Presentato oggi a Milano il 50° Salone Nautico Internazionale di Genova. La grande kermesse della nautica italiana ed internazionale inizierà il 2 ottobre e si protrarrà, come di consueto , fino alla domenica della settimana successiva, il 10 ottobre. I dati, aggiornati praticamente ad oggi, parlano di 1.400 espositori, di cui il 36% proveniente dall’estero e di 2.300 barche in esposizione, di cui 500 in acqua. Sarà che la nautica è in crisi, ma constatando il numero di novità assolute in esposizione al Salone – oltre 500 – non si direbbe.
Prudente comunque nel suo intervento il presidente di Ucina Albertoni:” Nel 2009 abbiamo vissuto una crisi economica che ha messo a dura prova la capacità di tenuta di molte delle nostre aziende. Oggi, nonostante si intraveda qualche segnale di lieve miglioramento, sappiamo che il cammino da percorrere sarà ancora lungo e che ci vorrà ancora del tempo per recuperare i livelli produttivi passati e intraprendere la via della crescita.”
Sul perché delle tante novità Albertoni ha un’idea, e tutti noi speriamo sia una giusta intuizione:” Siamo convinti che al momento della ripresa economica, la Nautica da Diporto sarà uno dei settori con maggiori margini di crescita. Le nostre aziende hanno sempre saputo anticipare le tendenze di mercato e stanno tuttora investendo per meglio cogliere i primi segnali di ripresa”.
Pesanti però i dati del 2009 vs 2008: una contrazione del 30,5% con una maggiore sofferenza dei comparti motori e componentistica , rispetto alla cantieristica.
Alla politica il presidente di Ucina non la manda certo a dire. Tante le promesse lo scorso anno, ma nessuna conseguenza pratica:”Lo scorso anno, all’Assemblea straordinaria della nautica convocata proprio in apertura del nostro Salone, abbiamo avuto tre ministri ai quali abbiamo presentato il “Piano generale per la nautica”, che avrebbe attratto 3 miliardi di euro di investimenti privati. Dopo 9 mesi, la riforma della legge 84/94 sui porti attende ancora il parere della Conferenza delle Regioni per proseguire il cammino parlamentare, mentre non abbiamo avuto alcuna risposta sulla linea di azione di Italia Navigando e la ridefinizione dei canoni demaniali è rimandata alla realizzazione del federalismo. La riforma delle aree marine protette è stata incardinata al Senato, ma muove troppo lentamente i primi passi dell’iter parlamentare”.
Passaggio delicato quello sugli aspetti fiscali del leasing nautico. Briatore e il suo Force Blue hanno tenuto banco anche qui mentre Albertoni parlava di:” drammatiche difficoltà per il nostro Paese sui mercati internazionali del noleggio dei grandi yacht”.
Sull’interpretazione delle norme esistenti, la Guardia di Finanza ha espresso il proprio parere proprio sulle pagine dell’ultimo numero di ItaliaVela e non si può dire che le posizioni della Confindustria Nautica collimino con quelle del nostro Ministro delle Finanze. La realtà, incontrovertibile, è che ad una nostra stretta corrisponde una fuga verso la più permissiva Francia. Ucina parla di 800 mln di euro di Iva introitati negli ultimi 5 anni dalle casse dello Stato e che finiranno di nuovo all’estero. Ma sulla legalità non dovrebbero esserci i “saldi” anche se non c’è quasi governo, dal dopoguerra ad oggi, che non abbia condonato qualcosa, in modo palese o nelle more di qualche “leggina”.
Dopo aver dato i “numeri” del Salone, che - nessuno ne dubita - avrà sicuramente anche quest’anno un grande successo, Albertoni ha posto nuovamente l’accento sulle cose da fare e che sono assolutamente condivisibili da qualsiasi frequentatore della Fiera genovese. Bellissimo in padiglione B, inaugurato in pompa magna lo scorso anno, ma il resto della Fiera, esclusa la parte a mare, è ancora da dimenticare. Cosa chiede Ucina? Che si ponga mano al rifacimento del (meraviglioso ndr) padiglione S, perché possa diventare definitivamente un riferimento mondiale per la piccola nautica; che il padiglione B venga completato con l’incorporazione del D; che si rifacciano completamente le entrate di Levante e di Ponente e che ci sia un centro congressi annesso al quartiere. Sottoscriviamo.
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