In mare bisogna aspettare l’ultimo momento prima di dichiarare vittoria e questo è un atteggiamento ricorrente tra i marinai che non gioiscono mai prima che il traguardo non sia stato raggiunto. Tutti hanno in memoria stupide storie di incidenti che si verificano mentre la corsa sembra finita. Cautela e superstizione formano un cocktail immateriale che vede i potenziali vincitori restare assolutamente riservati mentre tutti tentano di incensarli anticipatamente. L'atteggiamento di Bernard Stamm nel contatto radio di questa mattina è stato tutto improntato a questa legittima scaramanzia. "Abbiamo avuto alcuni importanti problemi tecnici in questo giro del mondo. Abbiamo ancora un albero, una chiglia, i due timoni e nessun buco nello scafo, ma ci sono stati problemi molto fastidiosi come la rotaia dell'albero che si è strappata, nessuna informazione sul vento per mezzo giro del mondo, abbiamo perso una vela importante subito, ma potrei elencarne ancora qualcuno. Ancora adesso abbiamo dei problemi con i nostri ganci e le nostre drizze. Per mettere il genoa bisogna salire in testa d'albero, ed è una vela che è utile nel Mediterraneo. Non so se abbiamo trascorso una giornata senza problemi. Non abbiamo avuto problemi strutturali, e più o meno siamo riusciti ad andare aventi anche con questi problemi. Siamo stati fortunati a trovare zone di transizione con relativamente poco mare e anche nel Pacifico quando abbiamo riattaccato la rotaia dell’albero per poter tirar su di nuovo la randa. Non è stata certo una lunga passeggiata tranquilla”.
L’appuntamento con il traguardo di Barcellona è stimato per domani alle 14:00. Nel frattempo Bernard Stamm e Jen Le Cam, faranno una cosa sola: navigheranno come sanno fare senza perdere nemmeno per un secondo la loro concentrazione.
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