VELA - Sembrano essere passati relativamente indenni dalla zona delle calme equatoriali, i due leader provvisori della prima tappa della Volvo Ocean Race. PUMA con lo skipper americano Ken Read e Telefonica, con lo spagnolo Iker Martinez, hanno rallentato l’andatura ma non sono mai scesi sotto i dieci nodi di velocità, mentre gli inseguitori neozelandesi di CAMPER e i francesi di Groupama 4 hanno approfittato di buone brezze, e dell’effetto elastico creato dai Doldrums, per ridurre il distacco. Nelle prossime 36 ore i primi potrebbero passare l’isola di Fernando de Norohna per poi far rotta verso il traguardo di Città del Capo.
PUMA Ocean Racing aveva due buone ragioni per festeggiare questa mattina: il sorpasso ai danni dei rivali di Telefónica e il passaggio senza gravi problemi in meno di 24 ore della temibile zona delle calme equatoriali. L’equipaggio guidato dal veterano statunitense Ken Read, che è stato protagonista di un vero e proprio match-race oceanico di oltre 2.000 miglia con il team spagnolo dello skipper Iker Martínez ha potuto mantenere sempre buone velocità, mai inferiori ai 10 nodi, per oltrepassare praticamente indenne i Doldrums.
La minore velocità dei due leader ha concesso agli inseguitori di CAMPER with Emirates Team New Zealand dello skipper Chris Nicholson e Groupama 4 di Franck Cammas di poter recuperare spazi preziosi, recuperando diverse decine di miglia. All’ultimo rilevamento delle 13 GMT (14 ora italiana) dopo oltre 2.700 miglia percorse, PUMA poteva contare su un vantaggio di poco più di 6 miglia sugli avversari spagnoli, mentre CAMPER e Groupama 4 era distaccati rispettivamente di 128,5 e 273 miglia, ma potevano far affidamento su velocità più alte di qualche nodo. Nelle ultime 24 ore PUMA ha coperto 375 miglia, Telefónica 369, CAMPER 399 e Groupama ben 429.
Secondo Gonzalo Infante, metereologo della Volvo Ocean Race, “PUMA e Telefónica stanno entrando nell’inizio del flusso dell’aliseo di sud-ovest, ma saranno nel pieno dei venti favorevoli probabilmente solo domani. Gli alisei stanno influenzando le calme equatoriali più del solito e questa è la ragione per cui hanno i team hanno avuto meno problemi a uscire dai Doldrums. Le velocità scenderanno nella zona di calma, ma si può prevedere un passaggio relativamente veloce per tutte le barche. Vero è che i venti sono instabili ma sono presenti, non c’è una calma di totale.”
PUMA e Telefónica sono a meno di 100 miglia dalla metà del percorso della prima tappa e a 240 miglia dall’equatore geografico e, nelle prossime ore passeranno dall’emisfero nord a quello sud. Lasciatisi alle spalle la linea dei zero gradi, tutti i quattro team faranno rotta verso l’isola di Fernando de Noronha, distante altre 230 miglia e passaggio obbligato della prima tappa, al largo delle coste brasiliane. Dopo la “boa” saranno altre 3.300 le miglia da coprire prima di arrivare alla linea del traguardo di Città del Capo.
Come tradizione, a bordo delle barche della Volvo Ocean Race si sono svolti gli inevitabili riti scaramantici per coloro che passavano per la prima volta a vela la linea dell’equatore. “Vittime designate” i più giovani degli equipaggi, che devono presentarsi al cospetto del re Nettuno e della sua sposa e chiedere perdono per i loro peccati precedenti.
Intanto, lo scafo di Team Sanya, caricato su un cargo in partenza per il Sudafrica ha lasciato gli ormeggi questa mattina poco prima delle sei. Lo Skipper Mike Sanderson, è già a Città del Capo, insieme a altri componenti del team, per dare avvio ai lavori di produzione di una parte di scafo danneggiato durante le prime ore di regata, che verrà poi montata quando la barca arriverà via nave, ossia intorno al 28 novembre prossimo. Nelle prossime ore anche Azzam, lo scafo dell’Abu Dhabi Ocean Racing ritiratosi dalla prima tappa, lascerà il porto di Lisbona diretto in Sudafrica.
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