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VOLVO OCEAN RACE

VOR: PUMA attacca, Telefónica ripara

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redazione

VELA - Gli spagnoli di Team Telefónica hanno doppiato Capo Horn questa mattina alle ore 6.05 dopo 15 ore dai francesi di Groupama. Poche decine di minuti più tardi il team spagnolo ha annunciato alla direzione di regata la sospensione e ha fatto rotta verso Caleta Martial a ridosso di Herschel Island, nell’arcipelago cileno delle Isole Wollaston, nel parco nazionale di Capo Horn, dove lo attendeva lo shore team guidato dal direttore tecnico Horacio Carabelli, a bordo di un’imbarcazione. Secondo il regolamento della Volvo Ocean Race, una barca in caso di assistenza esterna deve fare una sosta di almeno 12 ore, prima di poter tornare in gara e quindi, se i lavori andranno veloci come previsto, gli spagnoli potrebbero rientrare dalle 18.27 del pomeriggio. Il capitano Pepe Ribes ha spiegato che nel corso degli ultimi sei giorni, l’equipaggio ha approntato un sistema di guardie di 12 ore per permettere a tutti i componenti del team di partecipare ai lavori di messa in sicurezza della parte danneggiata. Dopo essersi consultati con il costruttore e Carabelli, i velisti si sono preparati per una riparazione rapida, sperando di poter tornare a navigare già nel pomeriggio.

Intanto, in Atlantico, sul campo di regata si sono viste le prime opzioni tattiche della seconda parte della tappa. Dopo aver doppiato Capo Horn, infatti, Groupama ha deciso di passare al largo delle Isole degli Stati mentre gli americani di Puma hanno optato per il canale Le Maire fra isole e la Terra del Fuoco, tentando di recuperare strada sui francesi. Purtroppo la scelta non si è rivelata vincente e gli americani PUMA sono scesi da 15 a più di 50 miglia di distacco dai francesi. La situazione meteo della zona è però assai complessa e nel rilevamento delle ore 15 le cose sono cambiate ancora ed è stato Groupama a perdere terreno, i due team sono a meno di 30 miglia di distanza.

Lo skipper francese Franck Cammas ha spiegato che dopo il passaggio della punta meridionale del Sud America la situazione è cambiata completamente, con un vento molto instabile e con grandi possibilità di guadagnare o perdere nel giro di poche ore, tanto che la sua leadership non è affatto scontata, anzi il team si tiene sempre all’erta e controlla attentamente le mosse degli avversari. “Davanti la situazione è molto complicata, si tratta di un’area dove le previsioni non sono certe e il tempo cambia in fretta. E’ difficile pianificare.  Dovremo cercare di fare il meglio con quello che troviamo e evitare di guardare troppo in là. Nelle ultime ore siamo passati da trenta a sei nodi, non ho proprio idea di cosa succederà. Di certo la tappa si deciderà in questo ultimo tratto.”

Una previsione condivisa anche dal navigatore di PUMA Tom Addis. “Il nostro approccio a Capo Horn è stato molto buono, abbiamo guadagnato molto, salvo poi perdere di nuovo nello stretto. Ma davanti nulla è certo, ci saranno molte opportunità. Ci saranno dei momenti in cui saremo “parcheggiati” e ogni volta che succede, che il vento cambia o gira, ci sono opzioni da valutare e prendere.”

Mentre i primi tre team sono in Atlantico, alle loro spalle ancora in Pacifico, una delle due barche danneggiate CAMPER with Emirates Team New Zealand continua la sua marcia verso Puerto Montt, in Cile, ormai a meno di 900 miglia sulla sua prua, mentre l’altra Abu Dhabi sta valutando tutte le possibilità, dopo la riparazione in alto mare compiuta ieri. Secondo lo skipper Ian Walker il team ha tre opzioni. “La migliore sarebbe di riuscire a riparare ulteriormente e riuscire a continuare verso Capo Horn.” Ha detto il velista britannico. “La seconda forse è ritirarsi dalla tappa, passare dallo Stretto di Macellano, e arrivare a Itajaì il più in fretta possibile. La terza è raggiungere lo stesso porto dove si sta dirigendo CAMPER, fare tutti i lavori e poi rivalutare la situazione. Dobbiamo verificare come tiene la riparazione, come evolve il tempo e nel frattempo continuare a un buon ritmo, tenendoci come ora sulle 300 miglia al giorno verso il Cile.”

Quando si è entrati nel tredicesimo giorno di regata, i leader si trovano a poco meno di 1.650 miglia dal traguardo. Al rilevamento delle ore 15 (italiane) Groupama 4 ha un vantaggio di 29,4 miglia su PUMA. Telefónica ha, come si è detto, sospeso momentaneamente la navigazione e quindi non compare nel report, mentre CAMPERè a 1.411 miglia e Abu Dhabi a 1.737,4 miglia. Sia le barche che navigano ancora in Pacifico che quelle che sono già in Atlantico, navigano a velocità fra gli 11 e i 14 nodi di media.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (15 ora italiana) del 31 marzo 2012:

1. Groupama sailing team 1.648,9 miglia da Itajaí

2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +29,4

3. Team Telefónica, suspended racing

4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1.411

5. Abu Dhabi Ocean Racing, +1.737,4

6. Team Sanya, Ritirato dalla quinta tappa

 

 


31/03/2012 23:59:00 © riproduzione riservata






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