano, sempre in silenzio, alcuni naufragano e fanno rumore.
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