Ma che fine hanno fatto i piccoli 40 piedi della Portimao Global Ocean Race impegnati anch’essi nel giro del mondo come i colleghi “grandi” della Volvo Ocean Race? Vi avevamo promesso che vi avremmo dato notizie nonostante anche in questa regata non vi siano italiani. In questa classe in effetti la barca italiana l’avremmo, ed è il Telecom Italia di Giovanni Soldini, ma questa gara non rientra nel suo programma e quindi si è limitato ad una simbolica presenza alla partenza per dare il suo “In bocca al lupo” ai colleghi dei 40 piedi. Certo non è una classe da record quella dei 40 piedi, ma è una classe alla quale si sta guardando molto per il futuro, per la sua semplicità, le sue ottime performances e per la sua economicità che la rendono sicuramente una delle classi in prospettiva più interessanti nel prossimo futuro della vela oceanica. Ma veniamo alla gara. In testa si trova Beluga Racer di Boris Herrmann e del suo co-skipper Felix Oehme con 462 miglia di vantaggio su Desafio Cabo de Hornos dei cileni Felipe Cubillos e José Munoz e 466 miglia sugli inglesi di Mowgli, Jeremy Salvesen a Dave Thompson che stanno ingaggiando da un po’ di giorni un match rece in pieno Atlantico per contendersi la seconda posizione. Insieme ai due, anzi un pochino davanti, c’è il primo dei due 40 piedi che stanno regatando in solitario. Roaring Forty del belga Michel Kleinjans che sta tenendo una rotta un po’ più nordista. Beluga Racer si trova stasera a 1890 miglia da città del Capo, ma non volando come Ericsson 4 ci vorrà ancora almeno una settimana per arrivare a Città del Capo, primo traguardo di questo giro del mondo.
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale
Dopo il botta e risposta delle prime due giornate, questa volta è stato Django a prendersi la rivincita, conquistando la vittoria in IRC e il Line Honours sul percorso di 14 miglia con il tempo di 1h 26'22"
Il Rolex TP52 World Championship '26 ha ufficialmente preso il via nelle acque di Porto Cervo, dove una flotta da record di 15 TP52 provenienti da 11 nazioni si è ritrovata per uno degli appuntamenti più prestigiosi della vela agonistica internazionale
La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich, a bordo di 11th Hour Racing, ha concluso la Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne al quinto posto, dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi di navigazione
Solidarietà e territorio: lo Yacht Club Santo Stefano sostiene la Croce Rossa Costa d’Argento per il progetto "Giannutri SiCura"
Dopo quattro giorni di confronti nel Golfo di Saint-Tropez e nella Baia di Pampelonne, la flotta guarda alla partenza della storica offshore di 241 miglia verso Genova, il tratto di mare che da oltre settant'anni costruisce la leggenda della Giraglia
Dopo quasi otto giorni di navigazione in solitario, la skipper di 11th Hour Racing naviga a poco più di 250 miglia dall'arrivo, mantenendo la quinta posizione e affrontando un finale che potrebbe ancora riservare sorprese
Ventuno imbarcazioni partecipanti, un Sail Rally d’altura disputato con la formula della “multipartenza”, due regate costiere con venti dai quadranti settentrionali fino a 12 nodi di intensità