Una settimana dopo l'inizio della Vendée Globe, sono entrati a pieno nel ritmo della gara. A poco a poco, i leader incominciano ad alzare la voce e fare pressione sui loro rivali. Tutti in attesa della battaglia strategica che si svolgerà al passaggio del pot au noir, ma intanto da vantaggio la capacità di sapersi muovere rapidamente. Ancora due o tre giorni per posizionarsi bene per poi iniziare a giocare con le piatte equatoriali al gatto e al topo. Con gli skipper nella parte del topo, ovviamente. Uno sbaglio o anche soltanto un po’ di sfiga nel passaggio del pot au noir possono rivelarsi devastanti. In passato sono andati in fumo tra il caldo, i temporali e l’imprevedibilità del vento, anche vantaggi molto consistenti. Arrivarci bene e in seconda battuta è fondamentale. Lo sta facendo Bernard Stamm, che ha sfilato il ruolo di delfino a François Gabart. Lo stanno facendo anche Jean-Pierre Dick (Virbac-Paprec 3) e Vincent Riou (PRB) che sono rispettivamente in 4^ e 5^ posizione e si stanno avvicinando ad un Gabart un po’ in crisi.
1 Armel Le Cléac'h Banque Populaire
2 Bernard Stamm Cheminées Poujoulat a 59,9.6 nm
3 François Gabart Macif a 62,1 nm
4 Jean-Pierre Dick Virbac Paprec 3 a 80.6 nm
5 Vincent Riou PRB a 82,1.9 nm
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
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