Dal momento del varo Baltic è sempre stato impiegato a Oslo come rimorchiatore portuale al servizio della Esso Petroli, con funzioni di traino e come unità ‘spingente’. Grazie all’imponente prua verticale veniva infatti adibito alla movimentazione di pontoni galleggianti, attività che ha svolto fino alla metà degli anni Ottanta. I due ballast da 40.000 litri in totale, posizionati a prua e a poppa, consentivano a Baltic di aumentare il proprio pescaggio, superiore a 3 metri, per acquisire un maggiore potere trainante. Successivamente l’unità venne venduta e trasferita per un paio d’anni nel sud dell’Inghilterra. Qui fu rilevata da un nuovo acquirente inglese che la trasferì in Mediterraneo con base nel porto francese di La Ciotat, dove rimase fino a metà degli anni Novanta. Seguì un lungo periodo di abbandono, finchè nel2011 una società la acquistò con lo scopo di trasformarla in unità da diporto. Nel 2014, una volta completato il progetto di recupero, sempre a La Ciotat venne avviato il processo di riconversione avvalendosi dei piani originali dell’imbarcazione ritrovati tra le dotazioni di bordo. Una sfida che la Sibma Navale di Mario Quaranta ha accettato e che si concluderà nel 2019.
Nell’area cantieristica del vecchio porto di La Ciotat una squadra composta da quattro carpentieri italiani ha cominciato a lavorare su Baltic. La prima e più importante operazione è consistita nel verificare gli spessori del fasciame, in lamiere saldate di acciaio dello spessore di 10 millimetri. L’intero scafo è stato ‘battuto’ in circa 3.500 punti avvalendosi di un sistema ad ultrasuoni che rilevava eventuali ammaloramenti. Le zone dove l’acciaio aveva subito le maggiori ossidazioni erano quelle relative al posizionamento dei ballast, dove si è proceduto alla sostituzione integrale delle ordinate e del relativo fasciame. Si calcola che siano sostituite circa 60 tonnellate di lamiere. Nel 2017, dopo circa tre anni di lavori, il rimorchiatore è stato rimotorizzato con due Man da 600 cavalli l’uno che trasmettono il moto a due eliche quadripala. Nel febbraio 2018 è partito da La Ciotat e dopo circa 110 miglia di navigazione ha raggiunto il porto di Imperia, dove nei pressi dell’area cantieristica sono stati avviati i lavori di posa dell’impiantistica e l’allestimento degli interni. L’interior design di Baltic è stato curato dall’architetto imperiese Sandro Oddone. La compartimentazione prevede due cabine con w.c. per l’equipaggio a poppa sul ponte inferiore adiacente alla cucina, dispensa, sala macchine, lavanderia e locale officina. Il ponte principale ospita il salone, tre cabine doppie per gli ospiti e una cabina quadrupla, tutte con bagno. La cabina armatoriale a tutto baglio è stata ricavata sul ponte superiore, illuminata da sei ampi oblò originali dell’epoca. La cabina del comandante è collocata a ridosso della plancia di comando, accanto al solarium. Tutti i cielini sono in ecopelle bianca, mentre l’insonorizzazione è stata ottenuta posando diverse centinaia di metri quadrati di pannelli termoacustici isolanti dello spessore di 5 centimetri. Per la realizzazione degli interni, il mobilio, la pavimentazione e i rivestimenti sono stati impiegati quasi 5 metri cubi di legno di teak. Stessa essenza anche per i corrimano esterni, ricavati da un tronco lungo 5 metri. Sui circa 235 metri quadrati di superficie calpestabile esterna sono state posate doghe filettate bianche di Esthec dello spessore di 10 millimetri, larghe ognuna 7,5 centimetri. Si tratta di un prodotto sintetico di brevetto olandese che ha tra le sue caratteristiche il vantaggio chenon scalda anche sotto il sole a 40°, è stagno, non necessita di manutenzione ed è lavorabile come il legno.
Tra le altre caratteristiche di Baltic l’installazione di due generatori Joandeer da 75 Kw l’uno, 2 dissalatori da 320 lt/ora, un bow thruster da 65 Kw, due ancore tipo ‘Hall’ con due linee di catena da 200 mt, 3 gruppi di stabilizzatori giroscopici, un sistema di depurazione gasolio Alfa-Laval, una gru a braccio da 1 tonnellata per i tender di bordo, 2 gommoni, 2 sistemi a pompa di calore per il condizionamento freddo/caldo, un sistema di inverter centralizzato che garantisce 8 ore di silenzio notturno con tutte le utenze funzionanti, doppio radar, telefonia, 2 GPS, bussola satellitare.
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