Ci si sveglia con alcuni cambiamenti nei piani alti della classifica della categoria Dinghy classici, a causa di una serie di OCS (partenza anticipata), che hanno toccato i protagonisti della seconda prova della Dinghy 12’ World Cup. La manifestazione internazionale, organizzata dalla Compagnia della Vela di Venezia con la collaborazione di Associazione Velica Lido, Circolo della Vela Mestre, Circolo Nautico Chioggia e Vento di Venezia, vede 103 partecipanti da undici nazioni schierati sulla linea di partenza e divisi nelle due categorie: classici (scafi in legno) e moderni (scafi in legno e vetroresina e solo vetroresina).
Terremoto ai vertici, si diceva. Giorgio Pizzarello, autore di un’eccezionale doppietta, si vede comminare una squalifica, così come l’olimpionico Nello Ottonello. La classifica provvisoria vede quindi al primo posto l’olandese Jeroen De Groot, forte di due secondi posti, seguito da Roberto Benedetti con un nono e un terzo e Filippo La Scala (10-4).
La seconda giornata sembra un film dalle mille scene. Si parte alle 13 con cielo uggioso e vento teso fino a 14 nodi e si conclude alle 15.30 con una seconda prova il cui percorso viene ridotto a causa del calo quasi totale di vento e l’uscita di un sole estivo.
Come da copione i 66 dinghy classici iscritti aprono le danze, seguiti dai moderni. Entrambe le partenze sono regolari con vento da circa 100°. Dalla sinistra del campo escono Uberto Capannoli e Francesco di Tarsia di Belmonte. Capannoli allunga e la regata sembra correre su un copione senza scossoni. Alla conclusione del primo bastone però la situazione cambia e fanno capolino Nello Ottonello e Paolo Alfonso Sada. Tra loro è un testa a testa con arrivo al fotofinish. Subito dietro la loro poppa Giorgio Pizzarello, che oggi sfoggia calzoni color vinaccia e camicia a quadretti glicine, guadagna dosi come sempre il premio eleganza.
Tra i moderni oggi è la giornata del lidense Marco Tapetto, che con il suo dinghy grigio antracite non sbaglia un colpo: due primi di giornata che lo ripagano di un risultato opaco d’apertura. Nella prima prova Tapetto precede il chioggiotto Fabrizio Brazzo e il monfalconese Marco Durli.
La fine della terza prova mette al sicuro la World Cup, che risulta appunto valida dopo tre prove messe nel carniere. La quarta pone già in campo il calcolo dello scarto, che stravolge non poco la classifica provvisoria.
La boa di bolina viene spostata lievemente a sinistra e il campo appare abbastanza equilibrato: emerge chi riesce a leggere meglio raffiche e buchi d’aria che si susseguono incessantemente. Tra i classici è quindi ancora una volta l’occasione giusta per Giorgio Pizzarello, che sfrutta al meglio l’errore di Jeroen De Groot – che tocca la prima boa di bolina ed è costretto ad auto penalizzarsi – per agguantare la prima posizione e non mollarla fino alla fine. Dietro di lui De Groot giungerà alla fine terzo, superato anche da Marcello Coppola.
Tra i moderni è lotta in “famiglia” tra i nostranissimi Marco Tapetto e Francesco Vidal. E’ il primo ad avere la meglio, mettendo tra sé e l’avversario Dante Dalla Torre.
Questa la classifica provvisoria dopo quattro prove.
Categoria classici: Giorgio Pizzarello (1-ocs-4-1); Jeroen De Groot (2-2-7-3); Roberto Benedetti (9-3-8-5) a pari merito con Uberto Capannoli (8-7-1-10).
Categoria moderni: Fabrizio Brazzo (2-1-2-13); Marco Durli (3-2-3-20); Riccardo Pallavidini (1-3-4-23).
Domani si decide la classifica definitiva, una volta assegnati i due titoli “mondiali” rispettivamente ai miglior dinghy classico e al miglior moderno, sabato sarà la volta di mettere in palio l’ambito Trofeo Cockshott – intitolato al progettista del dinghy 12’ – che vedrà correre insieme i 30 migliori dinghisti classici e altrettanti moderni in una Gold Fleet che sarà un’emozione per gli occhi.
Per stemperare la tensione accumulata in mare e godersi lo spettacolo offerto dalla laguna, questa sera a S. Giorgio dinner buffet & music offerti dalla Compagnia della Vela a tutti i partecipanti.
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