Nuove navi oceaniche cariche di container potranno raggiungere Venezia dal FarEast, dal 2009. La ZIM, nota compagnia di navigazione israeliana, conta di riprendere le sue attività con il Porto di Venezia quanto prima. Sono queste le prime indicazioni dell’incontro tenutosi proprio in questi giorni presso l’Autorità Portuale di Venezia tra il Presidente Paolo Costa, Lea Bogath ed Elio Stefanini della ZIM Italia.
La ZIM conta una flotta di un centinaio di navi per una capacità totale di teu di circa 240.000 unità. L’azienda, operativa in 60 porti di scalo in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, America Centrale, Sud America, Africa e Asia, con sedi a Haifa (Israel), Norfolk, Virginia (USA), Amburgo, Hong Kong, in passato è stata tra i principali clienti del Porto di Venezia e fino al 2006 gestiva un servizio diretto settimanale per il Far East con navi da 2500/3000 teus con scalo anche a Trieste. Pur essendo il porto principale, i volumi di Venezia venivano limitati in funzione del massimo pescaggio consentito.
Il Presidente Costa, si dichiara soddisfatto di questo primo incontro: “il fatto che la ZIM abbia deciso di ri-orientare i suoi traffici di nuovo su Venezia ci da conferma che il porto di Venezia è competitivo anche insieme agli altri porti dell'Adriatico, in sinergia con Trieste e Capodistria. Le condizioni che la ZIM chiede sono quelle di continuare gli escavi verso i - 12 mt di pescaggio, e garantire l'accessibilità' nautica H24. Ho confermato alla ZIM che nel 2009 raggiungeremo i -11 m, e prevediamo i -12 metri nel 2011. APV inoltre intende garantire a ZIM la possibilità di accedere o uscire da e per il Porto 24 ore su 24, senza alcuna distinzione tra orario diurno e notturno, indispensabile per l'efficienza dello stesso Porto come richiesto dagli stessi armatori".
In attesa del verificarsi delle condizioni di cui sopra la ZIM comunque potenzia il servizio di feederaggio su Haifa con 1 nave alla settimana dalla capacità di 2000 teus. Il futuro servizio avrà vantaggi anche grazie all’inoltro immediato via ferrovia dei container oltre le Alpi.
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