Il mondo della vela d’altura è in lutto per la scomparsa di Charlie Dalin, vincitore del Vendée Globe 2024-2025, morto all’età di 42 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore gastrointestinale. La notizia è stata annunciata dalla famiglia e dall’organizzazione del Vendée Globe, suscitando profonda commozione nell’intera comunità velica internazionale.
Dalin lascia un’eredità sportiva straordinaria. Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia della regata in solitario senza scalo e senza assistenza, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione. Una prestazione che lo aveva consacrato tra i più grandi navigatori della sua generazione.
La sua vittoria assume oggi un significato ancora più profondo. Solo dopo il successo, infatti, Dalin aveva reso pubblico di aver affrontato il Vendée Globe mentre era in cura per una rara forma di tumore, diagnosticata nel 2023. Aveva scelto di continuare a inseguire il proprio sogno, affrontando una delle prove sportive più dure al mondo con una determinazione che ha impressionato non solo gli appassionati di vela, ma l'opinione pubblica internazionale.
In oltre vent'anni di carriera, il navigatore francese aveva costruito un palmarès di altissimo livello, conquistando successi nelle principali regate oceaniche, tra cui la Transat Jacques Vabre e il campionato mondiale IMOCA, prima della definitiva consacrazione nel Vendée Globe.
Con la sua scomparsa, la vela perde un campione di eccezionale talento, ma anche un uomo che ha saputo affrontare il mare e la malattia con lo stesso coraggio e la stessa lucidità. Il suo record e il suo esempio resteranno una fonte di ispirazione per le future generazioni di navigatori, ricordando che la forza di un velista non si misura soltanto nelle miglia percorse, ma anche nella capacità di affrontare le sfide più difficili senza rinunciare ai propri sogni.
Secondo assoluto il 45er tedesco 6Q di Peter Koenig, terzo Pirillina di Stefano Fasoli. QFX di Thomas Jundt conquista entrambe le Line Honour
La flotta è ora impegnata sulle 3.000 miglia verso Lorient, con l’obiettivo di sfruttare una depressione in movimento verso est che potrebbe accompagnare i concorrenti per gran parte della traversata e garantire velocità molto elevate
Sarà un settembre di grande vela quello che attende lo Yacht Club Adriaco, con un calendario che accompagnerà Trieste fino ai primi giorni di ottobre, alternando regate internazionali, altura, vela sociale e barche d’epoca
Il 4 settembre si apre con la Regata Homerus e la Cento Junior e un’interessantissimo talk show con nomi di spicco del mondo della vela; sabato 5 il Trofeo Gargnano e domenica 6 il Trofeo Gorla
Oltre 100 imbarcazioni sono scese in acqua per il Trofeo Gargnano, prima prova del lungo weekend gardesano, in condizioni caratterizzate da caldo, vento leggero e continui cambi di direzione e pressione
La flotta della prima edizione di The Ocean Race Atlantic ha lasciato New York, salutando la Statua della Libertà prima di dirigersi verso la partenza ufficiale, prevista al largo per oggi, 2 settembre
Federico Pilloni conquista l'argento nella classe iQFOiL mentre Cesare Barabino il bronzo nell'ILCA 7
Dopo la prima notte di navigazione, la flotta di The Ocean Race Atlantic resta ancora estremamente compatta. A 24 ore dalla partenza, i sei IMOCA procedono verso est in una vera e propria gara di velocità e tattica
È stata un'altra giornata probante, sia dal punto di vista fisico che mentale, nel Nord Atlantico per i sei equipaggi impegnati da New York a Lorient, in Francia, nell'edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic
La vita a bordo delle sei imbarcazioni IMOCA impegnate in The Ocean Race è passata da difficile a durissima nelle ultime ventiquattr'ore