Esordio e ottavo posto per Alberto Bona: la prima regata - in solitario e in equipaggio insieme a Sam Manuard, progettista della barca, e a Nicolas Groleau il suo costruttore - è stata ricca di emozioni e ha rappresentato un importante momento per entrare in sintonia e conoscere al meglio il suo Class40 IBSA. Unico italiano al via alla 40’ Malouine Lamotte, Alberto ha ottenuto due quinti e un undicesimo posto nelle tre prove: una “lunga” di 24 ore e due costiere più brevi, nelle quali l’obiettivo era testare lo scafo, vederlo in azione contro gli avversari e assaporare nuovamente, dopo tanti mesi in cantiere, l’adrenalina della competizione.
“Abbiamo imparato molto - ha detto Alberto Bona - come sempre accade in questi test. Miglioreremo e miglioreremo ancora, ma l’elemento fondamentale riguarda la performance della barca: la velocità c’è. Nelle prove siamo sempre stati a contatto con le altre barche e questo è il fattore più importante”.
Ora il Class40 IBSA rientra a La Trinité-sur-Mer, base operativa di Alberto nei prossimi mesi, dove potrà continuare ad allenarsi, perfezionarsi e impegnarsi sui piccoli dettagli che in regata fanno grandi differenze.
Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025
"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”