Prosegue la sfida di Francesca Clapcich nella Vendée Arctique, una delle regate oceaniche più impegnative del calendario internazionale. Dopo quasi cinque giorni di navigazione, la skipper di 11th Hour Racing ha superato il waypoint virtuale rappresentato dal Circolo Polare Artico, iniziando finalmente la rotta di rientro verso sud in direzione di Les Sables d’Olonne, dove è fissato il traguardo.
Attualmente Clapcich naviga a circa 70 miglia dalla costa orientale dell’Islanda e occupa la quinta posizione, con ancora oltre 1.200 miglia nautiche da percorrere. Il distacco dal leader, il britannico Sam Goodchild, è di circa 175 miglia, mentre il quarto posto dell’italiano Ambrogio Beccaria dista appena una ventina di miglia.
Il passaggio del Circolo Polare: una “boa” tutta particolare
Nel tradizionale messaggio inviato dalla barca, Francesca ha raccontato un momento insolito della regata: il raggiungimento della latitudine di 66 gradi Nord, che rappresentava il punto di svolta del percorso.
«Sono abituata alle boe virtuali, ma questa era diversa», ha spiegato. «Bisognava semplicemente raggiungere una determinata latitudine e poi poggiare verso sud. Per renderla più reale ho perfino disegnato una palma sul software di navigazione, così da avere una sorta di boa virtuale da doppiare».
Un episodio curioso che testimonia quanto la navigazione oceanica moderna sia sempre più legata alla tecnologia, ma anche alla capacità dei navigatori di gestire mentalmente situazioni fuori dall’ordinario.
La parte più difficile deve ancora arrivare
Se il superamento del Circolo Polare rappresenta un traguardo simbolico, la fase che attende la velista italiana si preannuncia estremamente complessa. Sulla rotta verso la Francia sono infatti previste due depressioni consecutive, oltre a vaste aree interdette alla navigazione per la tutela dei mammiferi marini.
La soluzione più probabile sembra essere il passaggio attraverso il Canale del Nord, tra Scozia e Irlanda del Nord, una zona particolarmente delicata per le forti correnti, il traffico commerciale e le restrizioni alla navigazione.
«L’idea non mi entusiasma», ammette Clapcich. «Ci sono correnti molto forti e pochissimo margine di errore. Inoltre potrei attraversarlo con la corrente contraria, creando un mare molto formato. Non è certamente il tratto che aspettavo con maggiore piacere».
Una regata ancora tutta da giocare
Nonostante il distacco dai primi della classifica, Francesca non rinuncia a inseguire un risultato importante. Secondo la skipper, in questa fase della competizione la differenza la fa soprattutto la velocità delle imbarcazioni e la capacità di mantenere il miglior assetto possibile.
Osservando gli avversari, Clapcich ha evidenziato l’ottimo passo del connazionale Ambrogio Beccaria, protagonista di una navigazione particolarmente efficace dopo il passaggio del Circolo Polare.
Ma la filosofia resta quella che accompagna ogni grande navigatore oceanico: non arrendersi mai prima della linea d’arrivo.
«Forse è ottimismo pensare di recuperare chi mi precede senza che commetta errori», conclude Francesca. «Ma per me una regata finisce soltanto quando taglio il traguardo. Fino a quel momento continuerò a spingere al massimo».
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