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Concluso il terzo soggiorno di The Owner’s Cabin

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redazione

L’artista franco-italiana Lulù Nuti è sbarcata nel porto di Rotterdam dopo oltre un mese di permanenza a bordo della nave dry cargo del Gruppo d’Amico, Cielo d'Italia, portando con successo a termine il terzo viaggio di The Owner's Cabin, progetto creato e supportato dal Gruppo con l’obiettivo di ospitare artisti a bordo delle sue navi per realizzare opere ispirate dalla navigazione.
L’artista ha iniziato il suo viaggio a Tubarao, Brasile, imbarcandosi sulla nave avendo soltanto una vaga idea del periodo di tempo che avrebbe trascorso a bordo, senza sapere quale sarebbe stato il suo punto di sbarco e con tutti i materiali che avrebbe potuto utilizzare durante la sua permanenza.
Il periodo a bordo della nave si è tradotto nella realizzazione di un progetto poliedrico, che include opere che rientrano nell’ambito della fotografia, della scultura e del video, intitolato “At The Border of Humanity”. Rimanendo fedele alla profonda convinzione che tutti i materiali racchiudono energie intrinseche che, quando imbrigliate, forniscono accesso a una più profonda e diretta comprensione dell’universo, Nuti ha utilizzato i suoi materiali come catalizzatori di interazione, incontri casuali e collaborazioni con l’ambiente circostante durante il viaggio. In questo modo, le opere risultanti fungono da indicatori fisici, registrazioni e tracce del tempo trascorso dall’artista a bordo, mentre si muoveva attraverso lo spazio per il globo.
Riguardo alla sua esperienza, Lulù Nuti commenta: “È impossibile “dire" cosa succede quando sali su una nave come la Cielo d’Italia. Scopri che anche il metallo può avere un’anima e una personalità, che viene cavalcata dal Capitano e dai suoi marinai. In questo mese è come se avessi visto il mare per la prima volta. Ho scoperto che, malgrado sia invisibile, il vento è materia, e ho tentato di rendere tangibile la sua forza in sculture di gesso. Il tempo sulla nave lievita e un mese diventa intenso come anni. Sulla natura potrei continuare a scrivere all’infinito, nonostante il poco tempo trascorso a bordo. Poi c’è il carico trasportato e il mercato diventa esperienza: noi trasportavamo minerale ferroso. Non guarderò mai più un pezzo di metallo senza pensare ai marinai con i polmoni gonfi di sale, agli ingegneri che sono il cuore della nave, agli ufficiali che trascrivono la rotta ogni giorno come fosse una messa solenne, alle attese nei porti aspettando di fare carburante e all’impossibilità di essere certi di dove e quando si arriverà. Dietro alla società dei consumi e ai suoi oggetti inanimati, che sembra così ovvia a noi “terriani” c’è un intero mondo vivo, pieno di risate, di lacrime, di canti e profondo misticismo”.
“È per noi un grande orgoglio essere giunti alla terza edizione del progetto The Owner’s Cabin, svoltosi interamente a bordo delle nostre navi”, commenta Paolo d’Amico, Presidente del Gruppo d’Amico. “Grazie all’impegno reciproco, gli artisti che si sono succeduti nel corso del tempo hanno interpretato e veicolato le straordinarie scoperte che si celano dietro la navigazione, il tempo, il viaggio, contribuendo a diffondere l’arte e la cultura marittima all’interno degli hub mondiali dello shipping. Ringraziamo in particolare gli equipaggi delle nostre navi che, ad ogni edizione della residenza, hanno accolto gli artisti con grande entusiasmo e curiosità, permettendo loro di lavorare a bordo in tutta sicurezza”.
Dopo lo sbarco, Nuti completerà le opere d’arte nel suo studio, una delle quali verrà generosamente donata alla d’Amico Collection, insieme a quelle realizzate da Benedetto Pietromarchi e Cynthia Daignault, i due precedenti artisti che hanno partecipato alla Residenza.


11/07/2017 18:49:00 © riproduzione riservata






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